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14 marzo 2018

100 Italian circular economy stories, il nuovo studio di ENEL e Fondazione Symbola

L'ultimo rapporto di ENEL e Fondazione Symbola, presentato oggi, mercoledì 14 marzo, a Roma, vuole dare voce all'Italia innovativa e all'avanguardia che punta sull'economia circolare.

C'è un'Italia all'avanguardia, che si estende dai rottami di Brescia  agli stracci i prato, alla carta da macero di Lucca. Di questo volto dell'Italia parla l'ultimo rapporto "100 Italian circular economy stories" di ENEL e Fondazione Symbola e  presentato oggi a Roma dall'amministratore delegato di ENEL, Francesco Starace, e dal Presidente della Fondazione Symbola, Ermete realacci.

Il rapporto sottolinea come il nostro Paese sia tra i primi al mondo per quanto riguarda i processi  di riuso e di riciclo: tra i grandi Stati europei l'Italia è quello con la quota maggiore di recupero di materia prima nel settore produttivo (18,5%) davanti alla Germania (10,7%), unico Paese più forte di noi nella manifattura. Un modello di sviluppo non più lineare, dove gli scarti di un’impresa diventano la materia prima di un’altra e che ormai è diffuso in tutti i settori produttivi.

Minori costi di produzione, meno dipendenza dall'estero per quanto riguarda le risorse, maggiore competitività e innovazione - anche grazie alle tecnologie dell'indutria 4.0. Sono queste, sostiene il comunicato congiunto di ENEL e Symbola, le conseguenze e i vantaggi derivanti dall'efficienza che caraterizza i 100 soggetti censiti nel rapporto. Un'Italia fatta di centri di ricerca, enti no profit, imprese piccole e medio - grandi che permette di ricsotruire un profilo del made in Italy fatto di bellezza e qualità, ma anche di innovazione e sensibilità. Più, allineato agli obiettivi di Sviluppo sostenibile dell'Onu.

"L’economia circolare permette di creare nuovi modelli di business che integrano innovazione e sostenibilità come scelta strategica di competitività - afferma Francesco Starace - Il rapporto presentato oggi dimostra che tra le 100 eccellenze dell’economia circolare in Italia non ci sono solo grandi imprese, ma anche piccole e medie realtà, istituzioni, associazioni, cooperative che hanno avuto la capacità di anticipare i tempi e di adottare pratiche e processi industriali virtuosi, sottolineando la competitività del sistema italiano anche in ambito internazionale e contribuendo alla lotta ai cambiamenti climatici".

"Le cento eccellenze di questo rapporto - afferma Ermete Realacci - descrivono un Paese che, nonostante i tanti problemi e ritardi, ha esperienze avanzate su temi cruciali come la sostenibilità ambientale, la gestione della scarsità delle risorse e il contrasto ai cambiamenti climatici. Il recupero dei materiali ci fa risparmiare energia primaria per oltre 17 mln di tonnellate equivalenti di petrolio all’anno, ed emissioni per circa 60 mln di tonnellate di CO2. E questo contribuisce a rendere più efficiente e competitiva la nostra economia. Queste cento storie ci raccontano di un’Italia che fa l’Italia e innova senza perdere la propria anima; ci parlano di un modello di economia e società più sostenibile e competitivo, più equo, che potrebbe rappresentare la risposta italiana alle questioni scottanti che il presente e il futuro pongono al Pianeta".

Sempre secondo Eurostat, l'Italia, con 256,3 tonnellate per milione di euro prodotto, è il più efficiente tra i grandi Paesi europei nel consumo di materia dopo la Gran Bretagna (che impiega 223,4 tonnellate di materia per milione di euro e che ha però un’economia più legata alla finanza). L'Italia ha migliorato la sua performance rispetto al 2008 dimezzando il consumo di materia, facendo molto meglio rispetto alla Germania che, oggi, impiega 423,6 tonnellate di materia per milione di euro. Siamo secondi per riciclo industriale con 48,5 milioni di tonnellate di rifiuti non pericolosi avviati a recupero (dopo la Germania con 59,2 milioni di tonnellate ma prima di Francia, 29,9; Regno Unito, 29,9 e Spagna, 27).

Un recupero che fa risparmiare energia primaria per oltre 17 mln di tonnellate equivalenti di petrolio all’anno, ed emissioni per circa 60 mln di tonnellate di CO2 (elaborazione Istituto di ricerche Ambiente Italia).

Leggi lo studio "100 Italian circular economy stories"

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