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17 maggio 2018

Smog e rifiuti radioattivi, Italia deferita a Corte UE

L'Italia è stata deferita dall'esecutivo comunitario alla Corte di giustizia europea per aver violato le norme europee antismog e sui rifiuti radioattivi.

La Commissione Ue ha deferito l'Italia alla Corte di giustizia europea per aver violato le norme europee antismog, ed in particolare per la ripetuto superamento dei livelli consentiti per il particolato Pm10. Insieme al nostro Paese, Bruxelles ha deferito anche Ungheria e Romania e ha denunciato alla Corte anche Francia, Germania e Regno Unito per il superamento dei limiti di biossido di azoto (No2).

Già nel 2015 il nostro Paese L'Italia era stato oggetto di un'altra procedura di infrazione sulla qualità dell'aria, riguardante in questo caso il superamento dei valori limite di biossido di azoto (NO2). Il 31 gennaio scorso il commissario Ue all'ambiente Karmenu Vella aveva convocato a Bruxelles i ministri di nove Paesi tra cui l'Italia, chiedendo l'adozione di misure per ridurre l'inquinamento atmosferico. La documentazione fornita da Roma è stata sufficiente per evitare l'aggravamento della procedura di infrazione sull'NO2 ma non quella sul particolato, in quanto il piano italiano prevede una normalizzazione della situazione in tempi troppo lunghi.

L'Italia finisce davanti alla Corte di giustizia Ue anche per quanto riguarda i rifiuti radioattivi. Lo ha deciso la Commissione Ue in quanto L'Italia non sarebbe in «piena conformità alla direttiva in materia» di rifiuti radioattivi.

Roma aveva già ricevuto un parere motivato, secondo passo di una procedura d'infrazione, lo scorso luglio, insieme ad Austria, Croazia, Repubblica ceca e Portogallo. Gli stati membri erano tenuti a notificare i programmi nazionali entro il 23 agosto del 2015. La direttiva Ue istituisce un quadro per garantire la gestione responsabile e sicura del combustibile nucleare esaurito e dei rifiuti radioattivi, chiedendo ai 28 provvedimenti adeguati in ambito nazionale per un elevato livello di sicurezza.

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