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8 giugno 2018 (La Nuova Ecologia)

Giornata mondiale oceani: per il 78% degli europei impatto sui mari è una priorità

A rivelarlo è una recente indagine condotta dalla community Friends of Glass, resa nota da Assovetro (l'associazione dei produttori di vetro) per la ricorrenza dell'8 giugno. il segretario generale dell'Onu, Guterres: "Ciascuno faccia la sua parte nella lotta alla plastica".

A rivelarlo è una recente indagine condotta dalla community Friends of Glass, resa nota da Assovetro (l’associazione dei produttori di vetro) alla vigilia della Giornata Mondiale degli Oceani, l’8 giugno: il 72% degli europei ritiene che il proprio impatto sui mari sia una priorità nel proprio stile di vita, a cominciare dai prodotti che compra e dai rispettivi imballaggi.  Il 78% degli europei ha registrato un cambiamento nel proprio comportamento, affermando di prestare una maggiore attenzione alle proprie decisioni quotidiane a favore dell’impatto ambientale. Un ulteriore 78% degli europei, inoltre, classificherebbe il vetro ai primi posti in una personale classifica di imballaggi per cibi e bevande.

In Italia la raccolta differenziata del vetro è da record, all’83%, con un riciclo che tocca il 72,8%, lasciando ben poco al circuito dei rifiuti. Assovetro ha sottoscritto una partnership con Legambiente per il progetto Vele Spiegate, che si pone l’obiettivo di monitorare i rifiuti che si trovano sulle spiagge e sensibilizzare i più giovani sul tema del marine litter e sull’importanza di adottare uno stile di vita più sostenibile. “Vele spiegate – spiega Serena Carpentieri, vicedirettrice nazionale di Legambiente – è un progetto innovativo di citizen science che coniuga l’amore per il mare e l’esperienza in barca a vela. Valorizzazione e tutela dell’ambiente, contrasto al marine litter, ma anche integrazione sociale e condivisione sono i temi che accompagneranno il viaggio di Vele Spiegate 2018 che coinvolgerà i più giovani in diverse attività durante la navigazione e sulla terraferma, come ad esempio la pulizia delle spiagge e il monitoraggio beach litter (rifiuti spiaggiati) sui litorali. Ridurre nei prossimi anni il problema dei rifiuti in mare non è una sfida impossibile, ma va affrontata con determinazione, anche perché il marine litter sta assumendo proporzioni sempre più allarmanti”.

Intanto Il segretario dell’Onu Antonio Guterres esorta quindi ciascuno a fare la propria parte, attraverso “azioni semplici come usare bottiglie d’acqua e borse della spesa riutilizzabili, riciclare la plastica e fare volontariato per pulire le aree locali dai rifiuti”. “Se non cambiamo rotta, negli oceani potrebbe presto esserci più plastica che pesci. Dobbiamo lavorare individualmente e collettivamente per fermare questa tragedia evitabile e ridurre in modo significativo l’inquinamento marino”. L’invito arriva anche’esso alla vigilia della Giornata mondiale degli oceani che ricorre l’8 giugno e che quest’anno punta il dito contro la plastica. “L’80% dell’inquinamento marino proviene dalla terra, compresi 8 milioni di tonnellate di rifiuti di plastica che ogni anno finiscono in mare”, scrive Guterres nel messaggio per la Giornata. “La plastica soffoca corsi d’acqua, danneggia le comunità che dipendono dalla pesca e dal turismo, uccide tartarughe e uccelli, balene e delfini, si fa strada nelle zone più remote del pianeta e lungo tutta la catena alimentare”. La pulizia di spiagge e fondali è l’attività più gettonata in tutto il mondo, Italia compresa, per celebrare la Giornata degli Oceani. Tra gli appuntamenti italiani c’è quello organizzato dall’Ufficio regionale Unesco per la scienza e la cultura in Europa, con sede a Venezia, che vedrà i volontari impegnati a ripulire laguna e canali.

Infine, la Stazione Zoologica Anton Dohrn ha messo a punto un esperimento: Enormi acquari tenuti in mare verificheranno l’impatto delle microplastiche sugli organismi del Mediterraneo, inquinato da 115.000 particelle per chilometro quadrato. Per ‘bonificare’ mari e oceani da queste particelle un aiuto potrebbe arrivare dai microrganismi marini: “Si sta lavorando alla selezione di batteri in grado di decomporre la plastica e trasformarla in elementi inerti, ma la ricerca è a livelli ancora sperimentali e l’applicazione richiederà del tempo” dichiara Roberto Danovaro. Intanto la Stazione Zoologica, ha concluso il presidente, si sta occupando di una sperimentazione per valutare l’effetto delle microplastiche, per la prima volta in campo. A questo scopo “si lasceranno in mare enormi acquari per vedere l’impatto delle microplastiche sulle componenti del plancton, poiché il rischio è che i frammenti vengano ingeriti dagli organismi, dai più piccoli ai più grandi e alla fine possano essere trasferiti all’uomo, con danni che ancora non sappiamo ben quantificare”.

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