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11 giugno 2018

Cambiamenti climatici, il Papa ai dirigenti delle imprese petrolifere:" "La civiltà richiede energia, ma l'uso dell'energia non deve distruggere la civiltà".

Il Papa ha accolto in Vaticano gli amministratori delegati delle principali società petrolifere e del gas naturale. E dopo un Simposio in cui si è parlato di come trovare nuove fonti di energie rinnovabili, ha intimato ai dirigenti: "C'è bisogno di discutere insieme riguardo alla transizione e la ricerca di alternative".

"Non c'è tempo da perdere". È l'appello rivolto dal Santo Padre ai dirigenti delle principali multinazionali mondiali dell'energia (petrolio, gas naturale) riuniti nella Sala Clementina, in Vaticano, dopo aver preso parte ad un simposio organizzato dalla Pontificia Accademia delle Scienze e dalla Notre Dame University e dedicato alla ricerca di alternative alle fonti fossili.

Anche se “196 nazioni hanno adottato l’Accordo di Parigi con l'intenzione di limitare la crescita del riscaldamento globale sotto i 2°C - afferma Papa Bergoglio -le emissioni di CO2 dovute ai gas-serra sono sempre molto alte: questo è piuttosto inquietante". E si dice preoccupato per le "continue esplorazioni per nuove riserve di combustibile fossile, allorquando l’Accordo di Parigi consiglia chiaramente di mantenere nel sottosuolo la maggior parte del carburante fossile”.

Ad ascoltare Bergoglio ci sono i dirigenti di Exxon Mobil, Eni, BP, Royal Dutch Shell, Pemex, Equinor, L1 Energy, impegnata sul fronte delle energie rinnovabili, e BlackRock, la più grande società d’investimento al mondo.Il Papa ha ribadito la propria linea sul tema della giustizia climatica ed ambientale, espresso chiaramente nell'enciclica Laudato Sì.

Secondo il Papa è ora più che mai necessario passare da fonti energetiche fossili a fonti rinnovabili,garabtendo un approvvigionamento equo di energia a tutti  “con modalità di sfruttamento delle risorse che evitino di produrre squilibri ambientali tali da causare un processo di degrado e inquinamento, da cui l’intera umanità di oggi e di domani resterebbe gravemente ferita”. Dice infatti: “La qualità dell’aria, il livello dei mari, la consistenza delle riserve d’acqua dolce, il clima e l’equilibrio di delicati ecosistemi, non possono non risentire delle modalità con cui gli esseri umani colmano la loro “sete” di energia, purtroppo con pesanti diseguaglianze”. 

Quello che è necessario è, per il Santo Padre “una strategia globale di lungo termine, che offra sicurezza energetica e favorisca in tal modo la stabilità economica, protegga la salute e l’ambiente e promuova lo sviluppo umano integrale, stabilendo impegni precisi per affrontare il problema dei cambiamenti climatici”. A tal riguardo, dice, occorre procedere “verso una transizione che faccia costantemente crescere l’impiego di energie ad alta efficienza e a basso tasso di inquinamento”.

Certo, riconosce Bergoglio, ultimamente le multinazionali dell'energia stanno “ sviluppando approcci più approfonditi per valutare il rischio climatico e modificare di conseguenza i loro piani imprenditoriali: una cosa degna di lode, ma - si domanda poi il Papa - è sufficiente?" 

"Sono i poveri a soffrire maggiormente delle devastazioni del riscaldamento globale, con le crescenti perturbazioni in campo agricolo, l'insicurezza della disponibilità d'acqua e l'esposizione a gravi eventi meteorologici". "Molti di quanti possono a malapena permetterselo sono già costretti ad abbandonare le loro case e a migrare in altri luoghi, senza sapere come verranno accolti - ha aggiunto -. Molti di più dovranno farlo in futuro. La transizione verso l'energia accessibile e pulita è una responsabilità che abbiamo verso milioni di nostri fratelli e sorelle nel mondo, verso i Paesi poveri e verso le generazioni che verranno". 

Un tale rinnovamento “richiede una nuova forma di leadership, e tali leader richiedono una profonda e acuta comprensione del fatto che la Terra costituisce un unico sistema e che l’umanità, ugualmente, è un unico insieme”. Per questo il Papa invita chi ha di fronte a essere “il nucleo di un gruppo di leader che immagina la transizione energetica globale in un modo che tenga conto di tutti i popoli della Terra, come delle future generazioni, e di tutte le specie e gli ecosistemi”. E ancora: “Non c’è tempo da perdere: abbiamo ricevuto la Terra dal Creatore come una casa-giardino, non trasmettiamola alle future generazioni come un luogo selvatico”.

Leggi il discorso di Papa Francesco (pdf)

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