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8 gennaio 2018

Climate Scorecard Report #16. Le sovvenzioni per i combustibili fossili nei principali Paesi emettitori di gas serra

Il rapporto mensile di Climate Scorecard analizza e monitora il sistema di sovvenzioni ai combustibili fossili dei 20 principali Paesi che emettono gas a effetto serra. Un giro d'affari, a livello globale, di 5300 miliardi di dollari. Una pratica, quella dei sussidi alle fonti fossili, diffusa anche nel nostro Paese.

Quando un governo o più generalmente un ente pubblico concede una somma di denaro a un'azienda o un'impresa si parla di "sussidio". Il fine di queste sovvenzioni è quello di contenere il prezzo di una materia prima o di una merce, rendendolo più competitivo sul mercato. 

La pratica dei sussidi è legata a doppio filo al settore delle energie fossili: in molti Paesi del mondo vengono concesse sovvenzioni ad aziende legate a petrolio, carbone e gas naturale con il fine di sviluppare queste energie poco pulite e inquinanti e di renderle meno costose per i consumatori.

Il report mensile di Climate Scorecard - una organizzazione no profit che monitora mensilmente gli sforzi fatti da parte dei principali Paesi inquinatori per attuare gli obiettivi previsti dall'Accordo di Parigi - si focalizza sul sistema degli incentivi alle fonti fossili da parte dei 20 principali Paesi inquinatori.

Secondo la rivista World Development, i sussidi per i combustibili fossili erano 4900 miliardi di dollari in tutto il mondo nel 2013 e sono saliti a 5300 miliardi nel 2015 (6,5% del PIL globale in entrambi gli anni). I sussidi al carbone rappresentano circa la metà dei sussidi globali. Le sovvenzioni alle compagnie dei combustibili fossili hanno contribuito a rendere queste società tra le più ricche al mondo.

I finanziamenti alle energie non rinnovabili assumono forme molto diverse, tra cui: sostegno diretto all'esplorazione di nuove fonti di petrolio, carbone e gas naturale; agevolazioni fiscali ed esenzioni; prestiti agevolati ai produttori di combustibili fossili;  sussidi ai prezzi dell'energia dei consumatori. 

Tali sovvenzionamenti contribuiscono , in maniera determinante, al surriscldamento globale causato dalle emissioni di CO2. I Paesi del G7 (Regno Unito, Stati Uniti, Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone e UE) si sono impegnati a porre fine alle sovvenzioni per i combustibili fossili entro il 2025. Le Nazioni membre del G20 hanno anche chiesto la cessazione di tutti questi sussidi, sebbene debbano ancora fissare una data obiettivo.

Nel rapporto n. 16, Climate Scorecard riassume lo status dei sussidi e le politiche annuali sui combustibili fossili del 20 paesi leader nell'emissione di gas a effetto serra. Un range molto ampio, che va dai 60,9 miliardi di dollari dell'Arabia Saudita ai 667 milioni della Corea del Sud .Inoltre, in alcuni Paesi - come Cina e Turchia - manca una banca dati relativa all'intero ammontare dei sussidi elargiti a industirle legate ai settori del gas, del petrolio e del carbone.

Tale pratica è diffusa anche nel nostro Paese: l'Italia ha sostenuto, direttamente e indirettamente, i combustibili fossili per 14,8 miliardi di euro nel 2016 e 13,2 miliardi di euro nel 2015. I sussidi sono concessi sia alla produzione che al consumo, che includono l'esenzione da pagare accise, sconti e finanziamenti. Il settore di punta che riceve sussidi è il trasporto.

Leggi il report completo di Climate Scorecard

 

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