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9 febbraio 2018 (QualEnergia.it)

Accordo di Parigi: impegni ancora insufficienti, ma è l'impulso per uno sforzo comune

Dobbiamo essere soddisfatti dell'impegno internazionale sul clima? Se lo chiede Gianni Silvestrini, Direttore scientifico di Kyoto Club, nell'ultimo editoriale pubblicato su Qualenergia.it. "Certamente no" risponde in maniera secca Silvestrini. Tuttavia, continua il Direttore, "non vanno ignorati alcuni segnali importanti, figli dell'impegno comune".

L'Accordo di Parigi ha avuto impatti reali nell'azione dei Paesi firmatari sul clima? Secondo Gianni Silvestrini, Direttore scientifico di Kyoto Club, l'impegno internazionale nel combattere le emissioni climalteranti si è rafforzato. 

"Dei 19 paesi hanno deciso di uscire dal carbone , ben cinque (Francia, Regno Unito, Norvegia, Olanda, India) hanno indicato una data per la fine delle vendite delle auto a combustione interna - scrive Silvestrini nell'ultimo editoriale su Qualenergia.it. E continua - Ci sono poi le città Usa che puntano all’obbiettivo “100% rinnovabili” e i Paesi, dalla Cina alla California, dal Messico al Canada, che hanno dato un prezzo al carbonio, in attesa che si riesca imporre una carbon tax globale".

Ma poi il Direttore mette in guardia: gli sforzi portati avanti sono importanti, ma chiaramente insufficienti. "La sfida che si aspetta nei prossimi anni è talmente radicale che non bastano risposte difensive - afferma lo scienziato - occorre ridiscutere l’attuale modello economico e riflettere sui cambiamenti da avviare per garantire una “'prosperità senza crescita'".

Leggi l'editoriale di Gianni Silvestrini su QualEnergia.it

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