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23 febbraio 2018 (QualEnergia.it)

Budget Ue, "serve una carbon tax". La lettera di 19 economisti

Per favorire la transizione energetica “verde” e colmare il vuoto nel budget dell'Unione Europea post 2020 lasciato dalla Brexit, un gruppo di economisti propone di tassare i combustibili fossili. I ricavi dovrebbero finanziare, ad esempio, i trasporti pubblici nelle città e la riconversione industriale.

Tassare i combustibili fossili per sostenere la diffusione delle tecnologie “pulite” e per colmare il buco nei finanziamenti Ue lasciato dalla Gran Bretagna dopo la Brexit.

Questa, in sintesi, la proposta avanzata da 19 economisti, tra cui Enrico Letta, l’ex direttore della World Trade Organization(WTO), Pascal Lamy, e l’ex ministro tedesco delle finanze, Hans Eichel, in una lettera inviata a Bruxelles, alla vigilia del vertice di oggi, in cui si comincerà a discutere sul budget europeo 2021-2027.

Nella lettera (allegata in basso) si suggerisce innanzitutto di varare una sorta dicarbon tax su carbone, petrolio e gas (fossil fuel contribution), che potrebbe partire con uno schema-pilota dai cinque ai sette anni e da un livello molto modesto di tassazione, intorno a 5 € per tonnellata di CO2 emessa dalle tre fonti fossili, che potrebbe già garantire ricavi annuali nell’ordine di 17 miliardi di euro.

Altre soluzioni potrebbero essere: aumentare le accise sul diesel e “colpire” il settore aereo imponendo una tassa sul kerosene o applicando un livello minimo d’imposta sul valore aggiunto sui biglietti aerei.

Misure di questo tipo, evidenziano gli economisti, potrebbero rimpolpare il budget europeo con circa 50 miliardi di euro l’anno e contribuire ampiamente a mitigare l’impatto ambientale dei trasporti.

Secondo i firmatari della lettera, i ricavi aggiuntivi generati dalla carbon tax e dalle altre misure contro l’utilizzo dei carburanti fossili, dovrebbero poi finanziare la transizione energetica “socialmente sostenibile”, incrementando i fondi destinati ai trasporti pubblici nelle città, alla riqualificazione professionale di chi ha perso il lavoro nelle industrie più inquinanti, allo sradicamento della povertà energetica in Europa e in altri continenti.

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