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26 aprile 2018

Sette Paesi membri chiedono all'Europa di aumentare gli obiettivi per l'energia, l'efficienza energetica ed il clima. Ma l'Italia non c'è.

Ieri, mercoledì 25 aprile, i Ministri dell'Ambiente e dell'Energia di 7 Paesi membri dell'Unione Europea (Francia, Germania, Svezia, Portogallo, Paesi Bassi, Lussemburgo, Finlandia) hanno chiesto che vengano adottati in ambito europeo obiettivi climatici più ambiziosi in linea con l'Accordo di Parigi. La grande assente? L'Italia.

Pochi giorni prima dell'inizio della conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici di Bonn, i ministri responsabili del clima di sette Stati membri dell'UE, ovvvero Francia, Germania, Paesi Bassi, Svezia, Finlandia, Portogallo e Lussemburgo (tutti paesi che fanno anche parte della  Carbon Neutrality Coalition lanciata in occasione del  One Planet Summit), si sono riuniti ieri pomeriggio a Parigi per chiedere all'Unione europea di prefiggersi degli obiettivi climatici ambiziosi e in linea con l'accordo di Parigi.

I sette ministri "hanno chiesto lo sviluppo e l'attuazione di una strategia ambiziosa a lungo termine, in linea con gli obiettivi dell'accordo di Parigi, in tutti i paesi, ed in particolare nell'Unione europea," e hanno sottolineato che la strategia a lungo termine dell'UE dovrebbe "prendere in considerazione livelli più elevati di ambizione" e “mostrare percorsi verso il raggiungimento di zero emissioni di gas a effetto serra in conformità a quanto previsto dall'accordo di Parigi, comprese misure intermedie", riferendosi in particolare all'impegno dell'UE di ridurre le sue emissioni per il 2030 (quello che nel gergo dell’ONU viene definito “Nationally Determined Contribution”).

Essi hanno inoltre "sottolineato l'impegno di ciascuno dei loro paesi nello sviluppo di tale strategia al livello nazionale, che copra tutti i settori", e hanno sottolineato l'importanza di una "transizione giusta e integrata" che dovrebbe "contribuire alla realizzazione dell'Agenda delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile del 2030".  Secondo Brune Poirson, Segretario di Stato del Ministero francese per la Transizione ecologica ed inclusiva: "L'Unione europea deve innalzare il suo livello di ambizione per raggiungere gli obiettivi dell'accordo di Parigi".

Purtroppo l’Italia non risulta tra questi paesi. “La presa di posizione dei sette Ministri”, ha dichiarato Sergio Andreis, Direttore di Kyoto Club, “è un grande segno di speranza: non passa settimana senza che il mondo scientifico non lanci nuovi allarmi rispetto agli effetti del riscaldamento globale e l’attuazione dell’Accordo di Parigi dovrebbe essere una delle priorità di ogni Paese. Anche perché sappiamo bene che decisioni attuate oggi produrranno i primi risultati solo dopo parecchi anni. L’Italia e l’economia italiana hanno tutto da guadagnare da una decisa maggiore ambizione negli obiettivi da raggiungere per affrontare adeguatamente la crisi climatica in atto: l’assenza dell’Italia fra i firmatari del comunicato congiunto è una nuova occasione persa. Sollecitiamo il Governo italiano in carica e quello che verra’ ad aderirvi subito.”

L’iniziativa di ieri, che fa seguito a precedenti dichiarazioni a favore di una maggiore ambizione dell'UE da parte di Francia e Svezia, Francia e Germania, Paesi Bassi e da parte dello stesso Parlamento europeo, dimostra come un numero crescente di paesi dell'UE desideri aumentare l'ambizione e l'impegno dell'UE a favore di una decarbonizzazione profonda a livello nazionale, in linea con l'accordo di Parigi. Si tratta di un segnale importante in vista della conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici che si terrà a Bonn, soprattutto perché contribuisce a dare slancio al "dialogo di Talanoa", in cui i paesi discuteranno su cosa significa essere sulla buona strada per raggiungere gli obiettivi dell'accordo di Parigi.

Commentando l'annuncio, Eliot Whittington, direttore del Prince of Wales's Corporate Leaders Group e della Green Growth Platform, ha dichiarato: "Plaudiamo all'ambizione dimostrata da questi Stati membri progressisti e sosteniamo la loro richiesta di aumentare gli obiettivi climatici dell'UE in linea con l'accordo di Parigi. Le imprese che sono leader nel mondo sono pronte a investire e ad innovarsi per garantire un futuro a zero emissioni di carbonio; ciò di cui abbiamo bisogno sono chiari segnali a lungo termine da parte dei governi per sbloccare un'azione su vasta scala".

Leggi il comunicato stampa dei Ministri dell'Ambiente (pdf)

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