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19 aprile 2018

Economia circolare, l'Europarlamento approva nuovi target sul riciclo dei rifiuti

Mercoledì 18 aprile la plenaria di Strasburgo ha approvato le nuove norme in materia di riciclaggio dei rifiuti: stando al testo, entro il 2025, almeno il 55% dei rifiuti urbani domestici e commerciali dovrebbe essere riciclato. L’obiettivo salirà al 60% nel 2030 e al 65% nel 2035.

Il Parlamento europeo ha approvato a larga maggioranza le nuove norme sull'economia circolare. Il testo, che è passato ieri, mercoledì 18 aprile, a larga maggioranza, prevede un incremento del riciclo dei rifiuti urbani e domestici di almeno il 55% entro il 2025. Il target sale al 60% nel 2030 e al 65% nel 2035. Inoltre, la direttiva prevede che il 65% dei materiali di imballaggio dovrà essere riciclato entro il 2025 e il 70% entro il 2030. Vengono fissati inoltre degli obiettivi distinti per materiali di imballaggio specifici, come carta e cartone (75 e 85), plastica (50 e 55%) e vetro  (70 e 75).

Inoltre, Strasburgo ha introdotto dei limiti sulla quota di rifiuti urbani da smaltire in discarica, con un tetto del 10% entro il 2035. Nel 2014, Austria, Belgio, Danimarca, Germania, Olanda e Svezia non hanno inviato praticamente alcun rifiuto in discarica, mentre Cipro, Croazia, Grecia, Lettonia e Malta hanno interrato più di tre quarti dei loro rifiuti urbani. Secondo i dati Eurostat oggi l'Italia viaggia intorno al 28% ma ci sono paesi messi peggio, come la Romania con il 70%

Novità anche dal fronte dei prodotti tessili e dei rifiuti pericolosi, che dovranno ora essere raccolti separatamente entro il 2025, così come i rifiuti biodegradabili che potranno essere riciclati anche direttamente nelle case attraverso il compostaggio.

In base agli Obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, gli Stati membri dovrebbero ridurre gli sprechi alimentari del 30% entro il 2025 e del 50% entro il 2030. Al fine di prevenire lo spreco di alimenti, i Paesi UE dovrebbero incentivare la raccolta dei prodotti invenduti e la loro ridistribuzione in condizioni di sicurezza. Per i deputati si deve puntare anche sul miglioramento della consapevolezza dei consumatori circa il significato dei termini “da consumarsi entro” e “da consumarsi preferibilmente entro”.

Le nuove norme appena approvate in materia di rifiuti sono frutto di un accordo raggiunto dalle istituzioni europee (Parlamento, Commissione, Consiglio) nel dicembre del 2017. 

“Con questo pacchetto l'Europa punta con decisione a uno sviluppo economico e sociale sostenibile, in grado di integrare finalmente politiche industriali e tutela ambientale. L'economia circolare, infatti, non è solamente una politica di gestione dei rifiuti ma è un modo per recuperare materie prime e non premere oltremodo sulle risorse già scarse del nostro pianeta, anche innovando profondamente il nostro sistema produttivo”, ha detto la relatrice delle direttive, Simona Bonafè

Il testo ora tornerà al Consiglio per un’approvazione formale, prima della pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

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