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30 ottobre 2017

WMO: Le concentrazioni di CO2 in atmosfera salgono a nuovi livelli record, a rischio l’ Accordo di Parigi. Silvestrini: eppure l’Italia negli ultimi due anni aumenta le proprie emissioni.

Secondo l'ultimo bollettino della World Meteorological Organization le concentrazioni di gas serra nell'atmosfera hanno raggiunto il picco degli ultimi 800 mila anni. Le osservazioni di Gianni Silvestrini, Direttore scientifico di Kyoto Club.

Secondo l’Organizzazione Meteorologica Mondiale la concentrazione di anidride carbonica (CO2) nell’atmosfera è aumentata nel 2016 a livelli che non si registravano da almeno 800 mila anni con un incremento (3,3 parti per milione) del 50% più elevato rispetto all’aumento medio dello scorso decennio (2,1 ppm/anno), ha dichiarato Gianni Silvestrini, Direttore scientifico di Kyoto Club.

La spiegazione è legata alla presenza nel 2016 del fenomeno del Nino che ha interagito con la vegetazione dei diversi continenti aumentando gli incendi e rendendo meno efficace l’assorbimento della CO2 da parte delle foreste.

La concentrazione di anidride carbonica, prosegue Silvestrini,  è aumentata malgrado la  stabilizzazione negli ultimi tre anni delle emissioni mondiali sul livello di 36 miliardi di tonnellate che segnalano un disaccoppiamento tra emissioni e crescita economica, con incrementi annui del 3%. Ma questo risultato certo non basta. La continuazione di questo livello di emissioni comporterebbe infatti il raggiungimento in soli vent’anni della concentrazione di 450 ppm, con un aumento della temperatura media di 2 °C sui livelli preindustriali, indicato come soglia da non superare nell’Accordo di Parigi.  E’ evidente quindi che occorre rapidamente arrivare a ridurre le emissioni mondiali.

Da questo punto di vista sono sicuramente molto significativi i dati che provengono dalla Cina, il principale responsabile produzione mondiale di CO2 (29%), che hanno visto un leggero calo delle emissioni sia nel 2015 che nel 2016. Dunque segnali preoccupanti in atmosfera, ma anche notizie positive dal pianeta.

Una riflessione particolare va fatta invece sull’Italia che, al contrario, ha visto un incremento delle emissioni negli ultimi due anni (nel 2016 -15,4% sul 1990). Una tendenza che rende più problematico il raggiungimento degli obiettivi al 2030. La riduzione delle emissioni di CO2 dovrà ripartire ed accelerare notevolmente nei prossimi anni grazie ad un forte rilancio delle rinnovabili, ad una riqualificazione energetica spinta del nostro patrimonio edilizio e alla diffusione su larga scala della mobilità elettrica ha poi concluso il Direttore Scientifico di Kyoto Club.

Leggi il Bollettino WMO

 

 

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