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2 ottobre 2017

Italia fanalino di coda tra i Paesi Ue per l'inquinamento atmosferico

L’Italia, con oltre 90.000 morti premature e 1.500 decessi per milione di abitanti (1.116 solo per il particolato PM2,5) è maglia nera tra i grandi paesi europei per l’inquinamento atmosferico (1.100 in Germania, 800 in Francia e Regno unito, 600 in Spagna). A sostenerlo è il Report sulla qualità dell'aria realizzato da Fondazione Sviluppo Sostenibile in collaborazione con Enea e Ferrovie dello Stato.

Nelle nostre città la qualità dell'aria che respiriamo ogni giorno, nonostante i miglioramenti dovuti alle nuove tecnologie e ai recenti provvedimenti normativi, nonché all'uso di nuove fonti più green, resta sempre critica. Soprattutto in alcune aree urbane e in alcune zone, tra cui, come è ben risaputo, la Pianura Padana. Ma non solo: da Torino a Venezia,  nell’area metropolitana di Roma, quella di Napoli, nel frusinate, in Puglia, e nella costa sud est della Sicilia i cittadini sono minacciati dall'alta preseneza di inquinanti critici, in primis il particolato (PM10) e biossido di azoto (NO2). L’Italia, con oltre 90.000 morti premature e 1.500 decessi per milione di abitanti (1.116 solo per il particolato PM2,5) è maglia nera tra i grandi paesi europei per l’inquinamento atmosferico (1.100 in Germania, 800 in Francia e Regno unito, 600 in Spagna).

A seganalarlo è il Report sulla qualità dell’aria, la ricerca realizzata dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile in collaborazione con Enea e con la partnership delle Ferrovie dello Stato, che propone un vero e proprio decalogo per mettere in campo misure nuove e più incisive contro l’inquinamento atmosferico, soluzioni strutturali che superino le emergenze e puntino sullo sviluppo della green economy. Dieci proposte che toccano temi di carattere generale e altri di tipo più specifico relativi ai singoli settori.

Leggi il report di Fondazione Sviluppo Sostenibile

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