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30 novembre 2017

Nasce l'Alleanza per l'Economia circolare: otto aziende italiane impegnate nel riuso e nel riciclo

Il 29 novembre, grazie all'impegno di Enel e Intesa San Paolo nasce l'Alleanza per l'economia circolare: otto aziende, tra cui Novamont, puntano a rafforzare l'impegno per un continuo miglioramento delle società italiane sul fronte dell’innovazione, della competitività e delle prestazioni ambientali, promuovendo l’Economia Circolare.

Sempre più aziende decidono di aumentare i loro sforzi per la sostenibilità ambientale e la green economy.  Il 29 novembre Enel e Intesa Sanpaolo si sono fatti promotori di un evento svoltosi presso la sede di Confindustria e aperto dagli interventi del Ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, e della parlamentare europea, Simona Bonafè.

Durante l'evento, patrocinato dal Ministero dell’Ambiente e del Ministero dello Sviluppo Economico, Enel e Intesa Sanpaolo, insieme ad altre otto big companies - Novamont, Costa Crociere, Gruppo Salvatore Ferragamo, Bulgari, Fater e Eataly -  hanno firmato il Manifesto per l’Economia Circolare che coinvolge, come capofila per ciascun settore, un’azienda protagonista del Made in Italy a livello internazionale e già fortemente impegnata sul tema.

L’Economia Circolare - è stato sottolineato - punta alla trasformazione dei processi e al re-design dei prodotti e dei servizi, favorendo il superamento delle tradizionali divisioni tra diversi settori industriali e una maggiore sinergia tra le aziende. L’innovazione e la sostenibilità diventano così parte integrante del business e scelta strategica di competitività, anche nell’ottica della lotta ai cambiamenti climatici.

“Questa alleanza per l’economia circolare con altre importanti realtà del nostro Paese che condividono il nostro stesso approccio è per noi un fatto di grande rilevanza. Sono fermamente convinta che l’innovazione non sia un viaggio in solitaria ma un percorso che si nutre di contaminazione di saperi, competenze e interconnessioni. Richiede, insomma, un salto culturale dell’intero sistema”. Così Catia Bastioli, amministratore delegato Novamont e presidente di Kyoto Club.

“L’economia circolare, abilitata dall’innovazione tecnologica, è un driver strategico in grado di favorire l’affermazione di nuovi modelli di business, più efficienti e sostenibili, nonché il superamento della tradizionale distinzione di fasi e ruoli tipici dell’economia lineare: un processo che coinvolge numerosi attori, in modo trasversale lungo l’intera catena del valore”, ha dichiarato Patrizia Grieco, Presidente di Enel. “In questo contesto, le grandi imprese possono svolgere un ruolo fondamentale, anche come volano per favorire la transizione circolare delle proprie filiere, rafforzando la competitività del sistema italiano anche nel contesto internazionale”.

 “Per Intesa Sanpaolo - ha sottolineato Mauro Micillo, Responsabile della Divisione Corporate & Investment Banking di Intesa Sanpaolo e amministratore delegato di Banca Imi - è significativo l’impegno in ambito di sostenibilità ambientale, che ci ha valso diversi riconoscimenti, tra cui l’inclusione in numerosi indici e, in particolare, nel Dow Jones Sustainability Index. Il modello circolare rappresenta un elemento di rottura positivo, capace di creare nuovo valore e crescita. Per questa ragione già dal 2015 siamo diventati l’unico partner globale nei servizi finanziari della Fondazione Ellen MacArthur, la più grande istituzione privata al mondo impegnata in questo ambito. Vediamo nella Circular Economy una sfida innovativa e strategica che porterà importanti benefici a livello globale”.

Durante l’evento, è stato presentato il Documento di Posizionamento Strategico Nazionale del Ministero dell’Ambiente e del Ministero dello Sviluppo Economico. Il documento, intitolato Verso un Modello di Economia Circolare per l’Italia, si inserisce nella più ampia Strategia Nazionale per lo sviluppo sostenibile, contribuendo in particolare alla definizione degli obiettivi sull’uso efficiente delle risorse e dei modelli di produzione e consumo sostenibile.

“L’Italia – ha detto il ministro Galletti presentando il documento – vuole vincere con l’Europa la grande sfida dell’economia circolare, dalla quale si misura innanzitutto la credibilità dei nostri impegni internazionali, a partire da quello di Parigi sul contrasto ai cambiamenti climatici. Il nostro Paese – ha aggiunto – sa di poter contare sulla forza delle imprese italiane e sulla loro capacità di anticipare i tempi, di capire cioè prima di altre che pratiche come la rigenerazione, l’ecodesign e la lotta agli sprechi sono elementi di competitività sul mercato”

 

 

Leggi il comunicato stampa (pdf)

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