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9 gennaio 2017

Sviluppo sostenibile: le priorità dell'UE

La Commissione europea ha definito un approccio strategico per lo sviluppo sostenibile in Europa e nel mondo. Una prima comunicazione sulle prossime tappe per un futuro europeo spiega il modo in cui le 10 priorità strategiche della Commissione contribuiscono all'attuazione dell'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite e cosa farà l'Unione europea per conseguire gli obiettivi di sviluppo sostenibile nel futuro.

Una seconda comunicazione, dedicata al nuovo consenso europeo per lo sviluppo, propone una visione e un quadro comuni per la cooperazione allo sviluppo dell'UE e dei suoi Stati membri, in linea con l'Agenda 2030.

Una terza comunicazione, relativa a un partenariato rinnovato con i paesi dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico (Stati ACP), propone gli elementi cardine per una fase nuova e sostenibile nelle relazioni UE-ACP, da realizzare dal 2020, l'anno in cui si concluderà l'accordo di partenariato di Cotonou.

Le prossime tappe per un futuro europeo sostenibile

  • La risposta dell'UE all'Agenda 2030 si articolerà in due filoni di attività: il primo consiste nell'integrazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile nel quadro strategico europeo e nelle priorità attuali della Commissione; il secondo mira a promuovere una riflessione su come sviluppare ulteriormente la nostra visione a più lungo termine e le priorità delle politiche settoriali dopo il 2020.
  • La Commissione ricorrerà a tutti gli strumenti a sua disposizione, compresi gli strumenti per legiferare meglio, per fare in modo che le politiche attuali e future tengano conto dei tre pilastri dello sviluppo sostenibile: la dimensione economica, sociale e ambientale.
  • Per poter disporre di uno spazio dinamico cui partecipino le diverse parti interessate del settore pubblico e privato, la Commissione creerà una piattaforma multipartecipativa destinata a promuovere il follow-up e lo scambio delle migliori pratiche in materia di attuazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile in tutti i settori.
  • La Commissione elaborerà relazioni periodiche per esporre i progressi conseguiti dall'UE nell'attuazione dell'Agenda 2030 nel 2017 e avvierà un processo di riflessione per sviluppare ulteriormente una visione a più lungo termine in una prospettiva post-2020.
Un nuovo consenso europeo per lo sviluppo
  • La proposta di un nuovo consenso europeo per lo sviluppo introduce nuovi modelli su cui fondare la cooperazione allo sviluppo nell'ambito dell'Agenda 2030 al fine di rispondere alle sfide più complesse e interconnesse cui la società mondiale deve oggi fare fronte.
  • La proposta presenta una visione e un quadro comuni di azione per tutte le istituzioni dell'UE e tutti gli Stati membri e sottolinea l'importanza di motori di sviluppo di natura trasversale, come l'uguaglianza di genere, i giovani, l'energia sostenibile e l'azione per il clima, gli investimenti, la migrazione e la mobilità.
  • L'obiettivo è quello di aumentare la credibilità, l'efficacia e l'impatto della politica di sviluppo dell'UE grazie a un'analisi condivisa, strategie comuni, una programmazione congiunta, un'azione comune e una migliore rendicontazione.
  • Il nuovo consenso dovrebbe inquadrare tutte le attività della politica in materia di sviluppo dell'UE e degli Stati membri. Un esempio di tale approccio è la proposta di un piano europeo per gli investimenti esterni che utilizzerà l'aiuto pubblico allo sviluppo per attirare finanziamenti complementari da altre fonti al fine di generare una crescita sostenibile a vantaggio dei più poveri.
Verso un partenariato rinnovato con i paesi dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico dopo il 2020
  • Un nuovo partenariato dovrebbe contribuire all'edificazione di società pacifiche, stabili, prospere, ben governate e resilienti, ai nostri confini e al di là di essi, a realizzare il nostro obiettivo di un ordine multilaterale fondato su regole che permetta di far fronte ai problemi mondiali.
  • Lo scopo è di concludere con i paesi partner ACP un accordo quadro che proceda di pari passo con partenariati regionali "su misura" per l'Africa, i Caraibi e il Pacifico, che tengano conto delle specifiche opportunità regionali e delle sfide da affrontare.
Contesto

L'agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, adottata dalla comunità internazionale nel settembre 2015, rappresenta un nuovo e ambizioso programma per rispondere a tendenze e sfide globali. Il nucleo centrale dell'Agenda 2030 sono i 17 obiettivi di sviluppo sostenibile e i traguardi ad essi associati da raggiungere entro il 2030. A conclusione di una serie di conferenze e vertici internazionali che hanno avuto luogo nel 2015 ad Addis Abeba e a Parigi, la comunità internazionale dispone di un nuovo e ambizioso quadro di collaborazione che permette a tutti i paesi di affrontare insieme sfide comuni. Per la prima volta gli obiettivi di sviluppo sostenibile sono universalmente applicabili a tutti i paesi e l'Unione europea si impegna a svolgere un ruolo di capofila per la loro attuazione.

A partire dal 2000 l'accordo di partenariato di Cotonou ha costituito il quadro per le relazioni dell'UE con 78 paesi dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico (ACP). I problemi su cui è incentrato il partenariato sono soprattutto l'eradicazione della povertà, lo sviluppo sostenibile e la progressiva integrazione dei paesi ACP nell'economia mondiale. Il partenariato mira ad incrementare pace e sicurezza e a rafforzare il contesto politico democratico. L'accordo viene rivisto ogni cinque anni e la proposta adottata oggi è un ulteriore passo in preparazione dei negoziati per un nuovo partenariato dopo il 2020.

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