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10 febbraio 2017

Riqualificazione edilizia, tra necessità e buone pratiche

Rete IRENE e Legambiente puntano sul valore ecologico della riqualificazione energetica, opportunità riconosciuta da interventi privati e pubblici e in un libro a cura di Kyoto Club. Un approfondimento a cura della redazione di Tekneco.

La riqualificazione energetica degli edifici come strumento per ripulire l’aria. È un’ulteriore modo di vedere l’opportunità offerta da questo intervento in edilizia. A evidenziarlo in tutta la sua portata e bontà sono Rete IRENE eLegambiente che "scendono in campo" prendendo spunto dalla recente notizia di una possibile sanzione all'Italia, causata dalla perdurante violazione da parte del Paese delle norme sulla qualità dell’aria, stimata potenzialmente sino a un miliardo di euro, ma soprattutto sono le pesanti conseguenze sulla salute che fanno riflettere e preoccupare. Riqualificare per migliorare la qualità dell’aria

"Una delle principali cause della cattiva qualità dell'aria è dovuta all'inquinamento da riscaldamento", sottolinea in una nota Rete IRENE, ricordando che quello da traffico rappresenta solo una componente rispetto al complesso delle emissioni, dove quello generato da condomini e case ha un peso altrettanto rilevante. «La soluzione l’abbiamo a portata di mano: riqualificare energeticamente il patrimonio edilizio esistente residenziale privato darebbe una svolta importante alla qualità dell'aria, all’economia del nostro paese e alle tasche delle famiglie – afferma Manuel Castoldi, Presidente di Rete IRENE – stare immobili di fronte a questa evidenza è impensabile per chi come noi, giorno dopo giorno s’impegna per diffondere la cultura della riqualificazione energetica coinvolgendo tutte le parti in causa: amministratori di condominio, progettisti, imprese del settore, cittadini e istituzioni». Intervenire sugli impianti di riscaldamento

Anche Legambiente si è espressa al fianco di Rete IRENE, partendo in particolare dalla considerazione che in Italia la spesa pro capite per il riscaldamento della casa è il 50% più alta rispetto alla media europea e le emissioni primarie di particolato prodotto da impianti domestici e condominiali sono tre volte superiori a quelle dei trasporti. Riqualificare le proprie case significa risparmio, benessere e riduzione dell’impatto ecologico per questo le due realtà sono scese in campo spesso insieme, condividendo l’obiettivo di migliorare l’efficienza energetica degli edifici esistenti attraverso un percorso volto alla riqualificazione integrata sia dell’involucro, sia degli impianti, al fine di rivalutare il patrimonio edilizio esistente, evitare un ulteriore consumo del suolo, migliorare il comfort abitativo e rilanciare l’economia locale.

La presidente di Legambiente Lombardia, Barbara Meggetto, ha sottolineato, in particolare la preoccupante realtà degli impianti termici più impattanti sul fronte dell'inquinamento atmosferico, come le caldaie a gasolio, ancora presenti in molti condomini e le stufe a combustibili fossili. «Nella sola città metropolitana di Milano continuano ad esistere oltre 1 milione di edifici in classi energetiche inefficienti accertati, al di sotto della classe G. Facciamo appello agli amministratori dei condomini perché promuovano e utilizzino il Conto termico, un importante strumento messo a disposizione per la riqualificazione energetica degli immobili, con impianti più efficienti e dalle minori emissioni, nell’ottica di una riduzione dell’impatto sulla qualità dell’aria».

Le buone pratiche: la legge della Regione Toscana…

C’è molto da fare in Italia per migliorare, riqualificandolo, il patrimonio edilizio. Ma ci sono anche buoni esempi. Il più recente è quello attuato dalla Regione Toscana con la nuova legge che incentiva il recupero degli edifici abbandonati nelle aree rurali. Un’opportunità in più per la tutela del paesaggio e per combattere l'abbandono ed il degrado nelle campagne oltre che promuovere la riduzione del consumo di suolo. Come ha spiegato l’assessore regionale all’Urbanistica, Vincenzo Ceccarelli,

«La nuova legge stabilisce le modalità e gli incentivi con le quali il recupero dei casolari di campagna abbandonati potrà avvenire, ad esempio viene ammessa la possibilità, per quegli immobili non sottoposti a vincolo di restauro conservativo, di un graduale e progressivo aumento volumetrico in virtù di miglioramenti dal punto di vista dell'efficientamento energetico e della sicurezza sismica».

…e un libro con 105 buoni esempi

S’intitola "105 Buone pratiche di efficienza energetica" ed è un libro a cura di Kyoto Club mirato a presentare appunto più di un centinaio di good practice sul tema. Di casi esemplari in tema di riqualificazione energetica ce ne sono davvero tanti: segnaliamo, ad esempio, l’intervento promosso dalla Provincia di Treviso finalizzato a creare le condizioni per la sostituzione di oltre 100mila caldaie con più di 15 anni d’età, singoli interventi quali la ristrutturazione di un edificio abbandonato da più di 30 anni nel Comune di Bologna, e sempre nello stesso capoluogo il progetto di riqualificazione energetica di 4 condomini, in una serie di interventi di efficienza energetica in edificio residenziale a Pisa, progetti più ampi come i Paes (Piano di azione per l’energia sostenibile) come quello attuato nel Comune di Calvello (Potenza) che ha fatto leva non solo sugli interventi per il risparmio energetico, ma prima di tutto sul coinvolgimento della popolazione.

continua a leggere l'articolo a cura di Andrea Ballocchi su Tekneco.

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