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6 dicembre 2017

Il contributo della e-mobility alle politiche di Mobilità Urbana. Un Paper di TRT Trasporti e Territorio

Un paper di TRT sulle potenzialità della mobilità elettrica nel nostro Paese.

Il paper vuole dare un contributo al dibattito a favore della mobilità elettrica stabilendo un ponte tra chi si occupa in termini specialistici di sviluppo dei veicoli elettrici e chi, come TRT, si occupa di politiche di mobilità urbana.

L’esperienza maturata da TRT nell’accompagnare le pubbliche amministrazioni e gli operatori del settore verso la messa in atto di misure innovative ci porta a fare due semplici considerazioni:

1 - Le politiche di mobilità sono tanto più efficaci e capaci di raggiungere i risultati attesi se sono tra loro integrate con obiettivi comuni;

2 - Le singole misure sono sostenibile sul piano economico se sono parte di una visione strategica e dunque capaci di intercettare i differenti target della domanda di mobilità.

La mobilità elettrica è sicuramente un “pezzo” di questo mosaico, capace di giocare in modo positivo su due fronti. L’auto elettrica può dare un contributo importante per rendere più pulita l’aria delle nostre città e giocare al tempo stesso un ruolo nel processo di innovazione di un settore maturo come quello dell’auto. I veicoli si stanno trasformando in sistemi più complessi, dove la componente di “intelligenza” si sposta dal motore al “cruscotto” dell’auto.

L’esperienza ci porta anche a dire che è sempre più necessario promuovere una cultura della valutazione e del monitoraggio dell’efficacia delle azioni messe in campo. E questo perché le risorse sono scarse e vanno orientate nei loro usi, perché ai cittadini è chiesto un cambiamento di abitudini ed è quindi necessario evidenziare i benefici e le difficoltà, ma soprattutto perché un modello “business as usual” non è più percorribile e ognuno è chiamato a dare il suo contributo.

Il paper messo a disposizione da TRT è articolato in 7 capitoli più l’introduzione. I primi due danno conto delle informazioni di scenario. In particolare il capitolo 2 pone in evidenza gli impegni assunti in ambito europeo e non solo, sul fronte clima-energia, individuandone le relazioni con il settore dei trasporti.  Il capitolo 3 mette a fuoco gli aspetti di scenario riferiti al sistema dei trasporti sia in termini di caratteristiche del settore, del parco circolante, delle sue dipendenze dal settore energetico, nonché del contributo alle emissioni di gas climalteranti. I successivi capitoli (4 e 5) sono dedicati alla individuazione delle possibili azioni capaci di orientare la mobilità verso un modello low carbon, dedicando un’attenzione particolare alle pratiche sviluppate dai paesi più virtuosi (Olanda, Germania, Norvegia, ecc.), e che più hanno agito per promuovere in modo efficace un modello di mobilità a basso impatto ambientale ed energetico.

I capitoli 6 e 7 sono centrati sulle relazioni tra promozione della mobilità elettrica e gli strumenti di pianificazione (PUMS, Piani Urbani della Mobilità Sostenibile) e di valutazione. In particolare il capitolo 7 presenta i risultati dei test effettuati su differenti realtà urbane italiane, dalle città medio grandi (200 mila abitanti) a quelle medio piccole (50 mila abitanti), volti a valutare gli effetti generati dall’introduzione di un set di misure di promozione della mobilità elettrica, sulla base del modello MOMOS (MOdello MObilità Sostenibile).  I risultati dei test sulle realtà urbane ci danno conto di come le politiche a favore della mobilità elettrica enfatizzino i loro effetti positivi sull’ambiente urbano laddove si integrano con misure di gestione della domanda di mobilità (regolazione degli accessi, tariffazione e uso dello spazio pubblico).

Proprio a partire dalla natura del contributo di TRT riferito al binomio pianificazione-valutazione le possibili leve per favorire lo sviluppo della mobilità elettrica sono tratteggiate nel capitolo conclusivo (capitolo 8). A partire dalla considerazione che se la mobilità elettrica non è la sola misura sulla quale il settore deve agire due ulteriori osservazioni sono avanzate.

La prima è che siamo in una fase di cambiamento e che tale processo potrà essere tanto più proficuo per il nostro paese, quanto più lo sapremo promuovere e interpretare. Le azioni a favore della mobilità elettrica sono per loro natura portatrici di una più generale riflessione sul modello di mobilità capace di intercettare nuovi comportamenti e pratiche di mobilità.

Soddisfare le esigenze di mobilità nelle aree urbane più densamente popolate richiede di facilitare l’accesso ai servizi in condivisione, disincentivando al tempo stesso la proprietà del veicolo. E’ sempre più evidente che il successo dei servizi in sharing (dal bike al car sharing) è strettamente correlato alla facilità d’uso consentita dalla dinamicità dei sistemi di comunicazione e di conseguenza dai servizi free floating.

La seconda è che l’implementazione di strategie giocate sul binomio clima-energia debbono integrare le politiche di mobilità. Accompagnare la definizione di misure di mobilità con una adeguata valutazione di efficacia è dunque indispensabile e non più procrastinabile. Ciò richiede che vengano posti in atto gli strumenti a supporto delle amministrazioni locali, ovvero gli attori che più direttamente sono coinvolti nell’implementazione delle misure di mobilità sostenibile.

In termini concreti significa quindi dotare la città di uno strumento di pianificazione capace di prefigurare una visione, una strategia condivisa la cui assenza porta con sé il rischio di un uso non efficace delle risorse pubbliche. In questa direzione va lo stesso Dl 257/16, che vincola la realizzazione di un’infrastruttura per combustibili alternativi alla presenza di strumenti di pianificazione strategica a scala urbana – metropolitana (PUMS).

Orientare la spesa pubblica, e in particolare quella di investimento verso soluzioni che superano lo status quo sembra essere la scelta operata dai paesi europei più virtuosi nel campo dell’innovazione di prodotto e di processo e che nel corso degli ultimi anni hanno investito sulle politiche low carbon.

Leggi il paper (pdf)

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