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12 dicembre 2017

Il carbone in Ue? Un “morto vivente” nutrito a soldi pubblici

Secondo un nuovo studio di Carbon Tracker, da qui al 2030 quasi tutti gli impianti alimentati a fossili “sporche” non saranno più in grado di generare profitti. Tuttavia, ancora oggi l’Europa continua a finanziare le centrali più obsolete e inefficienti, anche a causa delle storture del mercato ETS. l'Articolo del portale Qualenergia.it.

La maggior parte delle centrali a carbone avrà i conti in rosso entro pochi anni, se già non lo sono, con il rischio di far perdere svariati miliardi di euro alle utility di diversi paesi.

Un nuovo rapporto del think-tank finanziario indipendente Carbon Tracker, "Lignite of the living dead" (allegato in basso), torna a indagare gli impatti della fonte fossile “sporca” per antonomasia nel mix europeo di generazione elettrica.

Gli impianti a carbone, questa è la sintesi del documento, sono dei “morti viventi”, tenuti in piedi dalle azioni lobbistiche e dai sussidi statali, mentre l’evoluzione delle fonti rinnovabili continua a minare la competitività economica delle risorse energetiche tradizionali.

Leggi l'articolo dal portale QualEnergia.it

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