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12 ottobre 2011

Raee, dall’Unione Europea nuovi obiettivi al 2016

La Commissione ambiente del Parlamento europeo ha approvato una proposta di modifica dell’attuale direttiva sui rifiuti elettrici ed elettronici (Raee). Gli Stati membri dovranno contabilizzare i rifiuti elettronici realmente prodotti con una raccolta dell’85% del totale entro il 2016.

La Commissione ambiente del Parlamento europeo ha approvato in seconda lettura una proposta di modifica dell’attuale direttiva sui rifiuti elettrici ed elettronici (Raee).
Adesso bisogna aspettare gennaio 2012 per il voto del Parlamento europeo in sessione plenaria e per l’avvio dei negoziati con il Consiglio europeo (leggi il comunicato del Parlamento europeo).

Con questa modifica gli Stati membri saranno obbligati raggiungere nuovi obiettivi entro il 2016 di raccolta e riciclo di Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (Raee).
Obiettivo della proposta approvata dalla Commissione è quello di facilitare il ritiro dei prodotti elettronici, dissuadendo gli operatori incaricati del ritiro a spedire illegalmente questi rifiuti fuori dall’Ue. I nuovi obiettivi, inoltre, potranno aumentare il recupero di materie prime e a ridurre il flusso di rifiuti elettrici verso le discariche e gli inceneritori dei Pvs.

La modifica all’attuale direttiva sui Raee prevede che gli stati membri dovranno contabilizzare i rifiuti elettrici realmente prodotti grazie a una raccolta pari all’85% del totale entro il 2016. L’attuale obiettivo è invece forfettario, pari a 4 kg a persona.

Anche il Consiglio europeo consiglia un obiettivo pari al 65% basato sui beni messi in vendita e da realizzare progressivamente nella maggior parte dei Paesi Ue entro il 2020 e in altri Paesi entro il 2022.

L’orientamento dei cittadini verso comportamenti virtuosi e l’informazione è fondamentale per evitare l’aumento di e-waste nelle discariche insieme agli altri rifiuti.
A parere degli eurodeputati, i consumatori dovranno essere autorizzati a riportare gratuitamente nei negozi gli apparecchi molto piccoli, gli elettrodomestici e le piccole attrezzature elettriche .
Inoltre la Commissione ha ribadito che i costi dei rifiuti elettronici non dovranno essere a carico dei contribuenti, bensì dei produttori e dei consumatori.

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