Inquinamento atmosferico nella Pianura Padana. Leggi la memoria che Kyoto Club ha inviato al Senato della Repubblica

Questa memoria sviluppa, con riferimento alla Pianura Padana, l’impostazione del contributo già presentato da Kyoto Club alla medesima Commissione sullo schema di recepimento della Direttiva (UE) 2024/2881, A.G. 435.
La riduzione delle concentrazioni deve tradursi in minore esposizione della popolazione e in benefici misurabili per la salute. Il conseguimento dei nuovi limiti nel 2030 costituisce una tappa essenziale di un percorso di progressivo avvicinamento ai valori delle linee guida OMS, da sostenere con politiche immediate, risorse adeguate e responsabilità verificabili

Questo è quanto si legge nella Memoria che Kyoto Club ha inviato all’8° Commissione del Senato della Repubblica nell’ambito dell’Audizione dello scorso 6 ottobre – Indagine conoscitiva sullo stato dell’inquinamento atmosferico e della qualità dell’aria nella Pianura Padana

Memoria Inquinamento atmosferico Pianura Padana – Kyoto Club (PDF)

La qualità dell’aria nelle nostre città

Kyoto Club ti aspetta in fiera al convegno che offrirà un approfondimento sul tema della qualità dell’aria nelle nostre città, presentando il Rapporto MobilitAria 2026 realizzato con il CNR-DSSTTA che racconta lo sforzo in atto da parte delle città per ridurre traffico, inquinamento e congestione, per promuovere la mobilità sostenibile con il potenziamento del trasporto pubblico, la crescita della mobilità attiva, la riduzione di mortalità ed incidentalità, le innovazioni tecnologiche e di servizio, la multimodalità, l’elettrificazione dei veicoli e servizi.

Ti aspettiamo al convegno (vedi programma qui sotto) e in fiera.
Kyoto Club sarà presente allo stand D3/209-D.

Programma (PDF) 

L’Osservatorio Mobilità Urbana Sostenibile presenta l’e-book “Bari in movimento”

Il primo volume raccoglie e organizza notizie e dati relativi al capoluogo pugliese, offrendo una lettura complessiva dell’evoluzione di trasporto pubblico, ciclabilità, mobilità pedonale, sicurezza stradale, intermodalità, infrastrutture, elettrificazione e politiche dello spazio urbano.

Il valore dell’iniziativa sta soprattutto nella dimensione temporale: seguire una città per tre anni consente di andare oltre la singola notizia e mettere a confronto programmi, annunci, cantieri, realizzazioni e risultati.

L’e-book su Bari apre una collana che sarà progressivamente estesa alle altre città monitorate dall’Osservatorio Mobilità Urbana Sostenibile, costruendo un patrimonio di conoscenze utile per comprendere direzione, velocità e concretezza della transizione verso una mobilità urbana più sostenibile.

Un modo anche per trasformare il monitoraggio quotidiano in memoria delle politiche urbane: perché per capire se e come le città stanno cambiando non basta fotografare un singolo momento, ma occorre osservarne l’evoluzione nel tempo.

Per scaricare l’ebook https://italy.cleancitiescampaign.org/wp-content/uploads/2026/10/Bari_in_movimento_ott2026.pdf

Trasporto pesante a zero emissioni: in Europa raddoppia la quota dei mezzi medi, autobus urbani al 58%

L’elettrificazione comincia a guadagnare terreno anche nei segmenti più difficili da decarbonizzare. Secondo il rapporto 2026 dell’ICCT, nel 2025 in Europa sono stati immatricolati oltre 23.700 veicoli commerciali medi e pesanti a zero emissioni. Nei camion oltre 3,5 tonnellate la quota è salita dal 2,5 al 4,5% in un anno. 

La trasformazione procede però a velocità molto diverse. Nei camion medi e van da 3,5 a 12 tonnellate i veicoli a zero emissioni hanno raggiunto il 21% delle vendite, contro il 10,4% del 2024. Negli autobus urbani si è arrivati addirittura al 58%, mentre autobus interurbani e coach rimangono intorno al 4%. 

A livello globale sono stati venduti oltre 520mila ZE-MHDV, ma il mercato rimane fortemente concentrato: la Cina da sola rappresenta circa l’88% delle vendite. Il confronto mostra quindi sia l’accelerazione in corso sia la distanza che ancora separa i diversi mercati e segmenti della mobilità pesante.

per chi vuole approfondire https://theicct.org/publication/global-market-monitor-trucks-buses-2025-aug26/

Camion elettrici, entro il 2045 fino a 200 TWh di domanda di ricarica in Europa

L’elettrificazione del trasporto merci pesante europeo renderà necessario programmare fin da oggi infrastrutture di ricarica e potenziamento delle reti elettriche. Secondo un nuovo rapporto di Fraunhofer ISI e ICCT, nello scenario sostenuto da politiche favorevoli ai camion elettrici la domanda di energia per la ricarica potrebbe raggiungere 100 TWh l’anno nel 2035 e 200 TWh nel 2045.

Germania, Francia, Regno Unito, Spagna e Italia saranno tra i Paesi con i maggiori fabbisogni. La ricarica nei depositi costituirà la spina dorsale del sistema, superando generalmente il 70-80% della domanda, ma servirà anche una rete pubblica adeguata lungo i principali corridoi del trasporto merci.

Lo studio mostra soprattutto quanto sia importante pianificare gli investimenti territorialmente: appena il 10% delle aree potrebbe concentrare dal 60 al 90% della domanda nazionale di ricarica. Corridoi merci, poli logistici e industriali e nodi autostradali diventano quindi prioritari sia per l’installazione delle colonnine ad alta potenza sia per il rafforzamento preventivo delle reti elettriche.

theicct.org/publication/spatiotemporal-analysis-of-electric-truck-charging-demand-in-europe-sept26

Il prezzo della benzina. Silvestrini a “Tutta la città ne parla” su Radio Rai 3

Ascolta l’intervento di Gianni Silvestrini a “Tutta la città ne parla” su Rai Radio 3 – puntata di lunedì 28 settembre – dedicata al prezzo benzina (al min. 16.43 il suo intervento).
Silvestrini spiega agli ascoltatori come sia possibile una transizione energetica se si guarda alla situazione geopolitica del mondo e grazie a una visione d’insieme che utilizzi le tecnologie e le rinnovabili così come sta facendo la Cina ormai da molti anni.
L’Europa ha degli obiettivi di riduzione delle emissioni da qui a 25 anni. Sarà doveroso perciò accelerare verso la transizione energetica e adottare politiche serie per un trasporto pubblico e per un uso delle fonti energetiche rinnovabili.

Ascolta il podcast, disponibile su Rai Play

Settimana europea della mobilità 2026, Kyoto Club: “Servono nuove risorse per città più accessibili e aria più pulita”

Roma, 16 settembre 2026 – Prende il via oggi, 16 settembre, la Settimana europea della mobilità 2026, l’iniziativa promossa a livello europeo per incoraggiare città e cittadini a ripensare gli spostamenti quotidiani in chiave più sostenibile, sicura e accessibile Il tema scelto quest’anno pone al centro una “mobilità per tutti e tutte, inclusiva e accessibile”, richiamando la necessità di rendere le alternative all’automobile privata realmente disponibili per ogni fascia della popolazione. Un obiettivo che passa dal rafforzamento del trasporto pubblico e ferroviario locale, dallo sviluppo della mobilità ciclabile e pedonale e da una maggiore attenzione alle esigenze di anziani, persone con disabilità e di chi si muove nelle ore serali e notturne.

Per Kyoto Club, la Settimana rappresenta anche l’occasione per fare il punto sul futuro degli investimenti italiani per la mobilità sostenibile. Il rapporto Mobilitaria 2026 evidenzia infatti i progressi compiuti nelle città grazie anche alle risorse del PNRR, ma pone al tempo stesso il tema della continuità degli interventi una volta conclusa questa fase straordinaria di finanziamenti.

«La Settimana europea della mobilità 2026 ha come messaggio chiave la “mobilità per tutti e tutte, inclusiva e accessibile”. Questo significa potenziare e rinnovare il trasporto collettivo nelle città, migliorare e adeguare i servizi ferroviari locali, far crescere la mobilità ciclabile, le aree pedonali e le strade scolastiche, ma anche immaginare nuovi servizi dedicati alle persone anziane e con disabilità e a chi ha bisogno di muoversi nelle ore notturne. Dal rapporto Mobilitaria 2026 di Kyoto Club emerge come le città siano impegnate nella transizione verso una mobilità più sostenibile, anche grazie alle risorse del PNRR e agli investimenti in nuovi autobus e nuove reti tramviarie e ciclabili. Ma il PNRR è ormai in via di completamento e dal Governo non sono state stanziate nuove risorse per tram e ciclabilità né per il potenziamento del trasporto pubblico locale. Una situazione che ci preoccupa per il futuro della mobilità sostenibile in Italia: chiediamo che nella prossima manovra per il 2027 si intervenga per colmare questo vuoto», dichiara Anna Donati, coordinatrice del gruppo di lavoro “Mobilità sostenibile” di Kyoto Club.

La mobilità urbana sarà inoltre uno dei settori decisivi per il raggiungimento dei nuovi obiettivi europei sulla qualità dell’aria. Il recepimento della direttiva UE rappresenta quindi un passaggio strettamente connesso alle scelte che le città saranno chiamate a compiere nei prossimi anni, a partire dai Piani urbani della mobilità sostenibile (PUMS).

«La Settimana europea della mobilità cade mentre l’Italia sta decidendo come recepire la nuova direttiva europea sulla qualità dell’aria. È un passaggio decisivo: chiediamo tabelle di marcia vincolanti, obiettivi intermedi verificabili e proroghe che restino davvero eccezionali. I PUMS e le politiche per la mobilità devono dimostrare concretamente quanto contribuiscono a ridurre le concentrazioni di PM2,5 e NO₂ e, soprattutto, l’esposizione delle persone all’inquinamento atmosferico. Il 2030 deve essere una tappa, non il punto di arrivo: l’obiettivo deve restare l’avvicinamento ai valori raccomandati dall’Organizzazione mondiale della sanità e la tutela del diritto di tutte e tutti a respirare aria più pulita», conclude Marco Talluri, del Gruppo di lavoro “Mobilità sostenibile” di Kyoto Club.

Comunicato stampa (PDF)

Mobilità sostenibile ferma al 34%: servono più TPL, bici e politiche per ridurre la dipendenza dall’auto

La mobilità degli italiani resta ancora troppo dipendente dall’automobile. Le anticipazioni dell’Osservatorio Audimob di Isfort, presentate durante ECO – Festival della Mobilità Sostenibile e delle Città Intelligenti, indicano che nel 2025 il 62% degli spostamenti avviene in auto, mentre il trasporto pubblico pesa appena per l’8,8%. 

Ancora più significativo il dato di lungo periodo: l’Indice di Mobilità Sostenibile è fermo al 34%, praticamente lo stesso valore del 2000. Dopo 25 anni, dunque, la quota di spostamenti effettuati a piedi, in bicicletta o con il trasporto pubblico non è aumentata in modo strutturale. 

Eppure il potenziale di cambiamento è evidente. Oltre l’80% degli spostamenti avviene entro 10 chilometri e il 27,3% dei tragitti inferiori ai 2 km viene ancora effettuato in auto. Allo stesso tempo, una parte consistente della popolazione dichiara di voler usare di più la bicicletta e i mezzi pubblici e meno l’automobile. 

I dati mostrano anche che le alternative all’auto funzionano quando sono realmente disponibili. Nelle città sopra i 250mila abitanti il trasporto pubblico raggiunge il 18,4% degli spostamenti, mentre nei piccoli Comuni scende al 4-5%. Nei capoluoghi del Nord l’offerta e la domanda di TPL risultano inoltre nettamente superiori rispetto al Mezzogiorno. 

Un capitolo riguarda anche la logistica urbana, sempre più condizionata dalla crescita dell’e-commerce. Isfort richiama soluzioni come city logistics organizzata, cargo bike, hub di distribuzione e locker automatici, con l’obiettivo di ridurre traffico, percorrenze e impatti delle consegne dell’ultimo miglio. 

Il nodo, quindi, non è soltanto modificare le abitudini individuali, ma creare le condizioni perché il cambiamento sia possibile: più trasporto pubblico, reti ciclabili continue e sicure, città a velocità ridotta, spazi pedonali, integrazione tariffaria e digitale, pianificazione attraverso i PUMS e investimenti capaci di ridurre i divari territoriali.

Le anticipazioni Isfort confermano che la transizione della mobilità richiede politiche strutturali. La domanda potenziale esiste; il vero compito delle istituzioni è trasformarla in una reale alternativa alla dipendenza dall’automobile.

Qualità dell’aria. Il contributo di Kyoto Club all’Audizione della 8° Commissione del Senato

La Commissione 8a del Senato ha deliberato di svolgere un ciclo di audizioni in videoconferenza sull’atto del Governo n. 435 (Qualità dell’aria). Kyoto Club interverrà all’Audizione il prossimo mercoledì 16 settembre 2026, alle ore 9,05.

Il contributo di Kyoto Club contiene le osservazioni utilizzabili nel parere parlamentare, con l’obiettivo di rafforzare la tutela sanitaria, la riduzione dell’esposizione della popolazione, la trasparenza e l’effettività del nuovo sistema di monitoraggio della qualità dell’aria.

Le proposte dell’Associazione.


Clima, il nodo irrisolto dei trasporti europei: le emissioni stradali sono cresciute del 24% dal 1990

L’Europa riduce le emissioni, ma il trasporto stradale continua a muoversi nella direzione opposta. Secondo l’ultimo inventario dell’Agenzia europea dell’ambiente (EEA), nel 2024 le emissioni nette domestiche di gas serra dell’Unione europea erano inferiori del 40% rispetto al 1990. Nello stesso periodo, però, quelle del trasporto stradale sono aumentate del 24%.

Il contrasto con il settore energetico è particolarmente netto: dal 1990 le emissioni della produzione di elettricità e calore sono diminuite del 58% e l’intensità emissiva della produzione elettrica e termica è passata da 477 a 175 grammi di CO₂ per kWh.

Nei trasporti, invece, i miglioramenti dell’efficienza dei veicoli e la progressiva diffusione delle motorizzazioni a minori emissioni non sono riusciti a compensare la crescita della domanda. Il problema riguarda sia la mobilità delle persone sia il trasporto delle merci.

Il dato EEA mette così in evidenza un limite di una strategia basata soltanto sulla sostituzione tecnologica. Elettrificare auto, autobus e veicoli commerciali è necessario, ma non sufficiente se contemporaneamente continuano ad aumentare traffico e percorrenze.

Per centrare gli obiettivi climatici europei occorre quindi affiancare all’elettrificazione una trasformazione più profonda del sistema della mobilità: più trasporto pubblico e ferroviario, maggiore spazio alla mobilità attiva, città organizzate per ridurre la necessità degli spostamenti in automobile e politiche capaci di trasferire quote consistenti del trasporto merci dalla strada alla ferrovia.

Il risultato raggiunto dal settore elettrico dimostra che una forte riduzione delle emissioni è possibile. Il +24% registrato dal trasporto stradale rispetto al 1990 mostra invece quanto la mobilità rappresenti ancora uno dei principali nodi della decarbonizzazione europea.

Fonte

European Environment Agency (EEA) – Key trends and drivers in greenhouse gas emissions in the European Union⁠