Green Art Maremma: la seconda edizione tra arte urbana, sostenibilità e inclusività

Si tratta della seconda edizione del progetto di rigenerazione, ideato da Claudio Reginali in collaborazione con Davide Braglia e con la direzione artistica di Lapo Simeoni, che si concretizzerà con una nuova sessione di wall painting, sabato 7 giugno alle 17, con l’inaugurazione di quattro opere monumentali che animeranno le facciate del Centro Servizi Le Palme, in via de’ Barberi. I protagonisti saranno gli artisti di caratura internazionale Aris, Jeroo, Kruella e Lapo Simeoni.

Aris propone un’opera a tempera che rievoca il mondo etrusco con stratificazioni cromatiche e inserti metallici realizzati con materiali di recupero. La portoghese Kruella trasforma simboli arcaici in visioni oniriche fondendo passato e natura in un racconto poetico. Jeroo celebra la biodiversità maremmana con un linguaggio che intreccia ambiente e tecnologia, mentre Lapo firma un’opera più intima, ispirata all’Isle of Skye, storico pub grossetano, per riflettere sul legame tra identità locale e visione globale.

I materiali con cui sono state realizzate tutte le opere sono il frutto di uno studio condiviso che ha messo tutti d’accordo. In particolare è stato utilizzato un prodotto naturale innovativo che si basa sul principio della Fotocatalisi, quel processo che a contatto con la luce, sia naturale sia artificiale, sviluppa un effetto ossidante che rifinisce l’opera ripulendo l’aria dalla presenza di sostanze nocive e dannose.

Ogni murale sarà corredato da pannelli multisensoriali con descrizioni dettagliate realizzate in collaborazione con l’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti. Un sistema che sarà attivato sulle prime due opere di Tellas e Lapo ultimate nella prima sessione.

Ogni artista coinvolto nella pittura del murales, donerà inoltre un’opera al Museo d’Arte delle Clarisse, diretto da Mauro Papa, dove resterà esposta per tre anni. Il risultato sarà una “mostra in evoluzione” che metterà in dialogo le opere di street art con i capolavori della collezione Luzzetti, in un virtuoso incontro tra classico e contemporaneo.

Il progetto si pone come obiettivo la realizzazione di una serie di murales ecosostenibili.

La mission di Green Art Maremma è anche la promozione del territorio attraverso tutte le forme d’arte. In vista dell’inaugurazione del 7 giugno ci sarà una speciale performance di breaking dance all’aperto a cura degli allievi della scuola Odissea 2001, coordinati da Edoardo “Xedo” Bernardini. Un pioniere del breaking a Grosseto, ricordato da molti come il giovane che vent’anni fa ballava sotto i portici di palazzo Cosimini e che oggi è giudice internazionale, responsabile del progetto BreakDown della scuola di ballo Odissea 2001 e organizzatore di eventi internazionali come il The BreakDown Challenge.

Lunedì 26 maggio alle ore 21, al centro servizi Le Palme, ci sarà un’anteprima simbolica che anticipa The BreakDown Challenge. Il grande evento internazionale, organizzato da Odissea 2001 in collaborazione con il Comune di Grosseto, in programma il 31 maggio e 1 giugno che trasformerà il centro storico della città nella capitale europea del Breaking e accoglierà atleti da tutto il mondo per un intero weekend di sfide spettacolari. Un’occasione per celebrare la prima disciplina di danza riconosciuta come sport olimpico.

Gli eventi di Green Art Maremma saranno immortalati dall’obiettivo esperto di Marco Marroni, noto fotografo e video maker, il quale selezionerà gli scatti che comporranno un libro che racconterà tutto l’iter del progetto che sarà presentato al Salone del Libro di Torino nel 2028.

Green Art Maremma è promosso dall’associazione Green Future Center, impegnata nella valorizzazione della cultura del territorio e delle sue origini.

Alessandro Gassmann: Stefano Caserini, un eroe contro le bufale

La scienza ha chiarito ormai da tempo le cause, le conseguenze e le soluzioni al problema del cambiamento climatico. Eppure chiunque di noi frequenti i social (ma succede anche nel mondo reale, e ancora su certi mezzi di informazione) sa che è facile imbattersi in teorie su presunti cicli solari o altre panzane negazionistiche.

E dunque, sono più che mai benemeriti gli scienziati che oltre a fare il loro lavoro di ricercatori investono tempo ed energie non solo a far nascere la consapevolezza collettiva della necessità di combattere l’emergenza climatica sull’unico Pianeta che abbiamo, ma anche a dissipare le nubi di bugie che nascono dall’ignoranza, o peggio da certi interessi economici.

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Alessandro Gassmann: anche l’agricoltura può essere green

Fondata nel 1985, GreenHas è un’azienda italiana che produce fertilizzanti innovativi e sostenibili. È passata dai fertilizzanti tradizionali a soluzioni per l’agricoltura biologica e circolare che utilizzano sottoprodotti dell’industria alimentare, facili da reperire anche localmente. Questi scarti vengono trasformati in “stimolanti” per le piante, che migliorano il metabolismo delle piante e riducono l’uso di fertilizzanti sintetici, e di conseguenza l’impatto ambientale.

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#GreenHeroes: il pomodoro è più buono verde

Mutti è un nome storico nell’agroalimentare italiano. Nata a Parma, in Emilia-Romagna, nel lontanissimo 1850, specializzata nella trasformazione del pomodoro, l’azienda investe moltissimo in sostenibilità.

Tre sono i campi principali in cui opera un apposito team: il risparmio idrico, la tutela della biodiversità, l’economia circolare.

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La birra buona non inquina. Baladin è #GreenHero

La birra è la bevanda più antica e, secondo alcune fonti, sembra siano stati i popoli mesopotamici, 5.000 anni fa, a far fermentare per la prima volta i cereali e a trasformarli in una bevanda.

Con un fatturato di 16 milioni di euro, Baladin produce attualmente 26.000 ettolitri all’anno di birra. Utilizzando materie prime italiane, perlopiù autoprodotte e coltivate seguendo il disciplinare di agricoltura integrata, la rotazione delle colture e il residuo zero. Per il fabbisogno elettrico si utilizza solo energia, autoprodotta o certificata, proveniente da fonti rinnovabili.

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Le sfumature verdi del giornalismo

L’ambiente è diventato un argomento sempre più centrale nelle discussioni pubbliche e politiche, poiché le sfide legate alla crisi climatica e alla salvaguardia del Pianeta richiedono una maggiore consapevolezza e azione. Il giornalismo ambientale svolge un ruolo fondamentale nel fornire informazioni accurate, approfondite e accessibili sulle questioni ambientali, educando e sensibilizzando il pubblico e influenzando le decisioni politiche e aziendali.

Per questo i #GreenHeroes di Green Report hanno recentemente affrontato un significativo rinnovamento della propria piattaforma e strategia editoriale.

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Pedala, pedala e l’ambiente ringrazia

La Romagna è una terra in cui il ciclismo è tradizione. La storia che vi racconto oggi ci porta proprio nel cuore di questa tradizione, a Santarcangelo di Romagna, dove, nel 1999 la passione per la bici è diventata una visione di futuro prossimo.

Sono ormai 25 anni che Cristina Simi e suo marito Andrea Mizzoni hanno dato corso a quella visione di futuro, fondando World dimension, la loro azienda specializzata nella produzione di bici a pedalata assistita. L’azienda nasce per realizzare una cultura della bicicletta come mezzo per promuovere un legame virtuoso tra l’uomo e l’ambiente.

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L’acciaio verde è italiano, ma piace in Cina

Negli ultimi cinque anni oltre 510 mila imprese italiane hanno investito nella green economy e nella sostenibilità come strategia per affrontare il futuro e le crisi. In Italia sono stati creati 3,2 milioni di green jobs, il 13,9 per cento degli occupati.

Questi dati provengono da GreenItaly 2023, il rapporto annuale della Fondazione Symbola che fornisce un’analisi approfondita sullo stato di avanzamento della “economia verde” in Italia e nel mondo, sottolineando i suoi effetti sulla competitività dei sistemi produttivi.

#GreenHeroes: perché la nomina di Lara Ponti in Confindustria è una buona notizia

La rete Green Heroes cresce ogni settimana con esempi importanti di economia e sostenibilità. Il tempo ci ha insegnato però che c’è una mancata rappresentanza di queste esperienze virtuose nei tavoli istituzionali. Così, per una volta, ci fa piacere segnalare una nomina: quella di Lara Ponti (della storica azienda produttrice di aceto) come vicepresidente di Confindustria.
La sua delega? Sostenibilità, Esg (ambiente, società e governance) e transizione ambientale.

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Sembra pelle ma non è (e meno male)

L’arte della pelletteria può diventare sostenibile? La risposta ce la dà Bulganeri, che per le sue creazioni utilizza soltanto materiali in pelle vegetale. Questa storia nasce con un pezzo di “pelle” vegetale che Lorenzo Bulgarini, patron della pelletteria Bulganeri, si trova un bel giorno a maneggiare. Si tratta di un materiale prodotto da un’azienda italiana sfruttando le caratteristiche dei polioli del mais coltivato per usi non alimentari. Un tessuto che, a parte l’odore, appare al pellettiere in tutto e per tutto simile alla pelle che lui utilizza per le sue confezioni. Ma quel materiale ha la stessa affidabilità e durabilità della pelle animale? Per esserne certo Bulgarini ne testa la resistenza nelle situazioni più improbabili. I risultati vanno al di là delle sue aspettative, e anche i costi di approvvigionamento e di lavorazione sono in linea. E così nel 2022 la Bulganeri realizza una prima linea di oggetti in pelle cento per cento vegetale. Il confine è valicato e, a quel materiale, presto viene affiancata un’altra pelle vegetale. Anche questa prodotta in Italia ma stavolta derivata dai residui della vinificazione delle uve. Una soluzione che permette all’azienda fiorentina di affrancarsi definitivamente dall’uso di pelle tradizionale. Utilizzare questi materiali, risponde alle esigenze della clientela che ricerca soluzioni animal-free e permette di ridurre l’impronta carbonica.

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