G7 agricoltura, nasce la Carta di Bergamo

Mettere in campo misure di lungo periodo per "prevenire e affrontare gli eventi catastrofici" e "attuare politiche di gestione del rischio" per la tutela dei piccoli produttori. Sono queste le priorità delineate nel documento finale del G7 di Bergamo sull'agricoltura e approvate all'unanimità dai ministri dei sette Paesi membri.

"Con eventi climatici sempre più frequenti e incisivi", riconoscono i Sette grandi del Pianeta, è necessario "prendere contromisure sufficenti" e predisporre "piani di contingenza che definiscano procedure e responsabilità" dell'azione politica. Per fare questo, continua la dichiarazione, è necessario che "i Governi pianifichino piani di riduzione dei rischi e mettano a disposizione risorse per i piccoli produttori vista la possibilità che si verifichi un evento catastrofico". "L'assistenza dei Governi" recita il documento annesso alla dichiarazione, "dovrebbe contribuire a migliorare la resilienza ed aiutare gli agricoltori a mitigare e ad assorbire gli impatti degli shock, nonchè a fornire incentivi all'innovazione e alla trasformazione economica". 

I Paesi memebri hanno pertanto affidato alla FAO – insieme ad altri organizzazioni come OCSE, WFP e IFAD – il compito di predisporre una serie di azioni che vadano in questa direzione, nonché di fornire una definizione esaustiva di "evento catastrofico", cosa che, al giorno d'oggi, manca. 

"500 milioni di persone fuori dalla fame entro il 2030" è l'obiettivo finale che compare nella Carta di Bergamo e dichiarato a più riprese dal Ministro Martina. Un'impegno, si legge nel documento, "in linea con le priorità dell'Agenda 2030 sullo sviluppo sostenibile dell'Onu". La dichiarazione riconosce, in linea con questo obiettivo, il "ruolo dell'agricoltura nello sfamare il Pianeta" e la sua importanza nella lotta alla fame e alla malnutrizione visti i "due miliardi e mezzo di persone che devono all'agricoltura la propria sopravvivenza".

Tra le altre priorità, si legge nel documento, si citano "il rafforzamento della cooperazione agricola, l'aumento della trasparenza, il sostegno agli agricoltori nella formazione dei prezzi, la lotta agli sprechi alimentari che coinvolgono un terzo della popolazione mondiale". Infine, secondo i ministri dell'Agricoltura delle sette potenze industriali, è necessario dare priorità al continente africano, "dove oltre il 20% della popolazione soffre la fame e la malnutrizione". 

Leggi la Dichiarazione di Bergamo dei ministri del dell'Agricoltura del G7

Leggi il documento annesso sulla valutazione delle politiche relative ai rischi nell'agricoltura  

Nasce la Carta del biologico di Bergamo

"La fame nel mondo torna a crescere dopo aver segnato un costante declino da oltre 10 anni, dato che ancora oggi secondo la FAO 815 milioni di persone, l'11% della popolazione globale – in particolare bambini – si trovano in situazioni di insicurezza alimentare". Questo è l'incipit della Carta sul Biologico di Bergamo della rete Organic Action Network Italia, il progetto di coordinamento e internazionalizzazione del biologico italiano nato dal lavoro congiunto di FederBio, la Federazione Italiana Agricoltura Biologica e Biodinamica, e ICE, l’Istituto Nazionale per il Commercio Estero.

Il documento, nello specifico, riconosce il biologico come "il modello più avanzato e efficiente di applicazione dei principi dell’agroecologia alla produzione agricola anche nei Paesi del G7 e del mondo intero, come dimostra la crescita dell’agricoltura biologica negli ultimi 10 anni con un incremento del 57,8% per complessivi oltre 7,4 milioni di ettari".

Alla luce di questo, la rete Organic Network charter Italia chiede alla Presidenza italiana del G7 agricoltura di "inserire e sostenere la transizione al modello agricolo biologico fra le strategie messe in campo dalle politiche agricole dei Paesi per conciliare sostenibilità economica, ambientale e sociale e favorire un’economia circolare".

La Carta sul biologico di Bergamo