Per una decarbonizzazione: efficienza energetica e riscaldamento negli edifici in Italia. Guarda i video dei webinar trasmessi

L’obiettivo principale del progetto è stato informare cittadini e decisori politici, sottolineando la necessità di fermare la diffusione di impianti di riscaldamento da fonti fossili in Italia, sensibilizzando quindi sull’urgenza di agire e sostenendo le aziende del settore affinché entro il 2030 possano produrre solo impianti senza emissioni climalteranti.

In corso dal 12 ottobre 2020 fino a fine ottobre 2023, il progetto ha offerto un approfondimento sul tema della decarbonizzazione degli impianti di riscaldamento negli edifici in Italia grazie alla trasmissione di webinar.

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Caldaie a gas? Pezzi da museo! I dati del nuovo studio sulla decarbonizzazione del riscaldamento domestico realizzato da Elemens per Legambiente e Kyoto Club

In Italia è possibile abbassare entro il 2030 i consumi degli edifici residenziali, riducendo al tempo stesso il loro impatto emissivo, e centrare l’obiettivo al 2035 di uscita dal gas? A dare una risposta e a spiegare come agire e quali azioni mettere in campo in Italia per avere un riscaldamento meno inquinante e case più sostenibili, anche rispetto a quanto chiede l’Europa, è il nuovo studio sulla decarbonizzazione del riscaldamento domestico realizzato da Elemens per Legambiente e Kyoto Club nel quale viene elaborato lo scenario a ridotto consumo di gas al 2030 “Gas reduction 2030” che evidenzia gli interventi necessari per accelerare la decarbonizzazione del riscaldamento domestico aiutando l’ambiente ma anche le famiglie.  Per il 2030 il Modello “Gas reduction 2030” stima in Italia una riduzione di appena 6,1 miliardi di smc di gas fossile in meno per il riscaldamento domestico rispetto ai consumi 2020 (pari al 37%) prendendo in considerazioni i tre principali strumenti: l’efficientamento che contribuisce ad una riduzione di 3,7 miliardi smc di energia primaria impiegata (72% di incidenza); l’installazione delle pompe di calore elettriche, al posto di caldaie a gas, con le quali è possibile raggiungere una riduzione di 1,6 miliardi smc (18% di incidenza)ed il solare termico la cui riduzione è di 0,8 miliardi di smc (10% di incidenza).  

Un risultato che, per Legambiente e Kyoto Club rappresenta sì un primo timido passo ma del tutto insoddisfacente per il raggiungimento al 2035 dell’uscita dal gas. Per centrare l’obiettivo 2035, per Legambiente e Kyoto Club è importante da un lato che l’Italia riveda al rialzo gli obiettivi minimi di risparmio fissati dalla direttiva europea EED – entrata in vigore a settembre 2023 – per raggiungere almeno il 2% di riduzione annuo dei consumi nel 2024-2025 (+ 0,7% rispetto al limite europeo pari a 1,3%); il 3% nel 2026-2027 (il doppio di quanto stabilito dalla direttiva EED, pari ad 1,5%) ed il 4,5% nel 2028-2030 (+ 2,6 rispetto di quanto stabilito dalla direttiva EED, pari a 1,9%). Dall’altro lato è fondamentale che il Paese metta in campo, al tempo stesso una serie di interventi strutturali, non più rimandabili che Legambiente e Kyoto Club, sintetizzano nelle proposte che presentano oggi insieme al Rapporto Elemens, chiedendo al Governo Meloni di riformare il sistema incentivante eliminando, a partire dal 2024, i sussidi alle tecnologie a fonti fossili, migliorando gli strumenti di monitoraggio , modificando l’attuale sistema di detrazioni introducendo un sistema premiante proporzionale ai risultati ottenuti e la reintroduzione della cessione del credito per tutti gli interventi di miglioramento delle prestazioni energetiche; vietando a partire dal 2025 l’installazione di tecnologie che impiegano fonti fossili e introducendo un Fondo dedicato alle famiglie a medio e basso reddito per la copertura dei costi non coperti dal sistema incentivante.

Le due associazioni ricordano che secondo gli ultimi studi disponibili, al 2020*, su un consumo complessivo di gas naturale pari a 69 miliardi di smc, 15 miliardi di smc sono stati impiegati per il riscaldamento domestico (circa il 22% del totale). Il settore residenziale è secondo solamente a quello dei trasporti in termini di consumi finali di energia.

Il Rapporto Elemens e le proposte sono stati presentati in occasione dell’ultima tappa della campagna “Caldaie a gas? Pezzi da museo!” **nell’ambito del convegno “Efficientamento energetico – Ottimizzare l’energia per un futuro sostenibile” che è stato anticipato dalla mostra itinerante #museodellecaldaie. Nel corso della giornata sono state anche raccontate alcune buone pratiche di decarbonizzaione degli edifici che arrivano dall’estero.  

“Gli obiettivi minimi indicati dalla direttiva EED e quelli che saranno approvati dalla direttiva Energy Performance Buildings (EPBD), ancora in discussione, che fissa per gli edifici residenziali il raggiungimento della classe energetica E entro il 2030 e la classe D entro il 2033, sono solo un primo passo verso l’obiettivo più ampio della decarbonizzazione, ma non bastano – dichiara Katiuscia Eroe, responsabile Energia Legambiente – L’obiettivo a cui guardare è l’elettrificazione dei consumi termici del settore residenziale e il raggiungimento della totale decarbonizzazione del settore energetico elettrico entro il 2035. Per questo è fondamentale arrivare al 2030 riducendo i consumi del gas fossile e climalterante almeno del 50%. Elemento che rappresenta da sempre e ancora di più in questi ultimi anni, una fortissima criticità per famiglie e aziende. Non possiamo permetterci di puntare al minimo, l’Italia ha tutto l’interesse, economico, sociale, e ambientale, a trovare la strada per avere obiettivi sfidanti e lungimiranti, che permettano al nostro Paese di avere un ruolo leader e di spinta, al pari degli altri paesi europei, non solo per rigenerare il patrimonio edilizio, ma anche per far crescere l’economia, portare innovazione e raggiungere un livello di sicurezza energetica che permetta al Paese di affrancarsi da qualsiasi dipendenza estera per l’utilizzo di gas”. 

“Sulla strada della decarbonizzazione indispensabile per affrontare la crisi climatica dobbiamo considerare un must imboccare con decisione quella dell’efficienza nell’edilizia – dichiara Francesco Ferrante, Vicepresidente di Kyoto Club – Ma elettrificare riscaldamento e raffrescamento delle nostre case insieme agli interventi di efficientamento profondo degli edifici possono anche essere il modo di promuovere le aziende più innovative del nostro sistema industriale. Continuare a incentivare il gas invece oltre ad essere un controsenso climatico rischia di farci perdere una grande occasione di modernizzazione e di competitività nella globalizzazione”. 

Sei buone pratiche di decarbonizzazione nel settore degli edifici: Per Legambiente e Kyoto Club l’italia deve prendere esempio anche dalle buone pratiche che arrivano dall’estero. Si va dalla Svezia che ha totalmente decarbonizzato il settore degli edifici con l’introduzione nel ‘91 della Carbon Tax, alla Francia che ha approvato una legge che fissa l’obiettivo della riqualificazione di 500mila unità immobiliari l’anno sino al 2050 e la ristrutturazione di tutte le unità abitative in classe F e G entro il 2028. Dall’Olanda che ha vietato nel settore residenziale l’uso del gas per il riscaldamento di nuovi edifici alla Germania che con il suo piano tedesco ha stabilito, dal 2024, il riscaldamento tramite pompe di calore alimentate per il 65% da fonti rinnovabili. Da segnalare anche l’esempio del Regno Unito che ha stanziato 450 milioni di sterline per l’acquisto di pompe di calore e quello della Svizzera che con il Programma Edifici ha permesso di risparmiare 2,5 milioni di tonnellate di CO2 nel 2022. 

Qui il Rapporto Elemens “La Decarbonizzazione del riscaldamento domestico” completo.

* Anno più recente di cui sono disponibili i dati ufficiali IEA sul riscaldamento domestico (Report on Energy Efficiency 2022)  **Caldaie a gas? Pezzi da museo!: è la campagna di Legambiente e Kyoto Club nata per sensibilizzare cittadine e cittadini, ma anche progettisti, condomini e Amministratori nazionali, regionali e locali sulla decarbonizzazione dei sistemi di riscaldamento. Arrivata al suo terzo anno, la campagna si pone 5 obiettivi perarrivare al 2029 a vendere e installare solo sistemi di riscaldamento a zero emissioni come indicato dal RepowerEU: 1) accelerare l’abbandono di sistemi di riscaldamento vecchi e inquinanti come le caldaie a gas entro il 2025; 2) sensibilizzare cittadini, enti pubblici e progettisti verso l’applicazione di tecnologie già oggi disponibili per riscaldamento e raffrescamento a zero emissioni; 3) diffondere le migliori buone pratiche nazionali ed europee di decarbonizzazione del riscaldamento; 4) spingere il Governo ad eliminare, da subito, le caldaie a gas da tutti i sistemi incentivanti come il Superbonus; 5) spingere il Governo ad introdurre politiche strutturali ad hoc contro la povertà energetica. La Campagna ha visto coinvolte diverse città – Ancona, Avellino, Bari, Enna, Ivrea, Napoli, Milano, Padova, Perugia, Potenza, Roma, Torino e Udine – nelle quali tra gennaio e ottobre 2023 Legambiente e Kyoto Club hanno organizzato iniziative ed incontri per sensibilizzare la popolazione sul tema. 

Comunicato stampa (pdf)

Edilizia, Kyoto Club e Legambiente: incentivi siano razionalizzaticon l’obiettivo di decarbonizzare e contrastare la povertàenergetica

Gli schemi di incentivazione fiscale sono uno strumento indispensabile per il conseguimento degli ambiziosi obiettivi di autonomia energetica, decarbonizzazione ed efficienza energetica assunti a livello nazionale ed europeo nel settore dell’edilizia.

In particolare, il Superbonus 110% ha rappresentato uno dei più fondamentali interventi nel settore edilizio da diversi decenni, in grado di fornire una visione integrale dell’intervento di riqualificazione: stiamo parlando di una misura capace di sostenere i livelli di investimento delle famiglie, soprattutto quelle più precarie, e di incidere profondamente sul processo di decarbonizzazione degli edifici e della messa in sicurezza da un punto di vista sismico.

Lo stop alla cessione del credito e allo sconto in fattura annunciato dal Governo a fine febbraio e la compressione del Superbonus sono azioni sbagliate ed inaccettabili: in questo modo viene affossato uno tra i provvedimenti essenziali per ridurre i consumi energetici, le emissioni climalteranti del settore edilizio, contrastare la povertà energetica e rilanciare gli investimenti del comparto in chiave green.

Questa è la posizione che ha espresso Kyoto Club – partner insieme a Legambiente del progetto “Per la decarbonizzazione: efficienza energetica e riscaldamento degli edifici in Italia” – nel corso di una serie di convegni, incentrati sul futuro del settore edilizio e sulla necessità di una sua ristrutturazione profonda, tenuti con diversi attori del settore nell’ambito della kermesse Milano Green Week.

Kyoto Club e Legambiente, nel “Position paper per la revisione degli incentivi e il rilancio del settore dell’edilizia” pur dichiarando il proprio sostegno agli strumenti di accesso e facilitazione ai sussidi all’edilizia, sostengono che il sistema incentivante italiano dedicato alla riqualificazione energetica degli edifici ha certamente bisogno di essere riformato. In questo contesto, si chiede che venga attuata una razionalizzazione degli incentivi esistenti che dovrà garantire un orizzonte applicativo degli strumenti a disposizione stabile nel medio-lungo termine, a beneficio di cittadini e imprese.

Secondo Giacomo Pellini, responsabile comunicazione e ufficio stampa di Kyoto Club e Katiuscia Eroe, responsabile energia di Legambiente Onlus “È necessaria una rimodulazione degli schemi di incentivazione attualmente esistenti, individuando, anche a livello UE adeguati fondi e risorse finanziarie che ne garantiscano la sostenibilità economica. Le misure proposte dovranno ridurre l’impatto sui conti pubblici, rispetto a quanto registrato con gli incentivi erogati nel periodo 2014-2021, attuando una più efficiente allocazione delle risorse su interventi davvero meritevoli del sostegno pubblico, con gli obiettivi nobili della decarbonizzazione, del risparmio energetico e del contrasto alla povertà energetica”.

In particolare, si ritiene opportuno introdurre:

1. Obiettivo minimo di efficienza energetica del 50% per aver accesso a qualunque tipo di incentivo.

2. Proporzionalità degli incentivi in base all’energia primaria fossile risparmiata e alla messa in sicurezza sismica; attraverso una differenziazione delle aliquote per la detrazione commisurate ai risparmi energetici conseguiti e alle classi sismiche raggiunte.

3. Premio incrementale per le soluzioni che attuano l’elettrificazione dei consumi termici (anche con fotovoltaico), rafforzando gli indirizzi di autonomia energetica e permettendo una maggiore riduzione degli impatti ambientali.

4. Esclusione delle caldaie a condensazione e di ogni tecnologia inquinante dalle misure di sostegno. 

5. Cessione del credito per i redditi medio bassi e per gli interventi di riqualificazione che consentano di raggiungere le classi energetiche superiori.

6. Introduzione di un Fondo dedicato alle famiglie a medio e basso reddito per la copertura dei costi non coperti dal sistema incentivante.

7. Sviluppo di una politica mirata di riqualificazione e rigenerazione urbana delle periferie, in collaborazione con le Amministrazioni comunali e i soggetti gestori del patrimonio edilizio pubblico.

Comunicato stampa (pdf)

Fermiamo la vendita di caldaie a combustibili fossili

Il 27 aprile la Commissione Europea ospiterà un Forum di Consultazione sulle nuove regole di progettazione ecocompatibile per scaldabagni e caldaie. Si discuterà la proposta di eliminare gradualmente il sistema “autonomo” caldaie a combustibili fossili (non ibride) da settembre 2029.

E’ della massima importanza porre fine alla vendita di caldaie a combustibili fossili “autonome” attraverso la progettazione ecocompatibile, questo aiuterà a ridurre le bollette energetiche per i consumatori.

Comunicato congiunto


	

ECODESIGN TAKEAWAYS

IN COMUNE

· Limiti di emissione di NOx: applicabili per i gas della famiglia G30 (butano) e G31 (propano) a partire da G20 e G25 (entrambi metano).

RISCALDAMENTO DEGLI AMBIENTI

· 2 livelli per le revisioni dei requisiti: dal 09/2025 (1° livello) e dal 09/2029 (2° livello).

· 2 nuovi prodotti: pompe di calore azionate termicamente (utilizzano principalmente gas per far funzionare una pompa di calore, mercato di nicchia perché costoso – considerazione economica simile per la cogenerazione) e riscaldatori ibridi (categoria ampia, praticamente qualsiasi riscaldamento a 2 fonti, incluso il solare termico che era solo come pacchetto in anticipo).

· Data per il divieto delle caldaie a combustibile fossile e a resistenza elettrica ‘autonome’: 1 settembre 2029

· Requisito di progettazione ecocompatibile (efficienza energetica) per il suddetto divieto: 115% – molto ambizioso, se vuoi vedere le tecnologie rispetto all’efficienza energetica, dai un’occhiata a questo documento di posizione.

· Requisito di progettazione ecocompatibile (efficienza energetica) per le unità ibride: 125% – quasi in linea con la richiesta di Coolproducts (130%).

· Nuovo ambito: fino a 1 MW

· Requisiti per gli apparecchi di riscaldamento misti: per 6 categorie di prodotti (invece del precedente approccio tecnologicamente neutro).

RISCALDAMENTO DELL’ACQUA

· 1 livello per le revisioni dei requisiti: a partire dal 09/2025.
· Portata per tipo istantaneo: fino a 400kW e per tipi ad accumulo: fino a 2000 litri.
· Requisiti: per 8 categorie di prodotti (invece del precedente approccio tecnologicamente neutrale)
STRATEGIE PER L’ETICHETTATURA ENERGETICA

IN COMUNE

· Ridimensionamento: dall’attuale classe 10 alla classe 7 da G ad A con classe A vuota (questo è in linea con tutti i riscalamenti del prodotto Ecodesign e della classe A vuota per stimolare l’innovazione nel futuro).
· Le classi sono suddivise tra tecnologia LT (bassa temperatura) e MT (media temperatura) – per soddisfare le diverse esigenze degli edifici (parco nuovo e ristrutturato per LT, magazzino non ristrutturato per MT).
· Nessun cambiamento sul design, come l’etichetta presentata nel 2021.

RISCALDAMENTO DEGLI AMBIENTI

· Stessa portata: 70kW
· Nuova classe A: rispetto ad A+++, superiore del 30% per MT e del 55% per LT e, immagino, tutte le altre classi seguano un andamento simile (questo mi sembra un enorme miglioramento, es. caldaia a condensazione da classe A a F, per MT).
· Differenze medie tra MT e LT intorno al 25%.
RISCALDAMENTO DELL’ACQUA

· Possibilità di tipo istantaneo: fino a 70kW.
· Le classi di etichettatura sono leggermente meno stringenti di quelle attuali (ma c’è la correzione del PEF che la inasprirà).
· Le classi energetiche degli accumuli acqua calda sono le stesse degli accumuli (inferiori a 80 litri e non polivalenti)
· I limiti di classe sono legati ai profili di carico, e saranno 4 (3XS-XXS, XS-S, M, maggiori di M).
o Per caldaie combinate: 3 profili di carico.

Riscaldamento degli edifici, Kyoto Club e Legambiente: Governo e Parlamento sostengano la Direttiva “Case verdi”

Mai come in questo momento, anche in considerazione dei dati pubblicati nell’ultimo report dell’IPCC, il Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico delle Nazioni Unite, si fa sempre più urgente la necessità di affrontare e trovare soluzioni concrete ai temi dell’energia. È di fondamentale importanza sviluppare un piano per incentivare l’abbandono dei sistemi di riscaldamento a combustibili fossili, per fare questo però bisogna fornire un supporto economico ai cittadini, soprattutto quelli con un reddito medio e basso. La conversione degli impianti di riscaldamento ad energia rinnovabile e pulita deve essere considerata come un’opportunità per il Paese, per portare innovazione nel settore, per abbattere i costi delle bollette energetiche e per affrontare l’emergenza climatica.

È quanto sostengono Legambiente e Kyoto Club, partner di “Per la de-carbonizzazione: efficienza energetica e riscaldamento negli edifici in Italia”, una campagna di sensibilizzazione che ha l’obiettivo principale di informare cittadini e decisori politici, sottolineando la necessità di fermare la diffusione di impianti di riscaldamento da fonti fossili in Italia.

In Italia, secondo lo studio “Dal gas alle rinnovabili” realizzato da Elemens per Legambiente e Kyoto Club la principale fonte energetica impiegata nel nostro Paese per il riscaldamento è il gas fossile (59,5%) utilizzato nelle caldaie tradizionali. Il 28% le biomasse solide come legname e cippato e 8% prodotti petroliferi, soltanto l’1% è rappresentato da soluzioni elettriche e dall’energia solare.

Secondo la Commissione europea, gli edifici nell’Ue sono responsabili del 40% del nostro consumo energetico e del 36% delle emissioni di gas serra. Il piano inizialmente approvato nel 2021 che prevedeva la ristrutturazione annua del’1% o 2% degli edifici non basta per de-carbonizzare e rendere efficiente il parco immobiliare Ue entro il 2050. Per raggiungere l’obbiettivo è richiesto un tasso annuo di rinnovamento almeno del 3%, questo potrebbe evitare emissioni di gas climalteranti pari a 22 milioni di tonnellate di CO2 al 2030.

Per raggiungere questi obiettivi Kyoto Club e Legambiente hanno presentato oggi il position paper “Eliminazione dei combustibili fossili dai sistemi di riscaldamento in Italia” con lo scopo di mostrare che le alternative alle caldaie a gas, a gasolio, e in generale ai sistemi di riscaldamento vecchi, costosi e inquinanti esistono eccome. Serve solo la volontà politica di guidare e accelerare la transizione ecologica.

Queste sono alcune tra le richieste che le due Associazioni avanzano: il ripristino della cessione del credito, dello sconto in fattura e l’istituzione di sistemi incentivanti che prevedano anche meccanismi di premialità rispetto ai risultati conseguiti; politiche di deep renovation del patrimonio edilizio italiano che puntino a renderlo più efficiente dal punto di vista energetico attraverso il salto dalle classi più basse a quelle più alte, come la A o la B; lo stop agli incentivi alle caldaie fossili a partire dal 1 gennaio 2024, come disposto dalla revisione della Direttiva EPBD recentemente approvata dal Parlamento Ue; politiche che promuovano la sostituzione, a partire dal 2025, delle caldaie dismesse con sistemi di riscaldamento sostenibili; che amministrazioni comunali e regionali diventino attori di primo piano, attraverso deliberi e regolamenti, nel processo di transizione ecologica del settore dei riscaldamenti – e non solo; lo sblocco degli iter autorizzativi per il settore delle rinnovabili.

“Il Parlamento europeo ha approvato la revisione della Direttiva EPBD, dalla stampa nostrana definita “Case verdi”. Il testo prevede che, a partire dal 1 gennaio 2024, i Paesi membri dell’Unione europea dovranno bloccare gli incentivi per le caldaie a gas e in generale per i sistemi fossili di riscaldamento. Le caldaie consumano il 50% del gas utilizzato nel nostro Paese, sono la causa della voce di spesa energetica più alta per famiglie e imprese e sono responsabili del 17,7% delle emissioni a livello nazionale. Aspettiamo una forte presa di posizione da parte della politica italiana e un suo allineamento alla Direttiva EPBD, e auspichiamo che il Parlamento e il Governo del nostro Paese, sull’esempio degli altri Stati membri e dei casi di eccellenza italiani delle Città metropolitane e altri Enti locali che hanno compreso le potenzialità positive di impegnarsi in questa direzione, puntino a varare una normativa di sostegni e incentivi per le tecnologie di riscaldamento ‘de-carbonizzate’ quali pompe di calore, teleriscaldamento, solare termico”. Lo dichiara Giacomo Pellini, Responsabile ufficio stampa di Kyoto Club.

“Investire in efficienza in edilizia, eliminare le caldaie a gas a favore delle rinnovabili vuol dire investire nel futuro del Pianeta e delle famiglie. Serve una riforma urgente, ma anche strumenti di accesso per le famiglie a medio e basso reddito. La crisi sanitaria prima, quella energetica dopo che ha portato ad un aumento generalizzato dei prezzi ha messo in ginocchio migliaia di famiglie.

Rinnovabili ed efficienza sono gli unici strumenti di welfare strutturali in grado di aiutare le famiglie, innovare imprese e settore e combattere l’emergenza climatica”. Lo afferma Katiuscia Eroe, responsabile energia di Legambiente nazionale.

Presentazione Giacomo Pellini (pdf)

Presentazione di Ferdinando Pozzani (pdf)

Presentazione di Marco Grippa (pdf)

Presentazione di Gabriele Di Prenda (pdf)

Comunicato (pdf)

BeComE a KEY ENERGY “Dai borghi alle comunità energetiche”

Dai borghi e dalla sperimentazione delle comunità energetiche nasce la risposta per conciliare diffusione delle rinnovabili e tutela dei paesaggi vincolati: è una delle sfide che si pone il piccolo comune di Castelmezzano, nuovo luogo pilota di BeComE, il progetto di Legambiente, Kyoto Club e Azzero CO2 per rendere insieme a Borghi Più belli di Italia i piccoli Comuni italiani protagonisti della transizione energetica e trovare nuove strade per conciliare bellezza e rinnovabili. L’opportunità irrinunciabile è rappresentata dai 2,2 miliardi di euro che il Piano nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) destina ai Comuni con meno di 5 mila abitanti per costituire le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER): favorirne la costruzione partecipata sui territori è l’obiettivo dell’iniziativa che si presenta il 24 marzo pomeriggio, ore 16.15, alla Solar Exhibition & Conference (SEC) di Key Energy a Rimini. Prevista, durante l’evento, la firma di un protocollo d’intesa con il comune di CASTELMEZZANO, una delle perle della rete d’eccellenza “I borghi più belli d’Italia”, coinvolta nella campagna con una sfida di costruire una comunità energetica di 1 MW a trazione pubblica al servizio del territorio.

All’evento parteciperà accanto a Legambiene e Kyoto Club esperti che ascolteranno i comuni pilota di Castelmezzano, Serra de Conti, Amandola, Pietracatella, tramonti di sotto e Montegridolfo, impegnati nella sfida di costruire una comunità energetica a trazione pubblica al servizio del territorio. In attesa di costituire la CER nel borgo verranno facilitati laboratori di comunità e  percorsi di approfondimento e verifica a cura di Azzero CO2.

“ Una sfida – ha dichiarato il Sindaco Nicola Valluzzi- che intende conciliare transizione energetica e tutela del paesaggio urbano, attraverso la realizzazione di un impianto di produzione fotovoltaico a servizio della CER, su 2 (ha) di superficie interna all’area artigianale del comune, ubicata al di fuori del perimetro urbano e dell’area protetta ( Parco Naturale di Gallipoli Cognato). In attesa di costituire la CER nel borgo delle dolomiti lucane verranno facilitati laboratori di comunità e  percorsi di approfondimento e verifica a cura di Azzero CO2.

“Quella delle comunità energetiche è una rivoluzione che, grazie al PNRR, investe del ruolo di protagonisti i piccoli Comuni, offrendo loro – spiega il direttore generale di Legambiente, Giorgio Zampetti. l’opportunità di realizzare un salto in avanti nella sostenibilità ambientale, ma anche in termini di coesione comunitaria e di pratiche sociali innovative”.

“Una scelta intelligente destinare risorse per sviluppare comunità energetiche rinnovabili nei piccoli comuni italiani – dichiara Francesco Ferrante, vice presidente Kyoto Club – Ora bisogna accompagnarli nello sviluppo cercando i migliori percorsi di  messa a terra nell’uso efficace delle risorse ”

Comunità energetiche: la rivoluzione possibile. Le CER, introdotte in Italia nel 2020 con l’art. 41 bis del decreto Milleproroghe, rendono finalmente possibile lo scambio comunitario di energia rinnovabile, consentendo a cittadini, amministrazioni, piccole imprese e realtà locali di farsi protagonisti della rivoluzione energetica, distribuendo vantaggi ambientali, economici e sociali sui territori: dall’abbattimento delle emissioni climalteranti alla riduzione dei costi in bolletta, fino al contrasto alla povertà energetica.

Comunicato (pdf)

Heating hub su energia, sussidi per il riscaldamento fossile e pompe di calore

Incontro dell’Heating Hub del 6 marzo: la presentazione di Tilman Hesse e Sibylle Braungardt (Oko-Institut) su “Spostare la spesa pubblica dai meccanismi di compensazione per l’uso domestico di energia a misure di efficienza energetica a breve termine e di energia rinnovabile”. Presentazione di Rob Williams e Matthew Smith (Trinomics) sul loro rapporto finale che “valuta l’entità totale dei sussidi per il riscaldamento fossile all’interno dell’UE”. Nuovo studio di Luka de Bruyckere (ECOS) e TNO intitolato “Pompe di calore intelligenti – Come possono supportare l’elettrificazione?”

Presentazione of Tilman Hesse & Sibylle Braungardt

Presentazione of Rob Williams & Matthew Smith

Presentazione of Luka de Bruyckere

È uscito the Coolest Heating award, il nuovo reportage della campagna Coolproducts

Questa terza edizione ha esaminato tutti i grandi produttori di tecnologie per il riscaldamento in Europa sul loro portafoglio di prodotti, visione del futuro, richieste politiche. Include un’analisi approfondita dell’efficienza delle tecnologie di riscaldamento caricate nel database EPREL, quindi disponibile nel mercato dell’UE.Dopo l’edizione 2023 di “The Coolest Heating Award” – il premio delle ONG per gli operatori del settore impegnati per un futuro senza fossili – 17 aziende leader si uniscono alle ONG per chiedere la fine dei sussidi e, infine, la vendita delle caldaie a combustibili fossili.

Comunicato (pdf)