Bologna: una rete più frequente e veloce per favorire la mobilità sostenibile
L’analisi di Pillole di Tram, rilanciata da Ambientenonsolo, affronta un tema centrale per la transizione verso una mobilità urbana più sostenibile: il rischio della cosiddetta “coverage trap”, una configurazione della rete di trasporto pubblico che punta soprattutto a servire il maggior numero possibile di aree urbane, sacrificando però frequenza, velocità e affidabilità del servizio.
Nel caso di Bologna, gli autori osservano come una distribuzione eccessivamente frammentata delle risorse possa ridurre l’attrattività del trasporto pubblico rispetto all’automobile. Quando autobus e tram passano meno frequentemente e seguono percorsi complessi, i tempi di spostamento aumentano e il trasporto collettivo perde competitività. Per questo motivo, molte città europee stanno adottando modelli basati su linee portanti ad alta frequenza, integrate con servizi locali, percorsi ciclabili e mobilità condivisa.
L’analisi sottolinea che una rete più gerarchizzata e orientata alla domanda può generare benefici significativi in termini di riduzione del traffico, delle emissioni climalteranti e dei consumi energetici, oltre a migliorare l’accessibilità per cittadini e pendolari. In una fase in cui Bologna sta investendo nel tram e nelle politiche di mobilità sostenibile, il dibattito sulla “coverage trap” rappresenta un contributo utile per valutare come massimizzare i benefici ambientali e sociali degli investimenti nel trasporto pubblico.
