Toscana: il Forum Mobilità di Legambiente richiama l’urgenza di una transizione giusta tra città e aree interne

5 giugno 2026

La Toscana continua a presentare forti disuguaglianze nell’accesso alla mobilità sostenibile. È quanto emerso dalla terza edizione del Forum Mobilità Toscana di Legambiente, che si è svolta al Centro Rogers di Scandicci e ha posto al centro il tema della mobility poverty, ovvero la limitata disponibilità di trasporto pubblico e la difficoltà di accesso ai servizi essenziali per una parte della popolazione.

I dati illustrati durante l’incontro mostrano una regione ancora fortemente dipendente dall’automobile privata, con 650 auto ogni 1.000 abitanti e un utilizzo del trasporto pubblico locale fermo al 21% della popolazione. A pesare sono soprattutto le differenze territoriali tra i capoluoghi, dove l’offerta di servizi è generalmente più sviluppata, e le aree interne, dalle quali possono essere necessari tra 40 e 70 minuti per raggiungere una delle principali stazioni ferroviarie regionali.

Secondo Legambiente, queste condizioni rappresentano un ostacolo non solo alla decarbonizzazione del settore dei trasporti, ma anche alla coesione sociale e territoriale. Garantire il diritto alla mobilità significa infatti assicurare accesso al lavoro, all’istruzione, ai servizi sanitari e alle opportunità economiche, riducendo al contempo le emissioni climalteranti e l’inquinamento atmosferico.

Tra i contributi presentati nel corso del Forum ha trovato spazio anche il rapporto “Zone a Transizione Limitata”, realizzato da Kyoto Club e Clean Cities, che analizza le disuguaglianze nell’accesso alla mobilità sostenibile all’interno delle città. Il caso di Firenze evidenzia una marcata differenza tra centro e periferia: nelle aree centrali si registrano meno di 40 auto ogni 100 abitanti e oltre il 60% degli spostamenti avviene con modalità sostenibili grazie alla presenza di servizi di prossimità, trasporto pubblico efficiente e infrastrutture ciclabili. Nelle zone periferiche, invece, il tasso di motorizzazione supera le 60 auto ogni 100 abitanti e la dipendenza dall’auto privata cresce in parallelo alla minore accessibilità ai servizi.

Lo studio sottolinea come la transizione verso una mobilità più sostenibile rischi di produrre nuovi squilibri se non accompagnata da politiche che garantiscano alternative efficaci all’automobile privata nei quartieri periferici e nei territori meno serviti. La distanza dal centro urbano si traduce spesso anche in una maggiore vulnerabilità sociale, con effetti diretti sui costi di spostamento e sulla qualità della vita.

Il Forum ha inoltre affrontato il ruolo strategico del trasporto ferroviario, della mobilità condivisa, delle stazioni come hub intermodali, delle strade scolastiche e dell’accessibilità per le persone con disabilità. Ampio spazio è stato dedicato anche agli effetti della mobilità sulla salute pubblica, con approfondimenti sull’inquinamento atmosferico, sulla sicurezza stradale e sulle politiche di moderazione del traffico come il modello delle “Città 30”.

Dalla giornata è emersa con forza la necessità di accelerare gli investimenti nel trasporto pubblico, nella mobilità attiva e nell’intermodalità, affinché la transizione ecologica dei trasporti sia anche una transizione equa. Ridurre le emissioni del settore non può prescindere dal garantire a tutti i cittadini, indipendentemente dal luogo di residenza o dal reddito, la possibilità di muoversi in modo sicuro, accessibile e sostenibile. In questo senso, il tema delle disuguaglianze nella mobilità si conferma una delle sfide centrali per il futuro della Toscana e delle politiche urbane e territoriali.

Per chi vuole approfondire https://ambientenonsolo.com/scandicci-il-diritto-alla-mobilita-sostenibile-al-centro-del-forum-di-legambiente-toscana/


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