Copenhagenize Index 2025
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Il nuovo Copenhagenize Index 2025 – EIT Urban Mobility Edition, la più autorevole classifica mondiale sulla ciclabilità urbana, offre un messaggio chiaro: le città che investono in infrastrutture moderne, sicurezza stradale e governance stabile sono oggi più attrattive, più competitive e più resilienti.
In questo scenario globale, dominato da Amsterdam, Copenhagen, Utrecht e Parigi, c’è una novità importante per l’Italia: Bologna entra per la prima volta nella top 30, un risultato senza precedenti che mostra come anche nel nostro Paese sia possibile sviluppare politiche ciclabili avanzate.
Un indice che misura l’esperienza reale di chi pedala
L’Index valuta 100 città di 44 Paesi con una metodologia rinnovata, basata su tre pilastri:
- Infrastrutture sicure e connesse: continuità della rete, aree 30, qualità degli incroci.
- Utilizzo e accessibilità: quota modale, diffusione territoriale, inclusività (in particolare la quota femminile).
- Politiche e governance: investimenti pro capite, piani bici credibili, monitoraggi e partecipazione.
Le città che performano meglio sono quelle che trattano la bici come un investimento strategico, non come un tema accessorio.
L’Europa accelera: sicurezza, continuità e investimenti
La geografia europea della ciclabilità è sempre più definita da tre scelte:
- Città 30 come standard urbano (Parigi, Nantes, Oslo).
- Reti protette e metropolitane, non tratti isolati.
- Investimenti stabili tra 30 e 60 € abitante/anno.
Risultato: la bicicletta diventa parte integrante delle strategie per clima, salute, qualità urbana e competitività.
Bologna: un modello italiano credibile
Il report riconosce a Bologna tre elementi decisivi:
- Oltre metà della città in zona 30, con riduzione significativa dell’incidentalità.
- Bicipolitana oltre 100 km, rete continua e identificabile.
- Governance stabile, con Consulta della Bicicletta, monitoraggi periodici e nuovi standard urbanistici per la sosta sicura.
Il 52% degli spostamenti in bici è effettuato da donne, segnale di un ambiente percepito come sicuro e affidabile.
Perché le altre città italiane restano fuori
Milano, Torino, Firenze, Roma e Padova non entrano nel ranking perché non raggiungono, per ora, la combinazione necessaria di:
- uso significativo della bici,
- infrastrutture protette e continue,
- investimenti adeguati,
- governance stabile,
- sicurezza diffusa.
L’Italia ha però un potenziale enorme: le politiche necessarie sono note, replicabili e già in atto in altre città europee.
Una grande opportunità per il Paese
La presenza di Bologna nella top 30 dimostra che la mobilità ciclabile può diventare anche in Italia una leva concreta di modernizzazione urbana, capace di migliorare salute, qualità della vita e competitività economica.
Investire in reti sicure, Città 30, governance stabile e monitoraggio significa costruire città più vivibili, più attrattive e più pronte alle sfide del futuro.
Ora l’Italia ha l’occasione di accelerare. E di trasformare questo primo risultato in una stagione di cambiamento strutturale.
Leggi l’approfondimento nell’Osservatorio Mobilità Urbana Sostenibile
