Isfort 2025: l’Italia si muove su distanze da città compatta, ma con un sistema da città dispersa

24 novembre 2025

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Il 22° Rapporto sulla mobilità degli italiani di Isfort offre una fotografia chiara: nel primo semestre 2025 l’Italia resta un Paese centrato sull’auto privata. Gli spostamenti in automobile costituiscono ancora il 60,8% del totale, mentre l’intermodalità si ferma al 2,8%, ben lontana dal 6,5% registrato nel 2019 (Graf. 8) . Anche il tasso di mobilità sostenibile (spostamenti a piedi, in bici/micromobilità o mezzi pubblici) si stabilizza al 34,7%, sostanzialmente in linea con i livelli pre-Covid.

Un Paese che si muove su distanze brevi

Secondo il Grafico 4 del Rapporto, l’81,3% degli spostamenti non supera i 10 km e il 73,2% è interno alla scala urbana, dati in aumento e ai massimi degli ultimi anni . Tuttavia, questa mobilità “corta” si scontra con un modello infrastrutturale che non offre alternative credibili all’auto, soprattutto nelle fasce esterne delle città e nel Mezzogiorno.

Un parco auto sempre più numeroso e costoso

La pressione del possesso rimane altissima: nel 2024 il parco circolante ha raggiunto 41,3 milioni di auto, con un tasso di motorizzazione per la prima volta oltre 70 vetture ogni 100 abitanti (Graf. 16) . Le auto restano ferme per oltre il 93% del tempo, ma assorbono 334 euro al mese per famiglia e una spesa nazionale di 105 miliardi di euro.

Equità, emissioni e sicurezza: tre fronti critici

Il Rapporto evidenzia un legame netto tra reddito e accessibilità: nelle aree a più basso reddito l’auto raggiunge la quota modale massima, mentre l’uso di bici e trasporto pubblico scende sotto il 2-3% (Tab. 1) .

Sul fronte clima, la struttura del parco veicolare pesa: oltre 90% delle auto sono benzina o diesel, mentre le elettriche rappresentano solo lo 0,7% (279.607 unità) .

Anche la sicurezza stradale continua a destare preoccupazione: nel 2024 il tasso di mortalità è di 51,4 vittime per milione di abitanti, superiore alla media UE (44,8) .

Zone 30: una misura che funziona

Un segnale incoraggiante arriva dal focus su Bologna, prima grande città italiana ad adottare le Zone 30 su tutto il territorio comunale. I risultati dei primi sei mesi:

  • –17% di emissioni,
  • tempi di percorrenza invariati (meno di 30 secondi in più su tragitti di 10 minuti),
  • oltre 150 milioni di euro di costi sociali evitati.

Verso nuovi modelli di mobilità

Il Rapporto invita ad accelerare su politiche coordinate: elettrificazione del parco, rafforzamento del TPL, integrazione tariffaria, MaaS, Zone a Basse Emissioni, infrastrutture per bici e micromobilità e azioni contro la “povertà dei trasporti”.


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