Mobilità sostenibile nelle città italiane: Bologna, Venezia e Milano al vertice del 19° rapporto Euromobility
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È stato presentato recentemente, il diciannovesimo rapporto “Mobilità sostenibile in Italia: indagine sulle principali 50 città” realizzato da Euromobility con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. La nuova edizione conferma un quadro dinamico ma ancora segnato da forti disuguaglianze territoriali nella transizione verso trasporti più sostenibili.
Bologna, Venezia e Milano: le città più “eco–mobile” d’Italia
Sul podio si collocano Bologna, Venezia e Milano, che si distinguono per qualità del trasporto pubblico, uso della mobilità condivisa, sicurezza stradale, basso tasso di motorizzazione e una quota elevata di veicoli a basso impatto.
Bologna mantiene la leadership grazie a:
- elevato numero di passeggeri trasportati dal TPL
- ridotto indice di mortalità stradale
- forte presenza di servizi di sharing mobility
- uno dei parchi auto più puliti d’Italia
- discreta qualità dell’aria nonostante la collocazione padana
Completano la top ten Firenze, Torino, Bergamo, Padova e Trento.
Roma recupera due posizioni ma resta solo al 18° posto, mentre Bari, prima città del Sud, è 25ª. In fondo alla classifica Potenza, Sassari e Latina.
Italia ancora troppo dipendente dall’auto privata
Il rapporto segnala come uno dei principali ostacoli alla transizione ecologica la crescente motorizzazione privata:
- nelle 50 città analizzate si sale a 63,5 auto ogni 100 abitanti (+0,7%);
- a livello nazionale viene superata per la prima volta la soglia 70 auto ogni 100 abitanti (+1,2%).
In parallelo cresce la quota di veicoli a basse emissioni, che raggiunge il 19% del parco circolante, trainata da ibridi ed elettrici (+30% in un anno). Restano stabili o in calo GPL (8,1%) e metano (2,3%).
Qualità dell’aria: segnali di peggioramento
Il 2024 ha mostrato un lieve aumento dei giorni di superamento delle PM10: da 23 a 27 giorni medi. Le città che rispettano tutti i limiti di legge scendono da 32 a 30. La media annuale resta stabile, ma l’impatto delle condizioni meteorologiche avverse conferma la fragilità del sistema.
Sharing mobility: luci e ombre
Il 2024 segna un rallentamento complessivo della mobilità condivisa:
- scooter sharing: flotta dimezzata
- car sharing: –3 città attive
- bike sharing: –14% mezzi ma una nuova città servita
- monopattini in sharing: quasi 40.000 veicoli in 25 città, il servizio più diffuso
Le trasformazioni normative introdotte nel 2025 potrebbero influire ulteriormente sul settore.
Un Paese a due velocità
«Questo rapporto conferma un’Italia che avanza in modo disomogeneo», commenta Lorenzo Bertuccio, presidente di Euromobility. Nel Mezzogiorno ritardi strutturali in termini di TPL, ciclabilità e sharing continuano a pesare, mentre cresce ovunque il numero di auto in circolazione. Per Bertuccio «serve più coraggio per ridurre la dipendenza dall’auto privata e offrire alternative credibili e competitive».
La sfida delle città
Tra le città più virtuose, Bologna rivendica i risultati ottenuti e prosegue nel percorso verso un modello di mobilità più sicuro, pulito e orientato alle persone. «Stiamo trasformando profondamente la città – afferma l’assessore Michele Campaniello – con più spazi pubblici, più mobilità dolce e più trasporto pubblico».
Tutti i dati completi sono disponibili su: www.osservatorio50città.it.
