Genova, aria ancora critica: traffico e porto spingono l’NO₂ oltre i limiti. Servono scelte coraggiose per la mobilità sostenibile
I dati dell’Osservatorio Mobilità Urbana Sostenibile confermano una situazione preoccupante per la qualità dell’aria a Genova, dove la stazione ARPA Liguria di Corso Europa ha registrato, a fine ottobre 2025, una media annua di 43 μg/m³ di biossido di azoto (NO₂).
Si tratta del terzo valore più alto in Italia, dopo Napoli e Palermo, e ben oltre il limite vigente di 40 μg/m³.
Il biossido di azoto resta uno dei principali inquinanti urbani, prodotto soprattutto da traffico diesel, riscaldamento e attività portuali. In Liguria, secondo l’Inventario Regionale delle Emissioni, circa un terzo delle emissioni di ossidi di azoto deriva dal trasporto stradale, mentre la parte restante è legata a settori industriali e marittimi.
La nuova Direttiva europea 2881/2024 e le Linee guida OMS 2021 fissano obiettivi più ambiziosi – 20 μg/m³ di media annua e 25 μg/m³ giornalieri per non più di 4 giorni l’anno – valori che a Genova risultano ancora lontani. Nei primi dieci mesi del 2025 il limite giornaliero è stato superato 82 volte, e il valore OMS addirittura 287 volte.
Per Kyoto Club, è necessario un salto di scala nelle politiche urbane:
- accelerare l’elettrificazione del trasporto pubblico e portuale,
- ampliare le zone a basse emissioni,
- favorire la mobilità ciclabile e pedonale,
- e introdurre piani coordinati per la riduzione del traffico privato.
Ridurre le emissioni non è solo un dovere ambientale, ma una condizione per la salute, la competitività e la qualità della vita urbana.
Nell’articolo dell’Osservatorio Mobilità Urbana Sostenibile il dettaglio di tutti i dati.
Vedi i grafici interattivi con i dati della mobilità a GENOVA
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