Palermo, biossido di azoto oltre i limiti: servono misure strutturali per la mobilità urbana
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Nei giorni scorsi sulal stampa è emersol’ Allarme smog: superati i limiti di biossido di azoto, la Regione convoca il Comune e Le misure previste dal Comune per ridurre le emissioni di NO₂; in entrambi gli articoli si faceva riferimento ai superamenti del limite di legge nel 2024 per la stazione di monitoraggio PA-Di Biasi che si trova in Viale della Regione Siciliana, classificata come “stazione di traffico” e cioè nella quale “il livello di inquinamento è influenzato prevalentemente da emissioni da traffico proveniente da strade limitrofe con intensità di traffico medio alta”. La fonte delle notizie di stampa è costituita dalla Relazione annuale di ARPA Sicilia relativa ai dati 2024.
L’analisi dei dati 2025 sull’inquinamento da biossido di azoto (NO₂) a Palermo, elaborata dall’Osservatorio Mobilità Urbana Sostenibile in collaborazione con Clean Cities Campaign e ISDE Italia, evidenzia un quadro critico che richiede interventi strutturali e un cambio di passo nelle politiche di mobilità.
La stazione di monitoraggio “PA-Di Blasi”, situata lungo viale della Regione Siciliana, ha registrato una media annua di 48 µg/m³ e 127 superamenti del limite giornaliero di 50 µg/m³, contro i 18 consentiti dalla Direttiva Europea 2881/2024. Nessun mese dell’anno ha mostrato valori inferiori ai limiti di legge, e i dati storici (2013-2023) confermano il mancato progresso strutturale nella riduzione delle concentrazioni.
Le elaborazioni dell’Inventario Regionale delle Emissioni (ARPA Sicilia) mostrano che il trasporto su strada è responsabile di oltre il 60% delle emissioni di ossidi di azoto, seguito dalle attività portuali (30%). Tra i mezzi stradali, le automobili e i veicoli pesanti (autobus e mezzi merci >3,5 t) generano più dell’85% del totale del settore.
Questi dati confermano la necessità di una strategia integrata per la qualità dell’aria, che includa:
- riduzione del traffico privato e progressiva elettrificazione del parco veicolare;
- potenziamento del trasporto pubblico locale e della rete ciclabile;
- interventi di logistica urbana sostenibile e regolamentazione delle emissioni portuali;
- adozione di Piani Urbani per la Mobilità Sostenibile (PUMS) coerenti con gli obiettivi di neutralità climatica al 2030.
“L’emergenza NO₂ a Palermo non è un problema solo ambientale, ma una sfida di pianificazione urbana e giustizia climatica”, sottolinea Kyoto Club. “Occorre accelerare la transizione verso una mobilità a basse emissioni, capace di migliorare la salute, la vivibilità e la competitività della città”.
Vedi il dettaglio di tutti i dati nell’Osservatorio Mobilità Urbana Sostenibile
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