Città 30 km/h e rete tranviaria, la strada bolognese alla mobilità sostenibile

Alla luce dell’aggiornamento dei dati disponibili nell’Osservatorio sulla Mobilità Urbana Sostenibile esaminiamo la situazione di Bologna, una delle nove città italiane impegnate nella missione europea di azzeramento delle emissioni di gas serra al 2030.

9 luglio 2024

Alla luce dell’aggiornamento dei dati disponibili nell’Osservatorio sulla Mobilità Urbana Sostenibile esaminiamo la situazione di Bologna, una delle nove città italiane impegnate nella missione europea di azzeramento delle emissioni di gas serra al 2030.

La Città metropolitana di Bologna e il Comune di Bologna hanno approvato nel 2016  le Linee di indirizzo per la redazione del Piano Urbano della Mobilità Sostenibile a scala metropolitana. Affidato con bando di gara la redazione, istituito un Comitato Scientifico, il 27 novembre 2018, il sindaco metropolitano ha adottato il PUMS, frutto anche del processo di partecipazione dei cittadini. Dopo la VAS ed un nuovo processo di partecipazione (150 osservazioni) il 27 novembre 2019 il PUMS è stato approvato definitivamente. Il PUMS ha un orizzonte temporale 2020-2030. (vedi sintesi)

Motorizzazione privata

Nel periodo 2017-2022 continua ad aumentare anche nel capoluogo emiliano il tasso di motorizzazione privata (auto/1000 abitanti), arrivando nel 2022 a quota 550 – alle quali si aggiungono 151 moto per mille abitanti –, cioè ogni 1000 persone ci sono 701 auto e moto; fra le 18 città monitorate dall’Osservatorio per questo indicatore Bologna risulta quart’ultima dopo Venezia, Milano e Torino, quindi con un tasso minore di motorizzazione privata.

Il 54% del parco veicolare privato ha più di otto anni di età e, per circa il 37%, una classificazione Euro 4 o inferiore. 5,9 su mille le auto elettriche, per questo indicatore la città si colloca fra le città più “elettrificate” fra quelle monitorate, alla pari di Firenze e dietro solamente a Milano, Bergamo e Padova.

Già a giugno 2023 Bologna ha deciso di diventare la prima grande città in Italia a 30 chilometri orari, prevedendo che i 30 km/h diventino la normalità sulle strade urbane, rendendo anche più semplice il passaggio a uno stile di guida a velocità costante e uniforme, e che solo alcune strade della città, con particolari caratteristiche, rimangano ai 50 km/h, prevedendo il percorso di avvicinamento all’entrata in vigore del provvedimento a gennaio 2024già iniziando nelle settimane successive le attività previste (segnaleticainformazione, controlli informativi). Il provvedimento, premiato da ANCI con l’Urban Award 2023 ed a livello europeo da Velo-City, è stato accompagnato da interventi di messa in sicurezza di punti critici della viabilità, L’entrata in vigore del provvedimento il 16 gennaio (vedi guida) ha suscitato la reazione contraria del Ministro dei Trasporti, a cui ha fatto seguito una direttiva del Ministero in materia. Il Comune di Bologna ha insistito nel provvedimento, ottenendo il sostegno di associazioni, altre amministrazioni, della Regione e di tecnici del settore, anche dissipando fack-news e chiarendo le caratteristiche del provvedimento tutt’altro che ideologico come invece affermato dal Ministro. La campagna di comunicazione di città 30 e quella per il tram hanno ricevuto premi specifici. Gia dopo i primi mesi di attuazione dei limiti di velocità si è registrata una diminuzione del numero di incidenti e della loro pericolosità (dopo un mese, dopo due mesi, dopo tre mesi). Nonostante le limitazioni introdotte dal Ministero, si è iniziato a collocare velox – conformi con le nuove norme – in vari punti critici della città (Viale Lenin, Viale Togliatti, Viale Cavina).

Trasporto pubblico

Nel capoluogo emilano era presente, nel 2022, una rete filoviaria che si estendeva per 77 km, contribuendo per circa il 12% all’offerta di trasporto pubblico.

Il comune di Bologna punta decisamente sulla realizzazione di una nuova rete tranviaria. Ad aprile 2023 si sono aperti i cantieri per la linea rossa (vedi il progetto esecutivo). A marzo 2024 i cantieri hanno iniziato ad interessare il centro storico avanzando e interessando anche l’intervento di de-tombamento del fiume Reno. Fra i lavori collaterali, anche la realizzazione di parcheggi e la piantumatura di alberi (il Sindaco a tale proposito ha dichiarato che fare il tram è come “realizzare una foresta“) . Posata anche la prima rotaia. Per la linea verde, la realizzazione è stata affidata a dicembre 2023, ad aprile 2024 è stato varato il progetto definitivo. A marzo 2024 bandita la gara per l’acquisto di 60 tram, per la quale è arrivata una sola offerta da parte di un’azienda spagnola.

A Bologna riveste un ruolo importante anche il Servizio Ferroviario Metropolitano, che è stato potenziato e che ha visto l’importante di intervento di collegamento senza cambi Porretta-Marzabotto-Casalecchio-Bologna-Pianoro, registrando un vero e proprio boom di passeggeri. A giugno sono iniziati i lavori di interramento della linea ferroviaria Bologna-Portomaggiore nelle zone San Vitale-Rimesse e via Larga. Un altro servizio su ferro è quello del People mover che collega l’aereoporto con la stazione ferroviaria e che ha registrato un record di passeggeri ad inizio 2024, dopo i già buoni risultati del 2023.

In termini quantitativi l’offerta di trasporto pubblico (1.531 milioni di posti/km) nel 2022 ha quasi pareggiato quella del 2019 (1.537 mln), che era stata superiore a tutti gli anni precedenti, fino al 2011. In rapporto al numero di abitanti, fra i comuni capoluogo di città metropolitana, si posiziona all’ottavo posto posto per questo indicatore, prima solamente delle città del Mezzogiorno.

Gli autobus elettrici o ibridi elettrici costituiscono il 22% della flotta, della quale fanno parte anche per il 55% mezzi a metano, che però devo avere una certa età, infatti complessivamente, sono solo, nel 2022, il 27% i mezzi conformi allo standard Euro 6.

Riguardo al trasporto pubblico su gomma la strategia di Tper è rivolta alla decarbonizzazione della flotta con tre linee di intervento: i bus elettrici, quelli a idrogeno ed i filobus. A settembre 2023 Solaris si è aggiudicata la gara per la fornitura di 130 mezzi a idrogeno che entro il 2030 dovrebbero costituire il 12% della flotta. Ad aprile bandita una nuova gara per ulteriori 7o bus a idrogeno. A maggio assegnata ad un gruppo austriaco la realizzazione di due ulteriori impianti di rifornimento e produzione di idrogeno.

A novembre 2023 presentati 24 nuovi bus elettrici 18 metri. A febbraio 22 nuovi autobus “mild hybrid” per linee sub-urbane. A marzo midi-bus a batteria per il centro storico e le linee collinari. Sempre a marzo al via nel deposito Tper di via Ferrarese, l’impianto di ricarica in corrente continua di bus elettrici. A giugno raggiunto il primo milione di chilometri per i bus elettrici Tper.

A gennaio 2024 la prima linea di Metrebus “San Donato”, ha ricevuto ieri un finanziamento di 27,4 milioni di euro. La rete Metrobus sarà composta da sette corridoi metropolitani infrastrutturati pensati per garantire collegamenti bus veloci e frequenti sulle direttrici non servite dal Servizio Ferroviario Metropolitano.

Mobilità attiva

Per quanto riguarda le piste ciclabili fra il 2016 ed il 2021, si è passati da 126 a 171 km, pari a 4,4 chilometri ogni 10.000 abitanti, rispetto allo standard europeo per una città di queste dimensioni dovrebbe essere di almeno 15 km / 10.000 abitanti. Con 4,4 km di ciclabili per 10.000 abitanti, il capoluogo emiliano si colloca solamente dopo Venezia fra i comuni capoluogo di città metropolitana per questo indicatore. Collateriali anche ai lavori di città 30, interventi per favorire la pedonalità e la ciclabilità, come quelli di Via MontefiorinoVia Oriani, Piazza Mickiewitz, il nuovo ponte ciclopedonale che collega Bologna a San Lazzaro, la ciclovia Navile nel tratto cittadino, cinque nuove ciclostazioni urbanerastrelliere per le bici in centro storico,  il potenziamento della rete ciclabile in zona San Donato. Complessivamente la rete ciclabile – in attuazione del Piano Bicipolitana – ha raggiunto i 240 km di estensione secondo gli amministratori della Città Metropolitana. D’altra parte anche i dati sui ciclisti rilevati in città segnano continui incrementi, con veri record a gennaio 2024.

D’altra parte sono gli stessi ciclisti a mobilitarsi contro la sosta selvaggia che interessa anche le piste ciclabili, acquisendo anche il consenso del consiglio comunale, per promuovere maggiori controlli. Da parte sua, invece la Regione, mette a disposizione bonus per bici e cargo bike a pedalata assistita e finanziamenti per realizzare nuove ciclabili.

Per quanto riguarda le aree pedonali: nel 2022 la loro densità era di 29 mq per 100 abitanti, akll’ottavo posto fra i 14 comuni capoluogo di città metropolitana come densità per abitante di pedonalizzazioni. Un intervento a favore delal pedonalizzazione è quello relativo alla trasformazione delle piazze Franklin Delano Roosevelt e Galileo Galilei, con la realizzazione di un nuovo parcheggio pubblico interrato in piazza Roosevelt, liberando così dalla sosta l’area sovrastante e la vicina piazza Galilei, e la progettazione di nuovi spazi di qualità in superficie, dedicati alla pedonalità e alla socialità nelle due piazze.

Nuove piazze scolastiche per le alunne e gli alunni delle scuole Federzoni, in via di Vincenzo, in via Perti, davanti alle scuole Luigi Bombicci e Ada Gobetti, in Via Benini. Attivato il Piedibus alla scuola primaria Carducci, ma anche l’originale piedibus “Nottambula“.

Mobilità condivisa

Sul piano della mobilità condivisa nel 2022 risulta essere presenti servizi a flusso libero di car sharing  (540) e bike sharing (2.500), mentre è una delle poche città – fra quelle monitorate – senza micromobilità elettrica in sharing. Complessivamente sono 78 i mezzi in sharing per 10.000 abitanti, al quinto posto fra le città metropolitane per questo indicatore. Volvo elettriche da gennaio 2024 per il servizio di car sharing.

RideMovi, il servizio di bike sharing presente in città ha archiviato un 2023 con dati “record”, che superano del 54% i risultati raggiunti nel 2022.Gli iscritti ormai sono oltre duecentocinquantamila, in continua crescita dal lancio del servizio, a marzo 2020. Anche nei primi mesi del 2024 è continuata la crescita. Da marzo 2024, poi, il servizio si è allargato coprendo nuovi quartieri della città. Il servizio a giugno è stato oggetto di un attacco hacker che permetteva l’uso gratuito dei mezzi mettendoli quindi fuori uso. Successo per l’iniziativa per la promozione rivolta agli abbonati del trasporto pubblico per usare il bike sharing.

Sicurezza stradale

2.120 gli incidenti stradali nel 2022 con 23 morti  e 2.300 feriti. Per numero di morti in rapporto alla popolazione Bologna è terza fra i comuni capoluogo di città metropolitana, solamente dietro Messina o Catania. Nel 2023

A settembre 2023 è entrato nel vivo la costruzione  del Piano Integrato Metropolitano Sicurezza stradale-PIMES che sarà completato nel 2024 e ha l’obiettivo di dimezzare in 10 anni il numero di incidenti gravi e ad azzerare le vittime sulla rete delle strade extraurbane.

Qualità dell’aria e impatto sulla salute dell’inquinamento atmosferico

I dati della qualità dell’aria mostrano livelli di biossido di azoto, inquinante tipicamente emesso dai mezzi di trasporto con combustione fossile. Nel 2022 in nessuna stazione stazione di monitoraggio si è superato i limiti attuali (fatto accaduto ripetutamentente negli anni pre-Covid) ma tutte hanno superato i valori raccomandati dall’OMS per tutelare la salute umana ed anche quelli previsti dalla nuova Direttiva Europea a partire dal 2030.

L’unico dato non aggiornato al 2022 è quello relativo all’impatto sulla salute dell’inquinamento atmosferico e segnatamente degli effetti dell’esposizione al biossido di azoto per i quali ancora non sono disponibili gli aggiornamenti da parte dell’Agenzia Europea per l’Ambiente. Ma i dati del 2021 non sono affatto tranquillizzanti, indicando 94 morti premature per l’esposizione a questo inquinante.

Il divario di Bologna rispetto a standard europei di mobilità sostenibile nel 2030

Firenze, fra le 18 città monitorate si posiziona al quarto posto, dopo Milano, Firenze e Torino, rispetto al raggiungimento al 2030 dei target europei di mobilità sostenibile, ha comunque da fare per colmare il gap esistente rispetto in particolare ad alcuni obiettivi.

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