Legge sul ripristino della natura, ok dal Parlamento europeo

I Paesi dell’UE dovranno ripristinare almeno il 30% degli habitat in cattive condizioni entro il 2030, il 60% entro il 2040 e il 90% entro il 2050.

28 febbraio 2024

La legge dell’UE sul ripristino della natura è stata approvata dal Parlamento europeo con 329 voti favorevoli, 275 contrari e 24 astensioni.

Il provvedimento, concordato con gli Stati membri, contribuirà al ripristino degli ecosistemi degradati in tutti gli Stati membri, aiuterà a raggiungere gli obiettivi dell’UE in materia di clima e biodiversità e migliorerà la sicurezza alimentare.

Per raggiungere gli obiettivi generali dell’UE, gli Stati membri dovranno ripristinare il buon stato di salute degli habitat coperti dalla nuova legge (da foreste, praterie e zone umide a fiumi, laghi e fondali corallini) del 30% entro il 2030; una percentuale che poi aumenterà del 60% entro il 2040 e 90% entro il 2050. In linea con la posizione del Parlamento, i Paesi dell’UE dovrebbero dare priorità alle aree Natura 2000 fino al 2030. Una volta in buone condizioni, i paesi dell’UE devono garantire che un’area non si deteriori in modo significativo. Gli Stati membri dovranno inoltre adottare piani nazionali di ripristino che specifichino in dettaglio come intendono raggiungere questi obiettivi.

Per migliorare la biodiversità negli ecosistemi agricoli, i Paesi dell’UE dovranno compiere progressi in due dei tre indicatori seguenti: l’indice delle farfalle delle praterie; la quota di terreni agricoli con caratteristiche paesaggistiche ad elevata diversità; lo stock di carbonio organico nel suolo minerale delle terre coltivate. È inoltre necessario adottare misure per aumentare l’indice comune degli uccelli nei terreni agricoli poiché i volatili sono buoni indicatori dello stato generale della biodiversità.

Poiché il ripristino delle torbiere è uno dei modi più efficaci in termini di costi per ridurre le emissioni nel settore agricolo, l’Unione dovrà ripristinare almeno il 30% delle torbiere drenate entro il 2030 (almeno un quarto dovrà essere umidificato), il 40% entro il 2040 e il 50 % entro il 2050 (dove almeno un terzo dovrà essere riumidificato). La riumidificazione rimarrà volontaria per gli agricoltori e i proprietari terrieri privati.

La legge prevede un freno di emergenza, come richiesto dal Parlamento, in modo che gli obiettivi per gli ecosistemi agricoli possano essere sospesi in circostanze eccezionali se riducono gravemente la terra necessaria per una produzione alimentare sufficiente per il consumo dell’UE.

La legge richiede inoltre un trend positivo in diversi indicatori degli ecosistemi forestali e la piantagione di altri tre miliardi di alberi. Gli Stati membri dovranno inoltre ripristinare almeno 25.000 km di fiumi trasformandoli in fiumi a corso libero e garantire che non vi sia alcuna perdita netta nell’area totale nazionale di spazi verdi urbani e di copertura arborea urbana.


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