Le nazioni devono andare oltre gli attuali impegni di Parigi per evitare il record delle temperature globali tra 2,5-2,9°C

22 novembre 2023

Mentre le temperature globali e le emissioni di gas serra superano i record, l’ultimo Emissions Gap Report 2023: Broken Record – Temperatures hit new highs, yet world fails to cut emissions (again) dell’United Nations environment programme (Unep) rileva che gli attuali impegni assunti nell’ambito dell’accordo di Parigi mettono il mondo sulla buona strada per un aumento della temperatura di 2,5-2,9°C rispetto ai livelli preindustriali in questo secolo, sottolineando l’urgente necessità di una maggiore azione per il clima.

Pubblicato prima della 28esima Conferenza delle parti dell’United Nations framework convention on climate change (COP28 Unfccc), il report rileva che è necessario un taglio delle emissioni del 28% entro il 2030 se vogliamo limitare l’aumento delle temperature entro i 2°C e del 42% per contenere l’incremento entro 1,5°C.

“Sappiamo che è ancora possibile rendere realtà il limite di 1,5 gradi. Occorre estirpare la radice avvelenata della crisi climatica: i combustibili fossili. E richiede una transizione giusta ed equa verso le rinnovabili”, ha affermato Antònio Guterres, Segretario Generale delle Nazioni Unite.

“L’umanità sta battendo tutti i record sbagliati sul cambiamento climatico. Le emissioni di gas serra e la temperatura media globale stanno raggiungendo nuovi massimi, mentre gli eventi meteorologici estremi si verificano sempre più spesso, si sviluppano più rapidamente e diventano più intensi. Nel settembre 2023, le temperature medie globali erano di 1,8°C superiori ai livelli preindustriali. Quando quest’anno finirà, secondo il Copernicus Climate Change Service dell’Unione Europea, è quasi certo che sarà l’anno più caldo mai registrato. Il mondo deve cambiare rotta, altrimenti diremo la stessa cosa cosa l’anno prossimo – e l’anno dopo, e l’anno dopo ancora, tipo un disco rotto.  I tagli necessari per raggiungere il calo delle emissioni di gas serra nel 2030 sono rispettivamente del 28 e 42% per il percorso dei 2°C e degli 1,5°C previsti dall’Accordo di Parigi. Siamo già ai limiti estremi della possibilità degli 1,5° C, con solo il 14% di possibilità di evitare il superamento anche nello scenario più ottimistico” ha sostenuto la direttrice esecutiva dell’Unep Inger Andersen.

Fino all’inizio di ottobre, sono stati registrati 86 giorni con temperature superiori a 1,5°C rispetto ai livelli preindustriali. Settembre è stato il mese più caldo mai registrato, con temperature medie globali di 1,8°C superiori ai livelli preindustriali.

Il rapporto rileva che le emissioni globali di gas serra (GHG) sono aumentate dell’1,2% dal 2021 al 2022, raggiungendo un nuovo record di 57,4 gigatonnellate di anidride carbonica equivalente (GtCO2e). Le emissioni di gas serra nel G20 sono aumentate dell’1,2% nel 2022. I trend delle emissioni riflettono modelli globali di disuguaglianza. A causa di questi trend preoccupanti e degli insufficienti sforzi di mitigazione, il mondo è sulla strada per un aumento della temperatura ben oltre gli obiettivi climatici concordati durante questo secolo.

IL rapporto Unep fa notare che «Se gli sforzi di mitigazione implicati dalle politiche attuali continueranno ai livelli odierni, in questo secolo il riscaldamento globale potrà essere limitato solo a 3° C rispetto ai livelli preindustriali. La piena attuazione degli sforzi impliciti nei Nationally Determined Contributions (NDC) metterebbe il mondo sulla buona strada per limitare l’aumento della temperatura a 2,9° C. Gli NDC condizionali, pienamente attuati, porterebbero a temperature non superiori a 2,5° C rispetto ai livelli preindustriali. Tutti  hanno una probabilità del 66%.

Queste proiezioni della temperatura sono leggermente superiori rispetto a quelle del Rapporto sul divario delle emissioni del 2022, poiché il rapporto del 2023 include un numero maggiore di modelli nella stima del riscaldamento globale.

Gli attuali NDC incondizionati implicano che nel 2030 saranno necessari ulteriori tagli alle emissioni di 14 GtCO2e rispetto ai livelli previsti per i  2° CPer gli 1,5° C sono necessari tagli da 22 GtCO2e  L’implementazione degli NDC condizionali riduce entrambe queste stime di 3 GtCO2 e.

In termini percentuali, il mondo deve ridurre le emissioni del 28% entro il 2030 per raggiungere l’obiettivo dei 2° C previsto dall’Accordo di Parigi, con una probabilità del 66% e del 42% per l’obiettivo di 1,5° C.

Se tutti gli NDC condizionati e gli impegni net zero a lungo termine fossero rispettati, sarebbe possibile limitare l’aumento della temperatura a 2° C. Tuttavia, gli impegni di zero emissioni non sono attualmente considerati credibili: nessuno dei Paesi del G20 sta riducendo le emissioni a un ritmo coerente con i propri obiettivi di zero emissioni. Anche nello scenario più ottimistico, la probabilità di limitare il riscaldamento a 1,5° C è solo del 14%.


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