Pasta e pomodoro: oggi cucinano i consumatori

Contro i prezzi troppo alti e la qualità troppo scarsa, in 3.558 hanno scelto ingredienti e prezzo. Sono loro i nostri eroi.

31 dicembre 2021 Fonte: Il Venerdì di Repubblica

Dalla Francia all’Italia arriva una rivoluzione che nasce dall’intelligenza collettiva, e diventa mercato. Oggi vi raccontiamo la storia di “Chi è il padrone? La marca del consumatore”. Nel 2016 in Francia il tasso di suicidi tra i produttori di latte aveva raggiunto livelli così preoccupanti che la notizia, così come il fatto che le ragioni di questo incremento fossero legate alla crisi economica che la categoria stava attraversando, corse su tutti i media. Alcuni consumatori, guidati da Nicolas Chabanne, decisero di sedersi intorno ad un tavolo con produttori, trasformatori, distributori di latte e, insieme, analizzare il prezzo del latte e cercare di trovare un equilibrio tra le esigenze di tutti i protagonisti di questa filiera.

Nacque così C’est qui le patron?! La marque du Consommateur, un marchio in grado di garantire un prodotto sostenibile in tutte le sue declinazioni, e di conquistare in soli quattro anni il 5 per cento del mercato interno francese. In Italia “Chi è il padrone? La marca del consumatore” sotto la guida di Enzo Di Rosa ha debuttato nel giugno del 2020 con il primo prodotto co-creato: la pasta dei consumatori. Sono state 3.558 le persone che, collettivamente, hanno voluto scegliere le caratteristiche della loro pasta, arrivando a un giusto prezzo per la materia prima (del 30 per cento superiore rispetto alla media) e a un prezzo finale di vendita in linea con il mercato. Con la garanzia per i consumatori di avere un prodotto fatto con grano 100 per cento italiano, coltivato da agricoltura sostenibile certificata, Ogm free, senza glifosato, senza pesticidi, prodotto e confezionato da impianti a Impronta Ambientale Leggera. Oggi per noi sono #GreenHeroes i consumatori – anzi, i consumAttori – che anche con il loro l’ultimo prodotto, la passata dei consumatori, ci permettono di mangiare un piatto di pasta al sugo condita di sostenibilità.

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