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Quanto sono edificanti gli scarti del riso

Usare in edilizia i rifiuti delle colture: la startup di un’architetta piemontese oggi dà i suoi frutti.

2 aprile 2021

Quando raccontammo, molti mesi or sono, il progetto di RiceHouse, concludemmo dicendo che era possibile costruire una casa usando quel che rimane dalla coltivazione del riso. Ma per trasformare l’idea di Tiziana Monterisi in un’azienda in grado di competere sul mercato è servito un bel po’ di lavoro e tanto impegno. RiceHouse è stata fondata nel 2016 da Tiziana Monterisi, l’architetta piemontese che, guardando bruciare gli scarti delle risaie nelle campagne del vercellese, capì che quelle fiamme non stavano soltanto divorando rifiuti, ma anche possibili soluzioni intelligenti per l’edilizia. Sfruttando la lolla, la pula e la paglia di riso, Tiziana è riuscita a creare prodotti edili in grado di isolare termicamente, garantire la traspirazione e rendere le abitazioni più vivibili.

RiceHouse due anni fa era una giovane startup che impegnava quattro persone e aveva terminato di ristrutturare la cascina di una risaia sfruttando gli scarti generati dalla risicultura. Oggi, anche grazie ai tanti premi vinti, al sostegno dei soci amici che hanno investito, al FondoAvanzi, a BeHeroes e a Impact Hub, RiceHouse impiega 14 professionisti. E 14 sono anche le aziende inserite nella filiera creata da Tiziana: tra queste, con la doppia veste di investitore e fornitore di materia prima, anche un marchio famoso come Riso Gallo. Con un business plan che per il 2021 prevede affari per tre milioni, due brevetti registrati e un’offerta di venti prodotti tutti derivati dallo scarto delle risaie, RiceHouse non è più solo un bellissimo progetto ma la soluzione scelta per riqualificare tanti edifici grandi e piccoli. Tra cui quattro torri di case popolari a Milano.  Siamo fieri di te Tiziana, orgogliosi di saperti tra i #GreenHeroes che stanno cambiando l’Italia.

Leggi l'articolo su Il Venerdì di Repubblica


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