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Immaginate se Roma avesse il Grab

45 km di piste ciclabili intorno alla Capitale: il progetto c’è, i soldi anche ma allora perché non si fa?

16 ottobre 2020

Alberto Sordi diceva che Roma è un salotto da attraversare in punta di piedi. E alcuni romani, visto che le amministrazioni non lo facevano, hanno preso in parola Albertone, e hanno deciso di aprire una strada silenziosa: il Grab. Una ciclovia che - silenziosamente - potrebbe generare un indotto da milioni. Roma è bellissima, ma è una città difficile, caotica, rumorosa, distratta. Sarebbe possibile renderla più bella e meno sgualcita. Ad esempio, completando il Grande Raccordo Anulare delle Bici: il GRAB.

Parliamo di un anello di piste ciclabili, lungo quasi 45 chilometri. Collegherebbe centro e periferie, parchi naturali e quartieri, permettendo ai romani di attraversare la città senza mezzi a motore. Un'opera immaginata dagli aderenti all'associazione VeloLove, e sostenuta da Touring Club Italiano, Legambiente, Parco Regionale Appia Antica, Rete Mobilità Nuova, e per la quale - nel lontano 2016 - sono stati stanziati i fondi necessari. Eppure, i lavori non sono mai partiti. I ciclisti e alcune associazioni ambientaliste hanno provato a smuovere le istituzioni, ma con scarsi risultati, tanto che si è ricorso a un crowdfunding per raccogliere i soldi necessari a installare la segnaletica provvisoria lungo tutto il tracciato.

Domenica 18 ottobre, seppur informalmente, il Grab sarà "inaugurato" dai cittadini. Quanto sarebbe importante per una città come Roma? Secondo uno studio di Confindustria, potrebbe attirare ben 600 mila cicloturisti l'anno, generando 14 milioni di euro di indotto. Tutti a godersi una città bellissima, che va attraversata in punta di piedi, senza fare rumore e col rispetto che merita. E dunque, onore al merito dei #GreenHeroes di oggi, quelli di Velolove, e di tutti coloro che si impegnano per questo progetto.

Leggi l'articolo su "Il Venerdì" di Repubblica


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