Irena: in dieci anni possibile raddoppiare l’energia elettrica rinnovabile

Secondo l'Agenzia internazionale delle energie rinnovabili (IRENA), è possibilie passare dal 26% al 57% di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili entro il 2030 a livello globale. A patto di spostare gli investimenti dalle energie fossili a quelle pulite.

15 gennaio 2020

Se gli investimenti saranno spostati dalle fonti fossili alle tecnologie pulite, l'elettricità prodotta dalle fonti green aumenterà di circa il doppio entro il 2030.

Questo è ciò che sostiene l'Agenzia internazionale delle energie rinnovabili (IRENA: International Renewable Energy Agency) nel suo ultimo documento che riassume i progressi compiuti dal 2010 a oggi e le prospettive che attendono le energie rinnovabili nei prossimi anni.

Nello specifico, il report sostiene che con un investimento annuale di 750 miliardi di dollari a livello globale, la quota di elettricità "green" passerà dall'attuale 26% al 57% in dieci anni. Questo è possibile solo dirottando sulle rinnovabili gli investimenti già pianificati verso l’industria fossile, che potrebbe spendere quasi 10.000 miliardi di dollari al 2030 per progetti nel gas, carbone e petrolio, aumentando così il rischio di stranded asset (impianti e infrastrutture non più remunerative perché sopravanzate dalla concorrenza delle rinnovabili e dalle leggi per diminuire le emissioni inquinanti).

Intanto l’agenzia ha siglato un memorandum con la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (Bers), volto a promuovere e accelerare la diffusione dei progetti nelle rinnovabili nei paesi “coperti” dall’intervento della banca stessa.


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