Kyoto Club partecipa alla COP25, la Conferenza sul clima di Madrid
Dal 2 al 13 dicembre si tiene in Spagna, a Madrid, la 25ma Conferenza delle parti (COP25) della Convenzione quadro sui cambiamenti climatici dell'ONU. Ai lavori parteciperà anche l'associazione Kyoto Club con una sua delegazione che sarà guidata dal Vicepresidente Francesco Ferrante e dal coordinatore del Gruppo di lavoro sulle fonti rinnovabili, Mario Gamberale.
La 25ma Conferenza delle Parti (COP25) legata alla Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC) si terrà a Madrid, in Spagna, dal 2 al 13 dicembre 2019 sotto la presidenza del Cile, che organizzerà l'evento dopo che le manifestazioni e proteste nel paese hanno costretto il presidente Sebastian Pinera a spostarla in Europa. I delegati – circa 25mila in tutto – si incontreranno per circa due settimane nella capitale spagnola. La Conferenza si svolge in un momento molto delicato: nello scorso anno si sono svolte proteste ambientaliste in tutto il mondo – come nel caso del movimento Fridays For Future ispirato dall’attivista svedese Greta Thunberg – e la comunità scientifica internazionale ha lanciato diversi avvertimenti riguardo il continuo aumento delle emissioni di gas serra e l'innalzamento delle temperature entro la fine del secolo. L'ultimo allarme proviene dal Rapporto annuale Emissions Gap Record dell'UNEP: secondo lo studio, anche se gli attuali impegni incondizionati previsti dall'Accordo di Parigi venissero attuati, le temperature dovrebbero aumentare di 3,2 ° C, portando a impatti climatici ancora più distruttivi.
Soltanto la settimana scorsa il Parlamento europeo ha dichiarato l’emergenza climatica, approvando una risoluzione in cui chiede di fissare al 55% l’obiettivo di riduzione delle emissioni climalteranti per il 2030.
Ma di che cosa si discuterà a Madrid? In primo luogo si cercherà di sciogliere il nodo su come realizzare gli obiettivi climatici fissati dai paesi firmatari a Parigi nel 2016. Le linee guida fissate nel summit del 2018 a Katowice in Polonia vanno confermate, ampliate e, in gran parte, migliorate. Dei 28 paesi Ue per esempio sono soltanto tre – Svizzera, Norvegia e Ucraina – quelli attualmente in linea con gli obiettivi fissati.
Il punto più spinoso però riguarda l'articolo 6 dell'Accordo di Parigi sui mercati dei crediti di carbonio. Si tratta di certificati negoziabili equivalenti a tonnellate di CO2 non emessa o assorbita – piantando alberi per esempio – il cui acquisto può essere un modo conveniente per ridurre indirettamente il proprio impatto ambientale. Dovrebbero rappresentare uno strumento per ridurre le emissioni di gas a effetto serra, rendendo queste ultime onerose per le aziende. Finora, però, l’esperienza del mercato ETS (Emissions Trade System) in Europa è stata controversa.
Dalla Cop 21 di Parigi ad oggi, d’altra parte, sono stati effettuati soltanto avanzamenti parziali. Dopo la Cop 22 di Marrakesh, del tutto interlocutoria, a Bonn molte nazioni si sono presentate a mani vuote. Nel 2018, alla Cop 24 di Katowice, in Polonia, è stato invece approvato il “rulebook” che dovrebbe permettere di rendere operativo l’Accordo di Parigi. Un passo avanti, certamente, ma affiancato dallo scontro tra i governi sulle tecniche di contabilizzazione delle emissioni. A complicare lo scenario c'è, sullo sfondo, la controversa decisione del Presidente Usa Donald Trump di far uscire il proprio Paese dall’Accordo di Parigi.
L'associazione Kyoto Club sarà presente durante i lavori con una propria delegazione, che sarà guidata dal Vicepresidente dell'associazione Francesco Ferrante e da Mario Gamberale, responsabile del Gruppo di lavoro "Fonti rinnovabili".
Visita il sito ufficiale della 25ma Conferenza delle parti sul clima dell'ONU
