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PPA, la nuova frontiera per il mercato dell’energia rinnovabile

Ieri, 19 dicembre, il Ministero dello Sviluppo economico, in collaborazione con l’Associazione Italiana Economisti dell’Energia, ha organizzato una conferenza dedicata ai PPA (Power Purchase Agreement). Obiettivo dell'incontro è stato analizzare criticità e barriere nell’utilizzo dei PPA, avviando un confronto fra i principali player del settore. Un approfondimento a cura di Eugenio Barchiesi, Kyoto Club.

20 dicembre 2018

Analizzare le criticità e le barriere nell'utilizzo dei PPA, presentare alcune buone pratiche internazionali e avviare un confronto fra i principali player del settore per costruire un percorso utile all’implementazione dei PPA, sia nel settore pubblico che in quello privato. Sono stati questi alcuni obiettivi della conferenza "PPA: la nuova frontiera per il mercato dell'energia rinnovabile" organizzata ieri a Roma dal MiSE (inistero dello Sviluppo economico), in collaborazione con l’Associazione Italiana Economisti dell’Energia.

In attesa dell’uscita del prossimo DM FER, previsto per i prossimi mesi, il Ministero dello Sviluppo Economico ha organizzato, presso la Sala del Refettorio della Camera dei Deputati a Palazzo San Macuto a Roma, la conferenza dal titolo “PPA, nuova frontiera per il mercato dell’energia rinnovabile”. Il convegno è stato incentrato sui contratti di tipo Power Purchase Agreement, che permettono al proprietario dell’impianto di produzione di energia di cederla a vario titolo all’utente finale, situazione al momento rara nelle rinnovabili, soprattutto nella UE, dove normalmente il produttore di energia è anche il consumatore della stessa.

Nei saluti iniziali, il sottosegretario allo Sviluppo Economico Davide Crippa ha ribadito che il Governo considera i contratti PPA come uno degli strumenti più efficaci per garantire alle aziende la fornitura di energia da fonti rinnovabili a prezzi competitivi, assicurando ai produttori la certezza finanziaria anche in assenza di incentivi. Lo stesso governo sta valutando l’opportunità di inserire l’obbligo per la pubblica amministrazione di acquistare parte delle proprie forniture elettriche attraverso tali accordi.

L’introduzione ai lavori di Carlo Di Primio, Presidente AIEE – Associazione Italiana Economisti dell’Energia, ha sottolineato come finora in Italia la potenza da rinnovabile installata con contratti di tipo PPA sia poco significativa – per il fotovoltaico si parla ad esempio di circa 200 MW.

Nel primo panel di relatori, Simone Mori, Presidente di Elettricità Futura, ha presentato i numeri globali dei contratti PPA, evidenziando come siano molto diffusi negli USA e come nel resto del mondo abbiano in ogni caso un trend in crescita; ha poi fornito una panoramica delle barriere generali e di quelle specifiche italiane per lo sviluppo dei PPA, sostenendo la necessità di un benchmark di prezzi considerando la contrattazione di lungo periodo. Il Presidente di Axpo Salvatore Pinto ha dapprima elencato una serie di “falsi miti” sui PPA, analizzando poi il ruolo dei grossisti/trader, il ruolo dello Stato e lo storico problema burocratico delle autorizzazioni, valido per qualsiasi forma contrattuale. Infine, Luca Matrone, Global Head of Energy Utilities di Intesa San Paolo, si è soffermato sulla bancabilità dei contratti PPA, fornendo diversi esempi sulle strutture che possono assumere, notando che la maggior parte sono stipulati da società di trading.

Il secondo panel è stato aperto da Alonso Javier Vaquerizo, Head Commercial Officer di Enel Green Power, che ha contribuito con una visione globale dei corporate PPA – stipulati tra privati – che si avviano nel 2018 a superare ogni record di potenza installata, grazie soprattutto al cambiamento delle politiche sugli incentivi negli USA, considerando che già nel 2017 risultavano installati 22 GW in condizioni PPA. Ha concluso sintetizzando i vantaggi di questa forma contrattuale sia per i consumatori che per i produttori.

Maurizio Ferrante di CONSIP ha portato l’attenzione sul mercato italiano e sui consumi della nostra pubblica amministrazione – circa 9 miliardi di euro di spesa energetica complessiva per il 2017 – introducendo una serie di criticità per il settore pubblico in riferimento ai PPA. Ha ribadito però la disponibilità di CONSIP a collaborare, come fatto in passato, tramite ad esempio la selezione di casi pilota sul territorio, ma sempre successiva alla creazione del mercato. Il secondo turno si conclude con Stefano Besseghini, Presidente di ARERA, che fa notare che le attività regolatorie nei PPA abbiano fondamentalmente un ruolo di contorno.

La conferenza è proseguita con una tavola rotonda moderata da G.B. Zorzoli, Presidente Coordinamento FREE, che, concordando sulla non gravità degli impedimenti regolatori emersi, ha iniziato ponendo le seguenti questioni per il mercato italiano: il problema degli off-takers e l’aggregazione della domanda.

Ha iniziato il dibattito Luigi Ferraris, amministratore delegato e direttore generale TERNA, sottolineando la necessità di una pianificazione omogenea dal punto di vista delle infrastrutture, e ponendo il “rischio acquirente” come il problema principale a lungo termine per i PPA a livello locale. Luca Bettonte, amministratore delegato ERG, ha riflettuto sulla possibilità di aggregare più aziende o addirittura un distretto industriale, introducendo il problema della regolarizzazione per avvicinare domanda e offerta.

Massimo Beccarello, Confindustria Energia, si è dichiarato convinto che il PPA possa essere funzionale al raggiungimento degli obiettivi 2030, anche se non come unico strumento, e ha posto l’attenzione sul consumatore industriale e sul costo-opportunità, dove si riscontrano elementi di incertezza; sarebbe da chiarire, ad esempio, se i PPA saranno applicabili solo per le rinnovabili o per tutte le fonti di energia.

Si è proseguito con Francesco Macrì, vicepresidente Utilitalia, per un contributo sul ruolo delle Utility, Luca Benedetti del GSE, che ha ragionato sul contributo che i PPA potrebbero fornire per i numeri ambiziosi da raggiungere per il 2030, considerando i circa 65 TWh rinnovabili da “creare” ex-novo e i 75 TWh che andranno fuori incentivazione. Infine, Marco Peruzzi, Presidente E2I, ha riflettuto sull’utilità dei PPA come strumenti futuri per proteggere il cliente dall’oscillazione dei prezzi.

 

 

 

 

 


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