Tetti verdi multifunzionali, il progetto ROOFmatters
Il verde urbano riveste un importante ruolo nel contrastare gli effetti legati ai cambiamenti climatici. Il progetto ROOFmatters mira a promuovere i tetti verdi con l’obiettivo di trasformare questi luoghi in spazi urbani attivi. È ideato dalle architette olandesi, con base a Milano, Inge De Boer e Denise Houx. L’intervista alle ideatrici del progetto sul sito di BLUE AP.
<p>La riqualificazione urbana, grazie al ricorso del “verde”, rappresenta un elemento fondamentale per il miglioramento della qualità della vita e aiuta, inoltre, a contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici già in atto ed evidenti nelle nostre città.
Il progetto ROOFmatters mira a promuovere i tetti verdi con l’obiettivo di trasformare questi luoghi in spazi urbani attivi. È ideato dalle architette olandesi, con base a Milano, Inge De Boer e Denise Houx che, rispondendo a una open call dell’Ambasciata e CG dei Paesi Bassi, in primavera 2016, hanno organizzato il ciclo di eventi ROOFdinners.
L’intervista alle ideatrici del progetto: Inge de Boer e Denise Houx.
Come è nato il vostro progetto ROOFmatters?
ROOFmatters è nato ufficialmente un anno fa, quando abbiamo deciso di partecipare a un bando promosso dall’Ambasciata del Regno dei Paesi Bassi in Italia dal titolo “Sfide urbane”, con cui si chiedeva ai partecipanti di proporre progetti culturali legati alle sfide urbane. Tra le sfide sociali della città, nel bando sono stati considerati diversi temi come: lo sviluppo urbanistico, invecchiare in salute, economia sostenibile, agricoltura urbana, alloggi e spazi lavorativi economicamente accessibili, trasporto intelligente, open data, coesione sociale e attrazione di talenti internazionali.
Da un pò di tempo stavamo pensando a come poter utilizzare le nostre esperienze professionali nei campi dell’urbanistica, dell’architettura e del project management. Crediamo che siano i piccoli interventi a poter contribuire a migliorare il clima (non solo quello meteorologico!) in città.
E, convinte che sui tetti si potessero condividere più esperienze di varia natura (professionale, alimentare, sociale): siamo partite proprio dai tetti, cercando di sfruttare al meglio le opportunità offerte da questi spazi.
Ci siamo chieste come mai nelle nostre città non ci siano ancora molti tetti verdi e abbiamo compreso quanto fosse necessario sensibilizzare i professionisti e tutti i cittadini sulle opportunità offerte dai tetti.
Nell’ambito di ROOFmatters, la scorsa primavera avete lanciato ROOFdinners, potete spiegarci di cosa si tratta e quale obiettivo si ponevano gli incontri focalizzati sul tema degli orti sui tetti?
ROOFdinners è stato la nostra prima azione con cui abbiamo voluto promuovere le opportunità dei tetti con lo scopo di aumentare il numero dei tetti verdi in città.
I ROOFdinners sono stati impostati in modo ben definito: ogni incontro cominciava con diversi interventi tenuti da esperti italiani e olandesi (visto che avevamo il supporto dell’ambasciata e del consolato olandese) e si concludeva con una cena sul tetto. Quest’ultimo momento era studiato sia per dare la possibilità ai partecipanti di continuare a discutere sui temi già avviati durante la prima parte degli incontri, sia per creare rete, per fare networking. Ma il motivo principale delle cene sui tetti era di far vedere a tutti come cambi la vista sulla città e quanto sia bello ammirarla da un tetto!
Nella fase preparatoria dei ROOFmatters abbiamo parlato con i Sindaci di Amsterdam e Rotterdam e con esperti italiani in questo settore, cercando di indagare quali fossero le principali tematiche da affrontare per avere un tetto verde, per aumentare il numero di tetti verdi intensivi in città (se la legislazione faciliti il lavoro di realizzazione di un tetto verde e quali possibilità tecnico-economiche che rendano l’idea sul ritorno dell’investimento economico iniziale, sulla biodiversità, sull’aspetto sociale dei tetti verdi, ecc.).
Abbiamo organizzato tre incontri, ognuno dei quali si è svolto in una location differente: il primo sul tetto di Palazzo Marino a Milano, grazie al supporto dell’Amministrazione comunale; il secondo si è svolto sul tetto di Piuarch, uno studio di architettura a Milano nella zona Brera, che ospita un bellissimo orto/giardino pensile. Per chiudere questa edizione, siamo andati a Torino dove abbiamo visitato l’Orto Ozanam creato da OrtiAlti, il tetto di Basic Village, il paesaggio in alto della Filmcommission Torino Piemonte e l’orto con delle erbe aromatiche sul tetto dell’albergo NH Collections in piazza Carlina, nel pieno centro della città.
continua a leggere l’intervista sul sito del progetto LIFE+ BLUE AP.
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