Envi.info intervista Stefania Betti sul nuovo portale web del MATTM

La scorsa estate il Ministero dell’Ambiente ha lanciato la “Piattaforma delle conoscenze”: il sito web dinamico dedicato alle buone pratiche per l’ambiente e il clima. Fabio Dellavalle ha intervistato Stefania Betti, attualmente impegnata presso la Direzione generale per lo sviluppo sostenibile, per il danno ambientale e per i rapporti con l’Unione europea e gli organismi internazionali.

29 settembre 2016

<p>Gentile Dr.ssa Stefania Betti, come nasce l’idea della “Piattaforma delle Conoscenze”?

La Piattaforma delle Conoscenze (http://www.pdc.minambiente.it/) parte da lontano. Da anni di diretta osservazione dell’attuazione dei progetti ambientali, ma anche della creatività che li contraddistingue. Tanto lavoro che ha creato un vero “capitale di conoscenze”. Ecco, la Piattaforma nasce dalla volontà di mettere a disposizione di una platea sempre più ampia questo bagaglio di esperienze virtuose: i progetti positivamente conclusi diventano buone pratiche, dalle quali trarre lezioni ed esperienze, modalità di approccio e capacità di raggiungere gli obiettivi. Un patrimonio che con la Piattaforma può diventare un’opportunità per adattare e replicare i progetti in altri contesti territoriali, partendo da una base di conoscenze che può essere la chiave vincente per rafforzare le azioni in campo ambientale.

Quali sono i suoi principali obiettivi e le sue priorità?

La Piattaforma delle Conoscenze è concepita come mezzo di condivisione delle buone pratiche e di networking tra tutti coloro che hanno sviluppato la buona pratica con i potenziali “replicatori”, rivolta a tutti quei soggetti pubblici e privati che programmano investimenti in campo ambientale, offrendo metodi, tecniche e modelli già sperimentati con successo a livello locale e potenzialmente replicabili. Stiamo raccogliendo nella Piattaforma i risultati di progetti già finanziati nell’ambito dei programmi LIFE, CIP e 7 Programma Quadro, in questo modo, Il Ministero dell’Ambiente vuole mettere a sistema e valorizzare il patrimonio di conoscenze rappresentato dai progetti realizzati: metodologie, tecnologie e modelli innovativi, manuali e linee guida.

continua a leggere l’intervista a cura di Fabio Dellavalle su Envi.info.

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