La partita del Referendum

Un articolo di Annalisa Corrado, Direttore tecnico di Kyoto Club, su Sbilanciamoci.org, dedicato alle trivellazioni spiega le motivazioni che devono condurre ad un "si".

15 aprile 2016

<p>Annalisa Corrado, Direttore tecnico di Kyoto Club, su Sbilanciamoci, portale online dedicato alle campagne per un "Italia capace di futuro" come recita la mission del sito, cerca di ripercorrere le tappe fondamentali per comprendere al meglio il prossimo referendum sulle trivellazioni, che avrà luogo domenica 17 aprile.

Annalisa introduce la questione affermando: "Pensavo fosse incompetenza o mancanza di visione. Fresca di laurea, folgorata sulla via dell’energia come "madre di tutte le battaglie" da combattere (contro le crisi internazionali, i ricatti dei potenti detentori delle risorse, contro le crisi sociale, ambientale e poi anche economica), ero ingegneristicamente innamorata dell’idea che sole, vento, biomassa, maree e calore della Terra, assieme alle intelligenti evoluzioni della tecnologia, avrebbero mostrato di lì a poco la via per costruire una nuova "democrazia energetica", e, ingenuamente, pensavo il freno fosse causato "solo" dalla manifesta incapacità strategica di un apparato politico/burocratico stanco, cinico e clientelare. E invece sbagliavo di grosso".

Prosegue affermando che si parla di una strategia alternativa per salvaguardare l’ambiente, che effettivamente esiste, come conferma nel suo articolo con queste parole: "la strategia esiste. Esiste e appare dettata da un potere apartitico (evidente se si analizza l’assoluta continuità nelle scelte fossili degli ultimi 4 governi, dalla destra di Berlusconi/Romani, ai tecnici Monti/Passera, passando per la "sinistra" di Letta/Zanonato, fino al governo del partito della "nazione" di Renzi/Guidi, il più fossile di tutti) gestito attraverso schiere di azzeccagarbugli che usano la normativa contro i cittadini, contro la partecipazione, contro le migliori idee ed energie del Paese".
L’ascolto è riservato esclusivamente ai soliti noti, per i quali un varco nel ginepraio della burocrazia si riesce sempre ad aprire (le autostrade, gli inceneritori, il cemento, le trivelle dello "sbloccaItalia" ne sono la manifestazione plastica)".

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