Dall’Enea un sistema per combattere lo smog

Per combattere lo smog, l'Enea mette a disposizione degli amministratori locali mappe orarie di concentrazione degli inquinanti atmosferici. Questo permette di monitorare e valutare l'efficacia e i costi delle misure anti-inquinamento.

11 febbraio 2016

<p>si chiama MINNI lo strumento che l’Enea ha messo a disposizione delle amministrazioni pubbliche per valutare l’efficacia e i costi sia di misure a contrasto delle emergenze smog che di interventi anti-inquinamento strutturali a lungo termine.

Si tratta di un sistema modellistico realizzato per il Ministero dell’Ambiente che simula il comportamento degli inquinanti nell’atmosfera e consente di creare mappe orarie di concentrazione, in particolare per le ‘famigerate’ polveri sottili.

MINNI è composto da due sistemi interconnessi: un sistema modellistico per descrivere i processi chimico-fisici in atmosfera e le concentrazioni degli inquinanti sulla base delle condizioni meteo e uno strumento di analisi, il "Gains-Italy", in grado di valutare costi e impatti in termini di riduzione delle concentrazioni.

"MINNI è uno strumento potente – sottolinea Gabriele Zanini, responsabile della Divisione ENEA Modelli e tecnologie per la riduzione degli impatti antropici e dei rischi naturali – Ci dice qual è la natura del fenomeno dell’inquinamento atmosferico, quando e perché si verifica. Indica inoltre l’impatto degli interventi, come ad esempio gli investimenti per ridurre le emissioni di ammoniaca in agricoltura, a beneficio anche dell’abbattimento del particolato atmosferico nella Pianura Padana".

Oltre che nell’aria, la concentrazione di microinquinanti risulta in aumento anche al suolo.
È quanto rivela uno studio sull’inquinamento urbano condotto dall’ENEA in collaborazione con l’Università di Novi Sad (Serbia). Si tratta del Progetto Urbesoil che ha evidenziato un aumento delle particelle rilasciate dalle emissioni dei veicoli nei suoli di Roma, a 20 anni dall’introduzione delle marmitte catalitiche. Se da un lato questi dispositivi hanno manifestato la loro efficacia eliminando il piombo dalle emissioni, dall’altro si è registrato un incremento costante di "nuovi" microinquinanti, in particolare di "terre rare", di cui è solitamente composto il rivestimento delle marmitte, e di metalli pesanti come il platino e il palladio, utilizzati nei catalizzatori per accelerare le reazioni chimiche.

Per maggiori informazioni: Enea.

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