Verso la COP21 di Parigi, il popolo del clima si moltiplica

Nuove iniziative per preparare la grande Marcia globale e il Concerto per il Clima del 29 novembre. La Coalizione Clima si prepara a questi nuovi appuntamenti con l'obiettivo di far crescere sempre di più il ‘popolo del clima’ e dare un segnale di forte partecipazione e appello ai Governi riuniti nella COP21 di Parigi.

5 novembre 2015

<p>Dopo le tre giornate di mobilitazione che hanno visto a fine ottobre le piazze italiane animarsi con migliaia di volontari impegnati in flash mob, performance e eventi speciali, la Coalizione Clima si prepara alla Marcia per il Clima del 29 novembre con altri appuntamenti di coinvolgimento. L’obiettivo è quello di far crescere sempre di più il ‘popolo del clima’ e dare un segnale di forte partecipazione e appello ai Governi riuniti nella COP21 di Parigi.

I volontari delle centinaia di organizzazioni che aderiscono alla Coalizione si riuniranno a Roma il prossimo 6 novembre in un’Assemblea presso la sala Arci nazionale (Via Monti di Pietralata, 16) per un confronto tra le centinaia di attivisti, comitati territoriali e associazioni.

ROMA CHIAMA PARIGI

La road map della Coalizione culminerà domenica 29 novembre con una grande Marcia che si svolgerà a Roma in contemporanea con altri eventi della Global Climate March http://peoplesclimate.org/ previsti in centinaia di città del mondo tra cui Parigi, sede del Summit, Londra, Berlino, Madrid, Amsterdam, Barcellona, e poi San Paolo, Johannesburg, Sydney, Canberra, Kampala, Tokyo, Dhaka, Bogotà. In quella giornata la voce di migliaia di cittadini del pianeta che hanno il ‘pallino del clima’, come recita lo slogan della Coalizione, saranno uniti in una grande mobilitazione globale per far sentire la propria voce contro gli effetti dei cambiamenti climatici e per un radicale cambiamento del modello economico, energetico e di sviluppo.

A Roma la Marcia partirà alle 14.00 da Piazza Farnese per raggiungere i Fori Imperiali. Lavori in corso nel team della Coalizione anche per allestire il Concerto per il clima che dalle 18 alle 21.00 vedrà salire sul palco gli artisti che aderiranno alla manifestazione.
La Coalizione Clima unisce realtà e soggetti sociali che hanno risposto all’appello della Global Climate March in vista della Cop21 che si svolgerà a Parigi dal 30 novembre all’11 dicembre.
Per la Coalizione "La conferenza di Parigi pone al centro l’esigenza di un’agenda politica comune fondata sulle parole d’ordine che uniscono la mappa puntiforme costituita dalle lotte ambientali. Il protagonismo di sindacati, movimenti, comitati, associazioni e realtà sociali denuncia quotidianamente gli effetti dell’attuale modello economico sui territori e oppone ad esso la necessità di rifondare il sistema produttivo sulla giustizia ambientale e sociale, scardinando i meccanismi di sfruttamento e depauperamento dell’ambiente degli animali e delle risorse comuni".

IL MANIFESTO

Nel Manifesto prodotto dalla Coalizione Clima sono contenuti i principi che legano le centinaia di associazioni aderenti.
Cambiare il sistema energetico accelerando la transizione in corso, superando grandi e inquinanti centrali a combustibili fossili per realizzare la transizione verso un modello di produzione diffusa e fondato sulla democrazia energetica, sull’educazione ambientale e sulle risorse rinnovabili locali; rivoluzionare il sistema dei trasporti per una mobilità nuova e sostenibile; valorizzare le buone pratiche agricole; creare nuovi posti di lavoro stabili e sostenibili; ripensare il ciclo vitale delle merci e promuovere buone pratiche di gestione e riutilizzo dei rifiuti urbani e soprattutto industriali: sono le sfide e gli slogan che vogliamo portare in piazza in Italia e nel mondo. Importante ci sembra, in questo momento, il legame tra questi temi e le migrazioni. Non si possono creare barriere per arrestare i flussi migratori, ignorando la connessione tra l’attuale modello produttivo, i cambiamenti climatici e le migrazioni ad essi dovute, sia attraverso le guerre ingenerate dalla corsa all’accaparramento delle risorse che a causa di contaminazioni e opere impattanti sulle risorse ambientali da cui dipendono intere comunità. Ad affermarlo è la stessa comunità internazionale in vari rapporti, a partire dall’ultimo report IPCC. Profughi ambientali, cambiamenti climatici e migrazioni forzate ci parlano di ambiente ma al tempo stesso di tutela dei diritti umani.

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