Appuntamenti
Media e documenti
News dal mondo
News dai soci

Clima, la sfida italiana è l’edilizia

Kyoto Club: verso Parigi 2015, la sfida italiana è l’edilizia. Silvestrini: ora in campo USA, Cina e Vaticano. Il 16 febbraio 2015 a Roma il convegno annuale dell’Associazione "DUE GRADI. Per un nuovo accordo globale sui cambiamenti climatici: verso Parigi 2015".

2 febbraio 2015 Fonte: Agenzia Dire

<p>Stati Uniti e Cina lanciati in una inedita corsa alle fonti rinnovabili. La sfida climatica, nell'anno che porterà i grandi del mondo al tavolo della Conferenza di Parigi per accordarsi sul nostro futuro economico e ambientale, può sembrare meno invincibile.

È ragionevolmente ottimista Gianni Silvestrini, direttore scientifico di Kyoto Club, organizzazione non profit costituita da imprese, enti, associazioni e amministrazioni locali, impegnati nel raggiungimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni di gas-serra assunti con il Protocollo di Kyoto. Perché' se è vero che la temperatura media globale nel 2014 è stata la più alta registrata dal 1880, è anche vero che Stati Uniti e Cina hanno mosso i primi grandi passi verso l'utilizzo di energie rinnovabili a sfavore dei combustibili fossili.

"Grazie al fatto che Obama ha deciso di giocarsi la carta del clima in maniera decisa, le chance di invertire il processo di surriscaldamento del pianeta ha finalmente delle chance di successo. Obama - dice Silvestrini all'Agenzia DIRE - ha raggiunto un importantissimo accordo con la Cina, la quale sta avendo risultati superiori rispetto alle promesse. La potenza ottenuta da fonti rinnovabili è stata molto più alta di quella ottenuta dalle centrali a carbone. Ha cambiato un trend che prima vedeva la messa in rete di una centrale a carbone a settimana. Per la prima volta nella storia il consumo del carbone in Cina è diminuito del 2%. La diplomazia di Obama ha ottenuto successo anche in India, soprattutto per il fotovoltaico".

E poi c'è "la trama discreta con il Vaticano. Papa Francesco-aggiunge Silvestrini- farà un'enciclica su energia e clima. Per far capire che si tratta di una questione morale, ancora più che economica. Il combinato disposto Obama e Chiesa che decide di sottolineare gli aspetti etici sono elementi che fanno sperare che l'accordo a Parigi vada in porto. Accelerando la corsa alla de-carbonizzazione, e quindi la speranza che si riesca a raggiungere l'obbiettivo di non superare i due gradi di riscaldamento globale entro la fine del secolo.

L'Italia dal canto suo deve fare la sua parte. E per stimolare l'azione di governo Kyoto Club organizza a Roma il 16 febbraio il convegno 'Due gradi. Per un nuovo accordo globale sui cambiamenti climatici: verso Parigi 2015', nel quale lo stesso Gianni Silvestrini, direttore scientifico del Kyoto Club, presenterà il suo libro edito da Edizioni Ambiente dal titolo "2 °C. Innovazioni radicali per vincere la sfida del clima e trasformare l'economia", in cui analizza le trasformazioni radicali che sono avvenute e stanno avvenendo, che fanno sperare che grazie alle tecnologie radicali, alle fonti innovative, ai cambiamenti dei modelli di business si possa riuscire a salvare il pianeta e a dare slancio all'economia.

"L'Italia ha avviato una corsa anche un pò scomposta - dice ancora Silvestrini alla DIRE - che ha portato il nostro Paese l'anno scorso ad avere il 43% della produzione elettrica da rinnovabili, per energia consumata prodotta da fotovoltaico siamo addirittura i primi. Ora ci aspettiamo qualche segnale positivo dal Governo in vista di Parigi. Un settore dove su cui si dovrebbe intervenire è l'edilizia. Abbiamo metà del nostro parco edilizio che consuma tre volte quel che consuma una nuova costruzione".

La vera sfida, prossima, "è attuare la riqualificazione spinta per ridurre del 90% le emissioni di interi edifici e interi quartieri- conclude il direttore scientifico del Kyoto Club- per questa 'deep innovation' c'è bisogno di tecnologie nuove anche costruttive. E di finanza innovativa che metta in gioco la finanza privata. Possiamo giocarci la carta del risparmio energetico che può arrivare all'80%. Si tratta di un fare esercizio di ingegneria finanziaria per anticipare i fondi, come si fa negli Usa. Questo potrebbe essere il nostro vero salto di qualità".

(Agenzia Dire)


</p>


↑ torna in cima