Protocollo di Kyoto, centrati gli obiettivi

L’Italia ha ridotto le emissioni di CO2 del 7% ogni anno. "Successo possibile grazie a efficienza energetica e rinnovabili", è quanto afferma Silvestrini in un'intervista a cura di Energie sensibili.

21 febbraio 2013

<p>L’Italia ha centrato l’<b>obiettivo nazionale di riduzione delle emissioni di gas serra</b> fissato dal Protocollo di Kyoto (il trattato internazionale sul riscaldmaneto globale firmato nel 1997, recentemente oggetto della conferenza sul clima di Doha). È quanto emerge dal <b>"Dossier Kyoto 2013"</b>, realizzato dalla <b>Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile</b>. Il documento traccia anche un bilancio del Protocollo per il periodo di verifica 2008-2012.</p><p>Secondo in numeri forniti dalla Fondazione, nel periodo di riferimento, rispetto al valore del 1990, il nostro Paese ha ottenuto una riduzione del 7%. <br />Le stime non differiscono di molto dai dati raccolti dal <b>Kyoto Club</b>, l’organizzazione non governativa nata proprio per promuovere il raggiungimento degli obiettivi del Protocollo. <br />"Siamo vicinissimi al target del 6,5% di Co2 in meno", dichiara a Energie sensibili <b>Gianni Silvestrini</b>, direttore scientifico dell’organizzazione.</p><p><b>Nel 2012</b>, sostiene il rapporto della Fondazione per lo Sviluppo sostenibile, le <b>emissioni di gas serra dell’Italia</b> si sono attestate attorno a 465/470 milioni di tonnellate di anidride carbonica equivalente (MtCO2eq), oltre 20 milioni in meno rispetto al 2011. Su questo risultato ha certamente pesato la crisi economica, ma anche il miglioramento delle performance ambientali del sistema economico nazionale.<br /> <br />"Il <b>contributo delle rinnovabili</b> è stato rilevante – sottolinea Silvestrini -. Un ruolo importante lo hanno svolto anche i programmi di <b>efficienza energetica</b>, i <b>certificati bianchi</b>, le <b>detrazioni fiscali del 55%</b> per la riqualificazione nell’edilizia, i nuovi livelli di consumi imposti ai nuovi edifici e, infine, la riduzione delle emissioni specifiche delle <b>nuove auto</b>".</p><p>Nonostante il risultato raggiunto dall’Italia, il dossier, rileva che le <b>emissioni mondiali</b> sono cresciute di oltre il 35% dal 1990 al 2010. Per questo, si legge, "è necessario proseguire l’impegno nella riduzione delle emissioni, andando oltre il protocollo di Kyoto, e puntando su una strategia e un accordo globale".</p><p>"<b>Il nostro Paese</b> dovrà partecipare in prima linea alla discussione iniziata in Europa sugli obiettivi al 2030 – afferma Silvestrini -. Andrà anche rivista la <b>Strategia Energetica Nazionale</b>, a seguito delle molte osservazioni pervenute, iniziando dalla necessità di definire con chiarezza la roadmap di lungo periodo. Si apre una fase delicata della trasformazione del nostro sistema elettrico e occorrerà procedere nella decarbonizzazione con una intelligente combinazione del ruolo del gas e delle rinnovabili e intervenire con incisività sulle reti per renderle adeguate al nuovo contesto".</p><p>Per quanto riguarda i campi in cui si può ancora intervenire, "nel <b>settore dell’edilizia</b> c’è ancora un enorme spazio per ottenere riduzioni di consumi e di emissioni – conclude il direttore scientifico del Kyoto Club -. Molto resta da fare sul versante dei trasporti, sia con interventi infrastrutturali, ma anche con soluzioni soft, come una diffusione su larga scala del car sharing, di piste ciclabili".</p><p>Fonte: <a href="http://www.energiesensibili.it/numero-91/sviluppo-sensibile/protocollo-di-kyoto-centrati-gli-obiettivi">Energie sensibili</a>.</p><p><br /></p>


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