Gas, l’efficienza energetica delle case è il vero “giacimento nascosto”

Programmando un intervento decennale di efficientamento nel settore civile si potrebbe risparmiare il 10% del gas consumato in Italia ogni anno. Lo spiega ad Eco dalle Città Gianni Silvestrini, direttore scientifico del Kyoto Club.

8 febbraio 2012

<p>Avere a disposizione riserve di gas <b>pari al doppio di quelle attuali</b> nel giro di 10 anni, anche in assenza di nuovi giacimenti: non solo non sarebbe impossibile, ma si tratterebbe di una operazione molto vantaggiosa dal punto di vista ambientale, economico e occupazionale. In che modo? Migliorando l’efficienza energetica degli edifici italiani, a cominciare da quelli destinati ad uso abitativo. Eco dalle Città ha raggiunto al telefono <b>Gianni Silvestrini</b>, direttore scientifico del Kyoto Club, per chiedergli, in questi giorni di preoccupazione per l’approvvigionamento di gas naturale dalla Russia, quali benefici potrebbero derivare dall’efficientamento delle case degli italiani. </p><p>«Con una politica decennale che preveda un taglio annuo dei consumi energetici dell’1,5% nel settore civile – dichiara l’ing. Silvestrini – si potrebbe arrivare, tra 10 anni, a risparmiare circa 8 miliardi di metri cubi di gas all’anno, pari a <b>oltre il 10% del consumo nazionale</b> complessivo e, soprattutto, equivalenti alla produzione interna annua di gas». Non era un’iperbole, dunque: le nostre case, che dal punto di vista energetico sono degli autentici “colabrodo”, nascondono un vero e proprio giacimento paragonabile, per capacità, all’insieme delle risorse minerarie nazionali.<br /><b><br />Ma quali sarebbero i costi di un intervento del genere?</b> <br />«Difficile azzardare delle stime, perché la spesa varia molto a seconda del tipo di intervento che si decide di realizzare su un edificio – continua Silvestrini – ma si tratterebbe in ogni caso di investimenti su tecnologie locali, che, oltre a ridurre le importazioni di gas dalla Russia, danno <b>posti di lavoro</b> e sono anche coerenti con gli obiettivi nazionali di riduzione delle emissioni e aumento dell’efficienza energetica al 2020». <br />Il bilancio costi-benefici, insomma, sarebbe di certo in attivo, anche dal punto di vista strettamente economico e occupazionale.</p><p>Del resto, il comparto abitativo assorbe ogni anno <b>più del 35% della domanda nazionale di energia</b> (dati: Politecnico di Milano, <i>Energy efficiency report</i>, novembre 2011), e per quanto riguarda nello specifico i consumi di gas, la percentuale è ancora più alta. Secondo i dati ufficiali del ministero dello Sviluppo Economico, nel 2009 (l’ultimo anno per cui sono disponibili le informazioni) l’Italia ha consumato complessivamente <b>78 miliardi di metri cubi di gas</b>, dei quali quasi 32, pari a circa il 41%, sono serviti per il settore residenziale e il terziario.</p><p>Secondo il primo rapporto nazionale sull’efficienza energetica dell’Enea, inoltre, nello stesso anno i <b>consumi complessivi di gas</b> per il solo comparto abitativo sono <b>aumentati del 5%</b> rispetto all’anno precedente, mentre nell’ultimo decennio (anni 2000-2009) le case italiane hanno ridotto il proprio fabbisogno energetico solo di 2,5 punti percentuali, a fronte di una media europea intorno al -11%. Tutti gli altri grandi paesi Ue, nello stesso periodo, <b>hanno fatto meglio di noi</b>, riducendo il consumo del settore residenziale di percentuali che oscillano tra il 16% del Regno Unito e il 4% della Spagna. </p><p>Le potenzialità del risparmio energetico nel comparto domestico, dunque, sono enormi. Sfruttarle al massimo, o almeno un po’ meglio di quanto abbiamo fatto finora, non basterebbe ad affrancarci dalla dipendenza dal gas russo e algerino, ma potrebbe consentirci di accumulare <b>riserve maggiori per affrontare i picchi di consumo</b> come quello di questi giorni, evitando il rischio di tagliare una parte, pur piccola, delle forniture aziendali. È l’eterna scelta tra la cicala e la formica, solo che in questo caso la cicala non rischia di morire di fame, ma di freddo.</p><p>A cura di Silvana Santo, <a href=" http://www.ecodallecitta.it/notizie.php?id=110495">Eco dalle Città</a>.</p><p><br /></p>


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