La chiave dello sviluppo dell’Europa sta nell’uso efficiente delle risorse

Per rilanciare una crescita economica durevole e sostenibile in Europa si deve puntare su un utilizzo attento ed efficiente delle risorse. Sull’argomento si è discusso in un convegno promosso dalla Rappresentanza in Italia della Commissione europea, nell’ambito della Green Week 2011, l’appuntamento annuale sulla politica ambientale dell’Unione europea.

20 maggio 2011

<p>La Rappresentanza in Italia della Commissione europea ha promosso ieri a Roma la giornata di lavoro <b>“Uso efficiente delle risorse. Esperienze a confronto”</b>, che rientra nella <a href="http://www.greenweek2011.eu">Green Week 2011</a>, l’appuntamento annuale sulla politica ambientale dell’Unione Europea.</p><p>Nel corso del convegno, che ha coinvolto rappresentanti di istituzioni europee, nazionali, regionali e locali, e del mondo della ricerca, si è avviato un confronto e uno <b>scambio di esperienze sulle iniziative e sulle buone pratiche</b> intraprese ai diversi livelli di competenza. </p><p>L’incontro ha inoltre offerto un quadro a lungo termine per <b>azioni chiave</b> da intraprendere, o già avviate, in diversi settori come l’energia, i trasporti, il cambiamento climatico, l’agricoltura, le materie prime, la biodiversità e lo sviluppo regionale. </p><p>La comunicazione sul tema dell’uso efficiente delle risorse, pubblicata di recente dalla Commissione europea, rappresenta l’iniziativa di punta della strategia <a href="http://ec.europa.eu/italia/attualita/primo_piano/futuro_ue/europa_2020_it.htm">“Europa 2020”</a>, che promuove la transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio e verso uno sviluppo sostenibile.</p><p>“L’uso efficiente delle risorse – ha sottolineato <b>Pia Bucella</b>, Direttore generale ambiente della Commissione europea – è la chiave per rilanciare in Europa una crescita economica durevole e di qualità, anche grazie a un uso mirato ed efficiente dei fondi che l’Ue mette a disposizione delle imprese e degli enti locali.” Pia Pucella ha spiegato come le politiche e le iniziative dell’Unione europea mirano al rilancio della crescita e dello sviluppo sostenibile e intendono promuovere un uso delle risorse che consenta una crescita economica, riducendo allo stesso tempo il consumo delle risorse. </p><p>Il direttore della Commissione europea ha infine precisato che solo attraverso il <b>rispetto e l’implementazione di tutte le norme europee</b> potranno essere garantiti gli obiettivi realistici della strategia “Europa 2020”.<br />Per questo sarà necessario attivare strumenti economici di incentivazione, strumenti innovativi basati su partnership e buone pratiche. Indispensabili sono anche gli strumenti della politica agricola comune, pilastro dell’uso efficiente delle risorse, che presto sarà rinnovata. “Tra questi strumenti – ha spiegato Pucella – rientra <b>Rete Natura 2000</b>, il principale strumento della politica dell’Unione europea per la conservazione della biodiversità. Si tratta di una rete di zone protette, diffusa in tutta Europa, che garantisce il mantenimento a lungo termine degli habitat naturali, rari o minacciati a livello comunitario.” </p><p>Per preservare la biodiversità entro il 2020, la Commissione europea lo scorso 3 maggio ha adottato una strategia contenuta in una comunicazione dal titolo <a href="http://ec.europa.eu/environment/nature/biodiversity/comm2006/pdf/2020/comm_2011_244/1_IT_ACT_part1_v2.pdf">“La nostra assicurazione sulla vita, il nostro capitale naturale: una strategia UE per la biodiversità per il 2020"</a> (pdf).</p><p>Il direttore della Commissione europea ha inoltre evidenziato le strategie contenute nella <b>Roadmap 2050 dell’Ue</b>. Si tratta della tabella di marcia verso un’economia competitiva a basse emissioni di carbonio (Roadmap for moving to a competitive low-carbon economy in 2050) adottata l’8 marzo 2011. </p><p><b>Mariagrazia Midulla</b>, Responsabile Programma Clima del WWF Italia, ha sottolineato come sia indispensabile una riflessione sul concetto di partecipazione e un cambiamento di mentalità sulle tematiche ambientali. Non si può parlare di clima, e in generale di ambiente, ha detto Midulla, ignorando l’aspetto sociale. <br />“Il nostro paese – ha continuato – persiste a sposare accordi senza trarre alcun vantaggio e questo accade soprattutto perché si è ancorati a una mentalità che fa parte del passato”. “A livello internazionale – ha concluso Midulla- c’è poi un problema di governance strettamente connesso alla crisi ambientale.” </p><p>Novità dal fronte della contabilità sono quelle a cui ha fatto riferimento <b>Cesare Costantino</b>, Dirigente Conti ambientali ISTAT. Nell’Unione Europa, infatti, sta per essere adottato un sistema che prevede la trasmissione alla Commissione europea dei dati di contabilità ambientale, oltre ai conti economici.</p><p><b>Gennaro Ramazio</b>, Capo unità Enti Locali della <a href="http://europa.eu/institutions/financial/eib/index_it.htm">Banca Europea per gli Investimenti</a> ha presentato l’attività della BEI in cui rientrano programmi di investimento multisettoriali e multiannuali nei settori di interesse europeo (trasporto sostenibile, ricerca e sviluppo, energia, ecc.). </p><p>La seconda sessione del convegno intitolata <b>“Nuovi modelli di produzione e consumo, eco – innovazione, strategie di gestione sostenibile delle risorse e del territorio”</b> è stata dedicata alle best practice e ai progetti innovativi nei settori della produzione, dei consumi sostenibili e della gestione di rifiuti, acqua e suolo. </p><p></p><p><br /> </p>


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