Progetti per le rinnovabili, all’Italia manca una visione strategica

100% rinnovabili: la sfida del 2050. Un obiettivo realistico? L’approfondimento curato dalla redazione Sceltesostenibili.it e l’intervista a Gianluigi Angelantoni, vice Presidente del Kyoto Club e amministratore delegato di Angelatoni Industrie e di Archimede Solar Energy.

24 febbraio 2011

<p><b>Lo scenario che contempla il raggiungimento del 100% di rinnovabili entro il 2050 si basa su delle precise ipotesi di sviluppo tecnologico delle energie rinnovabili?</b><br />"Decisamente sì, e si tratta di un obiettivo suffragato anche da studi autorevoli come quello dell’istituto McKinsey, che prevede appunto un 100% di consumo di energia elettrica da rinnovabili per il 2050, tutto questo avallato dai ministeri dell’Economia e dell’Ambiente tedeschi, che hanno portato avanti un piano di sviluppo delle rinnovabili che va nell’ottica di coprire dall’80 al 100% del fabbisogno energetico tedesco entro il 2050. Lo scenario generale si basa su un mix dei tecnologie, non solo sul fotovoltaico ma soprattutto su progetti di largo respiro nell’eolico, per quanto riguarda il Nord Europa, e nel solare termodinamico nell’area mediterranea, compresa l’energia che verrebbe importata da Nord Africa e Medio Oriente".</p><p><b>Che ruolo ha l’efficienza in questo scenario?</b><br />"Un ruolo importantissimo soprattutto nei prossimi 20 anni, ovvero il tempo necessario per far evolvere queste tecnologie e partire con questi grandi progetti, perché avrà lo scopo di contenere i consumi per poter raggiungere gli obiettivi previsti dal piano senza. Uno studio di Confindustria di quattro anni fa, quando c’era Pistorio vicepresidente, era arrivato alla conclusione che l’Italia potesse risparmiare il 30% dai propri consumi nel giro di 5 anni, il che non renderebbe necessaria la costruzione di nuove centrali. Poi la crisi economica ha fatto ridurre drasticamente i consumi ma al di la di ciò si sarebbe potuto risparmiare il 30% dell’energia consumata. In un’analoga elaborazione dello studio Ambrosetti si parlava invece di una riduzione del 20%".</p><p><b>Quali strategie deve adottare l’Italia per puntare a un simile target?</b><br />"Bisogna avere una visione chiara al 2050 e quantomeno una strategia altrettanto chiara almeno fino al 2020, cosa che francamente in questo momento non c’è. Si veda la questione degli incentivi per il fotovoltaico, dove il governo ha parlato con voci diverse, chi chiedeva una totale abrogazione e chi premeva per una riduzione graduale che permettesse alle tecnologie di evolversi. In Italia non c’è da gli anni ’80 un piano nazionale energetico, e non c’è mai stata una precisa strategia nel campo delle rinnovabili, che è ciò che ha portato la Germania a diventare leader del settore insieme alla Cina. Ci vuole una visione del futuro, come dimostra il progetto Desertec, sposato dal governo Merkel, dove ora sono entrate anche aziende italiane ma è costituito principalmente da società tedesche. Lo stesso vale per il progetto TransGreen voluto dai francesi, che studia la fattibilità della trasmissione di energia rinnovabile dal Nord Africa all’Europa attraverso cavi sottomarini e vede coinvolte sempre le solite aziende tedesche. E’ questa visione strategica che manca all’Italia, sono progetti dove arriviamo sempre al seguito ma non siamo mai tra i paesi leader".</p><p><b>Stiamo parlando di progetti legati a un’area oggi teatro di forti sconvolgimenti geopolitici. E’ una domanda molto difficile da porre in questa fase di evoluzione, ma ritiene che le recenti crisi siano destinate a mutare sensibilmente il quadro?</b><br />"Il problema di fondo è che lo sviluppo delle rinnovabili non può essere limitato solo a impianti sul territorio in quanto non abbiamo spazi sufficienti per produrre la quantità di energia solare che ci serve, quindi dobbiamo ricorrere ai paesi nordafricani o mediorientali, dove il sole ha una più elevata irradiazione. Per potersi proporre all’estero bisogna però fare palestra sul proprio territorio, e dobbiamo far sì che le imprese italiane creino quella tecnologia e quella filiera necessarie per poter vincere questa sfida industriale. Per quanto riguarda quello che sta avvenendo ora in questi paesi, spero che ciò che stia avvenendo sia un processo di democratizzazione, che porti anche a un islamismo moderato sul modello dell’attuale governo turco. Un simile sbocco potrebbe essere un fattore accelerante per progetti come Desertec, anche se sussiste la necessità di accordi bilaterali che diversifichino le possibilità di rischio".</p><p><b>Ritiene troppo ottimista chi, come la Fondazione Sviluppo Sostenibile, ha elaborato dati dai quali l’Italia risulta aver quasi raggiunto gli obiettivi di Kyoto?</b><br />"L’accelerazione registrata ultimamente dal fotovoltaico e la riapertura di alcune regioni, come l’Umbria, all’eolico fanno sì, a mio avviso, che entro il 2020 l’Italia possa andare anche oltre gli obiettivi di Kyoto, ma molto dipenderà dalle politiche dei governi che avremo da qui al 2020, dovremo avere delle politiche accorte a sostegno delle rinnovabili. Adesso in Europa si parla di ridurre al 30% le emissioni di CO2 entro il 2020, quindi il ‘20/20/20’ diventerebbe ’20/20/30′. Se lo sviluppo dell’efficienza energetica e delle rinnovabili permette di porsi questo obiettivo penso che sia utile uno sforzo da parte del governo che possa armonizzarci con quelle che sembrano essere le politiche di paesi come la Germania, il Regno Unito e la Francia, non possiamo essere sempre il paese dissenziente. Se l’Italia accetta l’obiettivo del 30% non sarà sola ma si ritroverà in compagnia di tante altre nazioni, senza contare le importantissime ricadute in termini di crescita economica e occupazione. E’ ormai chiaro a tutti come la green economy sia l’unico vero motore in questo momento".</p><p>Fonte: <a href="http://www.sceltesostenibili.it/progetti/100-rinnovabili-la-sfida-del-2050/all-italia-manca-una-visione-strategica-1.31694">Sceltesostenibili.it</a></p><p>Leggi anche <a href="http://www.sceltesostenibili.it/progetti/100-rinnovabili-la-sfida-del-2050/un-obiettivo-realistico-il-kyoto-club-fa-il-punto-1.31692">"100% rinnovabili: la sfida del 2050. Un obiettivo realistico? Kyoto Club fa il punto"</a></p><p> <br /></p>


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