Rifiuti elettronici, in sei mesi raccolte 4.000 tonnellate
I dati di Ecolight, il consorzio per la gestione dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (Raee) a distanza di sei mesi dall'entrata in vigore del decreto 'Uno contro Uno', che obbliga la grande distribuzione a ritirare direttamente al domicilio dei clienti i vecchi apparecchi al momento dell'acquisto di un nuovo elettrodomestico.
<p>In sei mesi, da giugno a dicembre 2010, sono state raccolte più di <b>4.000 tonnellate di rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (i Raee)</b> nei negozi della grande distribuzione. Questo il bilancio di <b>Ecolight</b>, il consorzio per la gestione dei Raee, delle pile e degli accumulatori, a distanza di sei mesi dall’entrata in vigore del <b>decreto ‘Uno contro Uno'</b>, che obbliga i negozianti a ritirare direttamente al domicilio dei clienti i vecchi apparecchi al momento dell’acquisto di un nuovo elettrodomestico.</p><p>Negli oltre 3.000 esercizi commerciali serviti in tutta Italia da Ecolight, in soli sei mesi il mondo della grande distribuzione ha dato un significativo impulso ad una corretta raccolta e smaltimento dei rifiuti elettronici. </p><p><b>Marco Pagani</b>, vicepresidente del Consorzio, ha spiegato che sono stati notevoli gli investimenti per dare seguito agli adempimenti amministrativi, per strutturare la logistica di ritorno dei Raee e per fare diventare gli esercizi commerciali luoghi idonei e autorizzati alla raccolta degli apparecchi a fine vita riportati dai clienti. Il risultato raggiunto è quindi “un punto di partenza sul quale lavorare", ha detto Pagani, sia per migliorare il servizio, sia per sensibilizzare il consumatore. <b>Walter Camarda</b>, presidente del consorzio Ecolight, frena i facili entusiasmi: "È stato fatto un importante passo in avanti sotto il profilo normativo e della sensibilizzazione, anche se è ancora molta la strada da fare".</p><p>La <b>maggior parte dei rifiuti appartengono al raggruppamento R2</b> che raccoglie i "grandi elettrodomestici" come lavatrici, lavastoviglie e forni. Sono stati invece più di 10 mila i televisori avviati al recupero. Ancora piuttosto basse le quantità dell’elettronica di consumo, ovvero piccoli elettrodomestici, computer, hi-fi e telefoni.</p><p>I Raee, i rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche, sono divisi in 5 raggruppamenti, le cosiddette ‘5 R’: <b>’R1′</b> (apparecchiature refrigeranti), <b>’R2′</b> (grandi elettrodomestici), <b>’R3′</b> (Tv e monitor), <b>’R4′</b> (piccoli elettrodomestici, apparecchi di illuminazione, elettronica di consumo e altro) e <b>’R5′</b> (sorgenti luminose). </p><p>Questa tipologia di rifiuti non può essere gettata nei normali cassonetti della spazzatura, ma va portata nelle isole ecologiche comunali da cui poi i consorzi appositi li prelevano per avviarli al giusto percorso di smaltimento e riciclo. Da giugno, per favorire una migliore gestione della tipologia di rifiuto, è entrato in vigore il <b>decreto ‘Uno contro uno'</b>. Il testo, contenente nuove regole di raccolta e smaltimento dei Raee, obbliga i negozianti a ritirare direttamente al domicilio dei clienti i vecchi apparecchi al momento dell’acquisto di un nuovo elettrodomestico.</p><p>Fonte: <a href="http://www.dire.it/">Agenzia Dire</a></p><p></p>
