L’addio senza rimpianti alle buste di plastica
Dal 1° gennaio sarà vietata la vendita e l'uso degli shopper ‘non-bio’. Dal nostro paese spariranno 24 miliardi di sacchetti non biodegradabili ad alto impatto ambientale. Ne usiamo circa 400 a testa all’anno. Al loro posto arriveranno gli 'eco-shoppper'.
<p>In tutta Italia <b>dal 1° gennaio scatta il divieto di commercializzazione e utilizzo degli shopper di plastica</b> ad alto impatto ambientale, contenitori non biodegradabili. Il 22 dicembre il Consiglio dei Ministri ha infatti negato la proroga alla messa al bando del ‘vecchio’ sacchetto, e quindi con l’arrivo del nuovo anno negozi, supermarket e mercatini non potranno più utilizzarlo per consegnare la merce. </p><p>Dopo più di un secolo, dunque, plastica addio. Era infatti il 1907 quando il chimico belga Leo Baekeland che inventò la bakelite, la prima plastica completamente sintetica prodotta su scala industriale.<br />Al posto delle buste di plastica arriveranno <b>gli eco-shopper</b>, sacchetti in bioplastica ricavata da mais e da altre materie vegetali, riutilizzabili, biodegradabili e a ‘impatto zero’. </p><p>Gli italiani sono tra i massimi utilizzatori in Europa di shopper in plastica. Il Wwf ha rilevato che da noi si utilizzano circa <b>24 miliardi di sacchetti non biodegradibili, quasi 400 a testa ogni anno</b>. Una montagna di contenitori, che diventa una montagna di rifiuti, con gli annessi problemi di smaltimento: Coldiretti ha calcolato infatti che occorrono almeno 200 anni per decomporre i sacchetti in plastica. Ma soprattutto, ha sottolineato l’organizzazione, spesso i rifiuti di plastica sono bruciati e ciò comporta l’emissione di sostanze climalteranti come l’anidride carbonica e inquinanti come le diossine, composti pericolosissimi per la salute dell’uomo e dell’ambiente. </p><p>Francesco Ferrante, vicepresidente del Kyoto Club, senatore e responsabile delle Politiche sui cambiamenti climatici del Pd, ha già ipotizzato e delineato lo scenario che si configurerà tra meno di 48 ore: "Quando finalmente anche in Italia gli shopper di plastica verranno banditi, un milione di tonnellate in plastica non si riverserà più nell’ambiente e verranno risparmiate centinaia di migliaia di tonnellate di petrolio".</p><p>Perché l’impatto ambientale delle buste di plastica non deriva dal solo abbandono dell’oggetto: infatti si calcola che per produrne 200 mila tonnellate di buste ‘non-bio’ vengano bruciate <b>430 mila tonnellate di petrolio</b>.</p><p>La messa al bando delle buste di plastica dal 1° gennaio 2011 recepisce disposizioni comunitarie, in particolare la <b>direttiva 94/62/Ce sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio</b>. Quello delle buste di plastica non è infatti un problema solo italiano: nel nostro paese arriva infatti circa un quarto dei 100 miliardi di pezzi consumati in Europa, dove vengono importati per la maggioranza da paesi asiatici come la Cina, Thailandia e Malesia. Il 28% di questi sacchetti diventa rifiuto e va ad inquinare l’ambiente. </p><p>Fonte: <a href="http://www.dire.it">Agenzia Dire</a></p><p></p>
