Una legge per una nuova politica energetica

Al via in tutta Italia le firme per la proposta di legge di iniziativa popolare, "Sviluppo dell’efficienza energetica e delle fonti rinnovabili per la salvaguardia del clima". Obiettivo 50mila firme entro dicembre. Come e dove firmare.

12 settembre 2010

<p><p align="justify">&Egrave; ripartita in tutta Italia nel mese di settembre 2010 la raccolta delle firme per la proposta di <strong>legge di iniziativa popolare</strong> che punta allo <strong>sviluppo dell&rsquo;efficienza energetica e delle fonti rinnovabili</strong> per la salvaguardia del clima e che propone di uscire dalla strategia di rilancio del nucleare del governo Berlusconi (scarica in pdf <a href="http://www.oltreilnucleare.it/images/pdf/pdlpop.pdf" target="_blank"><strong>la legge di iniziativa popolare</strong></a>). Una proposta che certamente raggiunger&agrave; e superer&agrave; ampiamente l&rsquo;obiettivo delle <strong>50mila firme entro dicembre</strong>, ma che in questo quadro politico difficilmente trover&agrave; sbocco a livello parlamentare. <br />Sar&agrave; tuttavia utile per sensibilizzare l&rsquo;opinione pubblica e possibilmente fornire un canovaccio per l&rsquo;azione e le scelte di quella parte della politica che ancora balbetta sulle scelte energetiche di questo paese, proponendo spesso soluzioni vecchie, basate sulle fonti fossili e nucleari, condizionata il pi&ugrave; delle volte dai grandi gruppi energetici e industriali. Partiti e politici italiani che soprattutto mancano di una visione articolata di lungo periodo nel campo delle tematiche energetiche e ambientali, un ambito che potrebbe imprimere una svolta decisiva nella creazione di nuova e qualificata occupazione e per uno diverso sviluppo del paese. <br />La proposta di legge di iniziativa popolare &egrave; stata depositata in Cassazione lo scorso 7 giugno dal &ldquo;<strong>Comitato SI alle energie rinnovabili, NO al nucleare</strong>&rdquo; (vedi <a href="http://www.oltreilnucleare.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=67&amp;Itemid=84. Qui sotto riportiamo l’appello del Comitato promotore che introduce all’iniziativa" target="_blank">elenco promotori</a>). Sotto l’introduzione alla proposta di legge a cura del Comitato.</p><p><a href="http://www.oltreilnucleare.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=153:riferimenti-regionali-legge-rinnovabili&amp;catid=25:iniziative&amp;Itemid=28 " target="_blank">Lista dei riferimenti regionali per la raccolta di firme della legge di iniziativa popolare</a> </p><p><a href="http://www.oltreilnucleare.it/images/pdf/vadefaq.pdf " target="_blank">Vademecum per la raccolta firme</a> (pdf)<br /><p align="justify"><a href="http://www.oltreilnucleare.it/images/pdf/modulo%20firme%20da%20stampare.pdf " target="_blank">Modulo per la raccolta delle firme</a> (pdf)</p><p>Per ulteriori informazioni sulla raccolta delle firme: Comitato SI alle energie rinnovabili, NO al nucleare (c/o CGIL Lazio &ndash; Via Buonarroti, 12 &ndash; 00185 Roma) <br />email: <a href="mailto:oltreilnucleare@virgilio.it">oltreilnucleare@virgilio.it</a><br /><a href="http://www.oltreilnucleare.it" target="_blank">www.oltreilnucleare.it</a> <br /><p align="justify"><br />E&rsquo; necessaria e urgente una svolta radicale e globale nelle politiche energetiche a favore delle fonti rinnovabili e di usi razionali ed efficienti dell&rsquo;energia. La impongono il tendenziale esaurirsi del petrolio, pi&ugrave; in generale delle fonti non rinnovabili e la drammatica accelerazione dei cambiamenti climatici. <br />O si agisce subito o alla crisi economica e sociale, che sta sconvolgendo la vita di miliardi di donne ed uomini, si intreccer&agrave; sempre di pi&ugrave; quella ambientale e climatica. <br />Entrambi i problemi per essere risolti obbligano a notevoli discontinuit&agrave; ed innovazioni nelle politiche economiche, in quelle fiscali ed industriali e negli stessi comportamenti e stili di vita delle persone. <br />Da subito vanno prese decisioni politico programmatiche per avviare una globale e graduale transizione dall&rsquo;attuale dipendenza dalle fonti fossili verso l&rsquo;uso razionale ed efficiente delle fonti energetiche rinnovabili, pulite e prive di effetti collaterali se non quello di sostituire le importazioni di petrolio con lavoro ed occupazione, che nel 2020, nella sola Italia, potrebbe contare <strong>oltre 300.000 nuovi posti di lavoro</strong>. </p><p>E&rsquo; questa la strada su cui si &egrave; incamminata <strong>l&rsquo;Europa</strong> con la decisione unilaterale e vincolante per i suoi stati membri di ridurre, entro il 2020, le emissioni climalteranti del 20% realizzando, entro la stessa scadenza, un aumento sempre del 20% sia dell&rsquo;efficienza energetica sia del utilizzo delle fonti energetiche rinnovabili. <br />Si tratta di impegni vincolanti a cui anche il nostro paese dovrebbe far fronte e invece non lo fa. Come per Kyoto, (dove per non averlo rispettato non saranno i dirigenti delle imprese inadempienti a pagare le multe che la comunit&agrave; europea ci sta gi&agrave; infliggendo, bens&igrave; i cittadini italiani) niente si sta facendo per realizzare gli obiettivi della nuova direttiva europea per le fonti rinnovabili che va recepita entro il 5 Dicembre 2010. Il <strong>Governo italiano</strong> si &egrave; inoltre caratterizzato per un duro contrasto verso ulteriori decisioni europee pi&ugrave; stringenti come la riduzione del 30 % delle emissioni di CO2. Fino ad ora inutilmente l&rsquo;Europa sta chiedendo conto all&rsquo;Italia di quali siano i nostri piani e quali progressi sono stati compiuti nell&rsquo;uso delle fonti rinnovabili. </p><p>Le mancate risposte del Governo italiano nascondono una diversa strategia rispetto all&rsquo;Europa e al suo pacchetto clima che affida la riduzione delle emissioni e la diversificazione dal petrolio all&rsquo;<strong>avventura nucleare</strong>, cio&egrave; a una fonte non rinnovabile e non prevista negli impegni europei, che non ha risolto i problemi delle scorie radioattive e della sicurezza, e che ridurrebbe le emissioni solo per una quota modesta della produzione di elettricit&agrave;, e solo dopo il completamento delle centrale, ben oltre il 2020, data entro la quale gli altri paesi Europei avranno gi&agrave; ridotto le loro emissioni del 20% ed oltre. Va invertita la rotta che sta portando il paese fuori dall&rsquo;Europa. <br />Inoltre l&rsquo;attuale impianto normativo italiano non &egrave; in grado di consentire al paese di realizzare gli obiettivi assegnati al nostro paese dal pacchetto clima EU. N&eacute; fino ad ora sono state presentate proposte di recepimento della direttiva europea sulle le fonti rinnovabili. </p><p>Con questa proposta di legge di iniziativa popolare si intende contribuire a colmare questo deficit e a offrire un quadro normativo adeguato e in grado di recepire la direttiva. <br />In estrema sintesi la legge <strong>all&rsquo;articolo 1</strong> stabilisce le finalit&agrave; di politica energetica fondata sulle fonti rinnovabili ed escludendo l&rsquo;uso del nucleare <strong>all&rsquo;articolo 2</strong>. </p><p><strong>L&rsquo;articolo 3</strong> chiarisce, dopo l&rsquo;esperienza negativa del Cip6 e delle fonti assimilate, quali siano le vere fonti rinnovabili e fra queste quali sono sostenibili e quali no, ammettendo all&rsquo;incentivazione solo quelle sostenibili. </p><p><strong>L&rsquo;articolo 4</strong> stabilisce che la produzione di energia elettrica e di calore da fonti rinnovabili sostenibili, cosi come gli usi razionali ed efficienti dell&rsquo;energia, sono da considerarsi attivit&agrave; di pubblica utilit&agrave;. Per questa ragione hanno entrambe diritto ad una equa e giusta remunerazione che compensi l&rsquo;energia effettivamente prodotta o quella risparmiata, ma anche i vantaggi ambientali che entrambe incorporano, non emettendo gas nocivi al clima o inquinanti l&rsquo;aria che respiriamo. </p><p><strong>L&rsquo;articolo 5</strong> afferma che l&rsquo;energia elettrica prodotta con fonti rinnovabili deve essere, da parte del gestore, immessa obbligatoriamente in rete. </p><p><strong>L&rsquo;articolo 7</strong> punta a far compiere al Paese un passo deciso per migliorare la propria efficienza energetica: un piano di riqualificazione degli edifici che ne riduca i consumi di elettricit&agrave; e calore e sposti le attivit&agrave; del settore edile verso la manutenzione e riqualificazione del gi&agrave; costruito abbandonando la cementificazione del territorio. <br />Promuovendo lo sviluppo delle rinnovabili sostenibili e promuovendo una forte politica di risparmio energetico la legge intende favorire l&rsquo;abbandono dell&rsquo;attuale modello energetico monopolista e centralista, per passare ad uno distribuito sul territorio e conquistare cos&igrave; democrazia energetica: ogni casa, ogni condominio, comunit&agrave;, quartiere, centro commerciale, fabbrica potr&agrave; produrre energia per il fabbisogno sia proprio che del vicinato sfruttando le fonti rinnovabili pi&ugrave; convenienti secondo le potenzialit&agrave; del luogo. </p><p>Coerentemente con questo contesto <strong>l&rsquo;articolo 10</strong> richiede interventi di adeguamento della rete elettrica a favore delle rinnovabili e stabilisce che la propriet&agrave; e la gestione della stessa debbono essere pubbliche. </p><p>Infine per quanto riguarda la mobilit&agrave; <strong>l&rsquo;articolo 13</strong> intende favorire scelte capaci di sottoporre il territorio italiano ad &ldquo;una cura del ferro&rdquo; per spostare la mobilit&agrave; di persone e merci dalla gomma al ferro, su tram, metr&ograve;, treni, e al cabotaggio sulle autostrade del mare, concentrando in questa direzione le scelte e gli investimenti infrastrutturali anzich&eacute; su strade ed autostrade e trasporto individuale. </p><p>Per realizzare gli obiettivi di questa legge emergono come<strong> fonti di finanziamento</strong>: il conto energia, la Tobin tax che potrebbe anche contribuire a regolare il mercato finanziario mentre si potrebbero usare a fini sociali le entrate della tassazione volta a scoraggiare la speculazione, l&rsquo;istituzione di un fondo speciale presso la Cassa Depositi e Prestiti per adeguare gli edifici pubblici. </p><p>L&rsquo;approvazione di questa legge consentirebbe a questo paese di conquistare una reale autonomia energetica perch&eacute; da un lato promuovendo usi razionali dell&rsquo;energia ne ridurrebbe il fabbisogno e dall&rsquo;altro perch&eacute; produrrebbe l&rsquo;energia necessaria con le uniche fonti di cui l&rsquo;Italia rester&agrave; sempre veramente ricca: cio&egrave; il sole, il vento, le biomasse, la forza dell&rsquo;acqua fluente e il calore che scorre sotto terra. <br />Mettere l&rsquo;Italia al passo dell&rsquo;Europa e inserirla fra i paesi che guidano la lotta ai cambiamenti climatici &egrave; una straordinaria opportunit&agrave; per uscire dalla crisi economica, creando nuovi posti di lavoro e ponendo le basi per uno sviluppo durevole, sostenibile e per una migliore qualit&agrave; di vita. </p><p></p>


↑ torna in cima